Giuseppe Sciuto, conosciuto affettuosamente come Puccio, è nato a Livorno nel 1962. Fin dalla giovane età, ha dimostrato una profonda passione per la musica, che lo ha portato ad esplorare diversi strumenti e generi musicali nel corso della sua carriera.
Gli Inizi e la Chitarra
All'età di tredici anni, Giuseppe Sciuto ha intrapreso lo studio della chitarra a plettro presso il Centro Didattico Musicale Italiano di Viviana Tacchella a Piombino. Ha proseguito gli studi per circa cinque anni, superando gli esami annuali di fine corso. Tuttavia, il suo percorso formativo si è interrotto al momento di affrontare gli esami di "armonia" e "teoria e solfeggio".
Durante il suo percorso al C.D.M.I., oltre ad apprendere i fondamenti della musica, è nata una proficua collaborazione con Luca Sbrana, un altro chitarrista acustico. La scintilla creativa è stata accesa dall'ascolto del disco "Elegant Gypsy" di Al Di Meola, in particolare dal brano "Mediterranean Sundance", e dai concerti tenuti in Italia dal trio acustico Al Di Meola, Paco De Lucia e John Mc Laughlin. Questa ispirazione ha portato Sciuto e Sbrana a eseguire cover dei brani del trio internazionale.
Il primo riconoscimento locale per il Duo di chitarra Sbrana-Sciuto è arrivato nel 1984, quando l'assessorato alla cultura del comune di Piombino ha organizzato e sponsorizzato uno spettacolo presso il teatro del circolo Ilva. Da quel momento, il duo ha tenuto una serie di esibizioni nella provincia di Livorno.
Parallelamente alla sua attività con la chitarra acustica, Giuseppe Sciuto ha collaborato con diverse cover band, utilizzando la chitarra elettrica e il synth. Poco prima degli anni '90, influenzato dalla musica di Pat Metheny, si è avvicinato all'utilizzo del Guitarsynth.
Negli anni '90, Sciuto ha partecipato a due corsi di musica d'insieme tenuti da Stefano Scalzi per il Centro Giovani di Piombino e a un corso di chitarra tenuto da Corrado Rossetti. Da questi corsi di musica d'insieme è nata una formazione con cui, per circa quattro anni, ha portato in giro un repertorio di standard jazz e fusion.

La Transizione alla Batteria e la Formazione Accademica
Nel 1991, Giuseppe Sciuto ha intrapreso gli studi classici, diplomandosi in Strumenti a Percussione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano (sezione staccata di Como), studiando con i maestri F. Campioni, M. Ben Omar, W. Morelli e G. Nel 2001 ha conseguito il diploma in Musica Jazz presso il Conservatorio “A.
Parallelamente all'attività concertistica, Sciuto si è dedicato all'insegnamento musicale, affrontando le problematiche dell'educazione musicale in diversi contesti.
Attività Concertistica e Collaborazioni
L'attività concertistica di Giuseppe Sciuto lo ha portato a esibirsi in una vasta gamma di contesti, inclusi concerti negli stadi come lo Stadio Adriatico di Pescara, lo Stadio Filadelfia di Torino, e molti altri in tutta Italia. Ha condiviso il palco con numerosi artisti di spicco, tra cui Piero Azara, Al Ventura, Michele Perrucci, Gianni Morandi, Ombretta Colli, Fiordaliso, il Coro degli Angeli, il maestro Lilli Greco, Michele Santoro, Mogol, Fulvio Mancini, Enrico Mancini, Foffo Bianchi, Piero Bravin, Marcello Todaro, Nick Lo Vallo, Maurizio Montanesi, Francesco Di Giacomo, Paolo Fresu, Antonello Salis, Furio Di Castri, Joe Perrino & The Mellowtones, Mick Taras, Mario Fabiani, Piero Marras, Massimiliano Ruiu, Paolo Cocco, Roberto Deidda, Le Balentes, Tenores di Bitti Remunnu 'e Locu, Vittorio Chessa, Franco Montalbano, Pino Montalbano, Erica Loi, Mauro Mulas, Bastiano Loche, Paquito Farina, Ernesto Sanna, Giulio Albano, Kenze Neke, Giovanni Crasta, Tony Marino, Gianni Virdis, Gemiliano Cabras, Gianluca Gadau, Ettore Paglietti, Giampiero Casu, Andrea Sechi, la Jazz Workshop Orchestra di Marco Goti, Rostyslav Prachun, Paolo Cartamantiglia, la Monday Orchestra di Luca Missiti, Fabio Orecchioni, Pierpaolo Bibbò, Conkedda's band, Daniele Batteta, Giuseppe Usai, Dario Deriu e molti altri.
Ha collaborato con Bode s.r.l., Gianmichele Lisai e Antonio Maccioni, contribuendo al progetto "Il giro della Sardegna in 501 luoghi - L'isola come non l'avete mai vista" pubblicato da Newton Compton Editori S.R.L.

Influenze e Metodologie Didattiche
Il percorso musicale di Giuseppe Sciuto è stato arricchito dalla frequentazione dei Seminari di Siena Jazz nel 1980, sotto la guida del maestro Bruno Biriaco. Nei concerti finali degli allievi, ha suonato a Siena con Paolo Fresu e i pianisti Bruno Cesselli e Antonello Mura.
Un'altra figura di spicco che ha influenzato la didattica musicale è Dante Agostini. Nel 1965, con il supporto della Selmer e di Kenny Clarke, Agostini aprì la prima scuola di batteria in Francia. Agostini, nato in Italia nel 1921, emigrò in Francia con la famiglia per sfuggire al fascismo. Iniziò a suonare la fisarmonica e la batteria fin dall'età di cinque anni. Dopo un periodo interrotto dalla Seconda Guerra Mondiale, riprese seriamente la sua carriera musicale, esibendosi con musicisti di fama internazionale e diventando titolare nella grande orchestra dell'Olympia.
Dante Agostini sviluppò un sistema di studio per la batteria basato sui temi hard bop, che portò alla pubblicazione del celebre volume 3 del suo metodo. La sua scuola, situata a Parigi, divenne un punto di riferimento per batteristi di tutto il mondo, attirando musicisti come Claude Nougaro, Elvin Jones, Sam Woodyard, Max Roach e Philly Joe Jones. La prima edizione del Metodo Agostini/Kenny Clarke risale al 1967, con una prefazione di apprezzamento da parte di Max Roach.
Il batterista Enrico Lucchini conobbe Dante Agostini e Kenny Clarke a Parigi nel 1965, mentre fondavano la loro scuola. Per otto anni, fino al 1972, Lucchini fu assistente dei due maestri. Nel 1973, tornato in Italia, iniziò a diffondere i metodi e i solfeggi di batteria di Clarke e Agostini, dedicandosi in particolare all'attività didattica. I corsi di UDINE sono direttamente collegati e supervisionati dalla sede centrale di Parigi.
Dante Agostini - metodo di batteria vol 2 - Marcia rivisitata
L'eredità di Dante Agostini è ancora oggi presente nell'insegnamento della batteria, con i suoi metodi che costituiscono una base tecnica fondamentale su cui vengono costruiti sviluppi musicali aggiornati. La sua scuola continua ad esistere e a riscuotere successo, testimoniando l'efficacia e la lungimiranza del suo approccio pedagogico.
