Pista da Sci Artificiale a Rapallo: Progetto, Critiche e Ricordi Storici

L'amministrazione comunale di Rapallo sta valutando la fattibilità di un innovativo progetto per la costruzione di una pista da sci artificiale su tavolato plastico. L'iniziativa, che mira a offrire nuove opportunità sportive e ricreative ai cittadini e ad attrarre visitatori esterni, si ispira a modelli internazionali come quello di Copenaghen.

vista mare di Rapallo con potenziale area per la pista da sci

Fase di Studio e Contatti con Aziende Specializzate

La proposta per la realizzazione di una pista da sci artificiale è attualmente in una fase preliminare di studio e valutazione. L'amministrazione comunale ha confermato di aver avviato contatti con un'azienda specializzata nella produzione di manti sintetici per lo sci, con il primo incontro ufficiale avvenuto il 27 dicembre 2024. Questo tipo di manto sintetico è in grado di simulare le condizioni della neve e ha una durata stimata superiore ai 15 anni in uso continuo.

Oltre alla pista da sci principale, l'idea dell'amministrazione prevede l'integrazione dell'impianto con una zona dedicata alle piste "Tubby", specificamente progettate per l'utilizzo con ciambelloni gonfiabili. Questa area potrebbe gestire un flusso di circa 300-350 discese all'ora su un tracciato di 70 metri, offrendo un'ulteriore opzione di svago.

L'iniziativa è attualmente nella fase di sopralluoghi sui siti che si sono resi disponibili a ospitare la struttura. I criteri di valutazione per la scelta definitiva dell'area includeranno aspetti urbanistici, logistica, accessibilità e compatibilità con il contesto cittadino.

Il Modello di Copenaghen: CopenHill

L'esempio di riferimento per il progetto di Rapallo è il CopenHill di Copenhagen. Questo impianto, inaugurato nel 2019, è una pista da sci artificiale con area ricreativa costruita sul tetto di un centro di gestione rifiuti. L'idea è quella di creare una struttura polifunzionale che possa offrire un'esperienza sportiva unica e attrarre turismo, ispirandosi all'innovazione e alla sostenibilità del modello danese.

vista aerea del CopenHill di Copenhagen, pista da sci sul tetto di un inceneritore

Critiche e Reazioni dell'Opposizione

La notizia del progetto ha suscitato reazioni critiche da parte del consigliere comunale di opposizione, Andrea Carannante. Egli ha espresso forte disappunto, sottolineando come l'amministrazione si stia concentrando su un progetto ambizioso come la pista da sci artificiale, mentre la città affronterebbe problemi significativi come:

  • Buche e dissesto stradale
  • Allagamenti frequenti
  • Marciapiedi danneggiati
  • Problemi di delinquenza e insicurezza notturna
  • Mancanza di decoro urbano (aiuole non curate, immondizia)

Carannante ha definito il progetto un "grande sogno" in contrasto con le priorità della cittadinanza, ironizzando sulla possibilità che turisti, attratti da una pista da sci in plastica, arrivino in una città che presenta evidenti criticità infrastrutturali e di sicurezza.

Il consigliere ha paragonato la situazione a quella di Copenaghen, dove un impianto simile è stato realizzato su un termovalorizzatore all'avanguardia, mentre a Rapallo si fatica a garantire servizi essenziali come la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti. La sua critica si riassume nell'affermazione: "La città cade a pezzi ma la priorità è la pista da sci".

Rapallo e la Sua Storia di Sci su Superfici Alternative

Sorprendentemente, Rapallo vanta già una storia legata allo sci su superfici non tradizionali. Alla fine degli anni Sessanta, una cordata di imprenditori locali e romani realizzò una pista da sci in plastica ed erba nella frazione di San Massimo. L'impianto, lungo circa 280 metri con una pendenza del 33%, utilizzava una "manovia" (una sorta di skilift) per la risalita.

L'idea era quella di rendere possibile lo sci tutto l'anno, sfruttando l'erba bagnata per simulare la scorrevolezza della neve. La pista, nota come "Pista Azzurra", era aperta principalmente in notturna, poiché l'umidità serale favoriva la scorrevolezza. L'impianto non era utilizzato solo da sciatori occasionali, ma anche da squadre e sci club per allenamenti durante tutto l'anno, tra cui lo Sci Club di Genova e quello di Santo Stefano.

illustrazione di una pista da sci su erba con manovia

Il luogo divenne anche un punto di ritrovo sociale, con un ristorante annesso che organizzava serate danzanti con juke-box, attirando non solo sportivi ma anche un pubblico più ampio in cerca di divertimento. La sindaca Elisabetta Ricci ha confermato che suo padre le parlava spesso di questa pista, suggerendo che l'idea di uno sci alternativo a Rapallo ha radici profonde.

Sebbene non esistano fotografie della "Pista Azzurra" di Rapallo, i racconti e qualche volantino pubblicitario testimoniano la sua esistenza e il suo impatto sociale. L'idea di rendere lo sci accessibile tutto l'anno, anche in assenza di neve, era un concetto pionieristico per l'epoca e rappresenta un precedente interessante per l'attuale proposta dell'amministrazione comunale.

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