Trascorri un weekend immerso nella natura incontaminata della Valmalenco. Due giorni di avventure sulla neve, ciaspolando tra scenari da fiaba e silenzi ovattati: il primo giorno saliremo all’Alpe dell’Oro, ammirando la vista spettacolare sul Monte Disgrazia, mentre il secondo giorno ci avventureremo verso l’Alpe Fora, tra boschi innevati e paesaggi da cartolina.
L’escursione è condotta da Andrea Marveggio A.
Itinerario Ciaspolata all'Alpe dell'Oro
La ciaspolata verso l’Alpe dell’Oro è un’immersione nella neve incontaminata, tra silenzi ovattati e panorami spettacolari. Da Chiareggio, ci incammineremo lungo un percorso che si snoda tra boschi innevati, lasciando le nostre tracce sulla coltre bianca e respirando l’aria frizzante dell’alta quota.
Descrizione del percorso:
- Dal parcheggio al centro sportivo dopo San Giuseppe, dove finisce la strada percorribile in inverno, si parte lungo la strada innevata fino a Chiareggio, che raggiungiamo in circa un'oretta di cammino.
- Da Chiareggio scendiamo al torrente, traversiamo il ponte di mezzo e raggiungiamo il bosco.
- Seguiamo a destra il sentiero e siamo già sull'unica pista possibile per la Val Ventina.
- Risaliamo attraverso il bosco per circa quarantacinque minuti, un'ora e raggiungiamo il rifugio Gerli Porri.
Attenzione al bivio:
- A sinistra prosegue la strada principale, più facile, quella che ho seguito io al ritorno, e che aggira da sinistra il rifugio.
- Se invece proseguiamo dritti, su una traccia più difficile, raggiungiamo la cataratta del torrente sotto al rifugio e entriamo nella valle da destra. In questo ultimo tratto incontriamo diverse slavine cristallizzate.
Proseguimento verso la valle pensile:
- Raggiunta la valle pensile, ci troviamo in un ambiente diverso, più ampio e dolce.
- Attraversiamo il ponte sulla destra - occhio che la neve può essere alta più del ponte e nascondere dei buchi sotto.
- Ora che siamo sull'altro lato del fiume proseguiamo più o meno dritti in direzione sud.
- Raggiungiamo in un quarto d'ora una prima balza che ci porta in su di alcune decine di metri.
- Da qui proseguiamo sulla destra seguendo la traccia fino ad alcuni grossi massi, dove inizia il ghiacciaio. Dal rifugio Gerli-Porri ci abbiamo impiegato circa mezz'ora, quaranta minuti.
Possibilità avanzate e ritorno:
- Qui volendo si può risalire il ghiacciaio e raggiungere il pizzo di Cassandra, ma è sconsigliato con la neve abbondante di quest'anno.
- Il ritorno prosegue sulla stessa via dell'andata.

Itinerario Ciaspolata all'Alpe Fora
La ciaspolata verso l’Alpe Fora regala un’esperienza dinamica e variegata, attraversando ambienti che cambiano man mano che si sale. Partendo da Chiareggio, il percorso inizia dolce tra i larici carichi di neve, per poi aprirsi su ampie distese immacolate, dove il solo segno del nostro passaggio saranno le tracce lasciate dalle ciaspole.
Superati alcuni pendii più marcati, la valle si svela in tutta la sua bellezza, incorniciata dalle imponenti cime del Gruppo del Disgrazia.
Difficoltà Tecnica e Adattabilità
I percorsi proposti dal punto di vista della difficoltà tecnica sono tracciati di tipo escursionistico che non presentano particolari difficoltà tecniche e sono adatti a tutti i tipi di escursionisti.
Informazioni sul Pacchetto Weekend
Il costo è di 190 euro, comprensivo di pernottamento e trattamento di mezza pensione all’Hotel 3 Stelle Biancospino con sistemazione in camere doppie. Il prezzo include anche il servizio di organizzazione del trekking e l’accompagnamento da parte di Andrea Marveggio A.
Caratteristiche delle Ciaspole e Benefici del Racchettare
Le ciaspole vengono indossate sopra i comuni scarponcini da trekking e, aumentando la superficie calpestata, consentono di muoversi sul manto nevoso evitando di sprofondarci.
Il racchettare è un camminare lento, sia in salita che in discesa, è un'attività salutare e consente di svolgere un esercizio a basso impatto su un terreno naturale. Permette di passare in ogni luogo, anche nei boschi e tra le rocce più strette. Ognuno può scegliere in piena libertà il percorso, la sua lunghezza, senza orari o necessità di impianti di risalita.

Descrizioni di Percorsi Alternativi e Punti di Interesse in Valmalenco
La Valmalenco offre numerosi itinerari per ciaspolate, adatti a diverse esigenze e livelli di preparazione.
Itinerari Semplici e Panoramici
- Itinerario su comoda mulattiera: Questo itinerario è consigliato per il periodo primaverile, quando la strada S. Giuseppe-Chiareggio è aperta. Per i mesi invernali (dicembre-gennaio-febbraio) la soluzione è quella di arrivare fino a Chiareggio da S. Giuseppe su comoda strada battuta. Punti di ristoro: alla partenza (S.
- Passeggiata per famiglie: È un itinerario molto semplice, la classica passeggiata, adatta anche a famiglie. Punti di ristoro: lungo il percorso. Rifugio Barchi e bar-ristorante La Gusa in località Barchi.
- Itinerario verso l'Alpe Musella: È un itinerario molto interessante che non presenta difficoltà. Si arriva in auto fino a Campo Franscia e si seguono le indicazioni e il sentiero, solitamente battuto. Giunti all'Alpe Musella si può anche seguire il sentiero che scende a Campascio e, toccando la partenza della seggiovia di Campolungo, scendere a Campo Franscia.
- Itinerario verso l'Alpe Lago: Classico itinerario che offre più possibilità. Si può salire dall'Alpe Largone, passare per Prabello e scendere a Campagneda. Fra larici e mughi alla bellissima conca dell'Alpe Lago. Procedendo si possono notare i numerosi laghetti gelati o totalmente coperti di neve a seconda della stagione. Poco dopo le prime nevicate non è raro poter ammirare il verde smeraldo delle acque, non ancora gelate, in contrasto con il candido manto che le circonda.
- Itinerario verso il Rifugio Cristina: Un itinerario più semplice - ma non per questo meno remunerativo dal punto di vista paesaggistico, è quello che dal rifugio Cà Runcasch continua verso l'Alpe Prabello e il rifugio Cristina (da un'ora a un'ora e mezzo di cammino). È il percorso ideale per un'escursione con le racchette. Oltretutto, senza faticare e percorrere lunghi dislivelli, si può ammirare un panorama tra i più belli delle Alpi lombarde, un continuo alternarsi tra docili dossi innevati e le ripide rocce imbiancate dello Scalino.
- Itinerario verso l'Alpe Entova: Itinerario su comoda mulattiera. Si segue la strada che ha inizio al parcheggio della seggiovia dei Barchi. Il primo tratto comune alla strada per Barchi-Lago Palù poi, a circa 10 minuti di cammino, piegare tutto a sinistra, in direzione Ovest, fra pascoli e boschi incontaminati si giunge all’Alpe Entova. Le indicazioni da seguire sono Bracciascia-Alpe Entova, sulla via per il rifugio Longoni. Punti di ristoro: alla partenza (S.
- Itinerario verso il Lago Palù: È un itinerario molto semplice, la classica passeggiata, adatta anche a famiglie. Si snoda su strada innevata fino alla località Barchi e poi su sentiero nel bosco. L'itinerario non presenta difficoltà di orientamento poichè la zona è molto frequentata e ben segnalata. Per chi volesse fare un sentiero alternativo e più "solitario" consigliamo la salita al lago Palù passando dalle località Paluetto e Barchetto. In questo caso la salita è leggermente più ripida ma appagante per i bellissimi scorci paesaggistici visibili dai maggenghi che si superano. Una volta raggiunto il Lago Palù consigliamo di percorrere l'intero periplo (40 minuti circa); si tratta di una camminata semplice, sulle rive del lago da cui, con diverse angolazione, si può godere del panorama lago e montagne circostanti. I più temerari possono decidere di camminare sopra il lago ghiacciato, solitamente ricoperto da neve. Punti di ristoro: lungo il percorso. Rifugio Barchi e bar-ristorante La Gusa in località Barchi. Al lago Palù il rifugio omonimo.
- Itinerario verso l'Alpe Foppa e Musella: È un itinerario molto interessante che non presenta particolari difficoltà. A Campo Franscia, attraversato il ponte, nei pressi del torrente Scerscen, si imbocca il sentiero/mulattiera che sale prima all’Alpe Foppa e da li, seguendo la segnaletica, all’Alpe Musella. Il rientro può essere effettuando con un percorso alternativo. Si scende all'Alpe Campascio e da qui con un ampio sentiero, in falsopiano, si prosegue fino alla partenza della soggiovia di Campolungo. NOTA: L'alpe Musella si può raggiungere anche partendo da Campo Moro. Alla prima diga si lascia l'auto. Si supera la diga, camminando sul muro di contenimento dell'acqua e da li si scende di 50m circa. Inizialmente si segue una strada sterrata ma ben presto un sentiero si stacca sulla destra e lo si segue fino all'Alpe.
- Itinerario verso l'Alpe Lago da Chiesa e Pirlo: L’itinerario ha inizio al primo tornante, dopo essere usciti da Chiesa, lungo la strada per Primolo. Si segue la strada innevata che sale nel bosco di larici e, lasciando sulla destra la traccia che sale all’Alpe Giumellino, si raggiunge l’Alpe Lago. Il ritorno può essere effettuato dallo stesso itinerario di salita oppure dal Lago di Chiesa si prosegue in direzione nord fino alla località Pirlo e poi l'abitato di Primolo. Pirlo si caratterizza per l' interessante sentiero della pietra ollare che passa anche da un vecchio tornio. Da Primolo si segue il sentiero che riporta velocemente a Chiesa in Valmalenco, in località Gande. Nel caso in cui si vuole fare questo giro ad anello conviene lasciare l'auto già il mattino al parcheggio di questa contrada.
Itinerari più Impegnativi e con Possibilità di Vette
- Salita al Pizzo di Cassandra: Dal rifugio Gerli-Porri, si può risalire il ghiacciaio e raggiungere il Pizzo di Cassandra, ma è sconsigliato con la neve abbondante di quest'anno.
- Ascensione alla Punta Kennedy: L'ascensione alla Punta Kennedy presenta un notevole interesse paesaggistico. Dal rifugio si risale il ghiacciaio del Ventina fino al bivacco Taveggia, dal quale, proseguendo sul ghiacciaio del canalone della Vergine, si raggiunge la vetta, punto panoramico sul versante Nord del Monte Disgrazia. Il percorso può essere completato senza fatica e si snoda ad anello lungo il torrente Ventina, consentendo di arrivare al ghiacciaio seguendo la sponda sinistra del torrente, per poi ritornare al rifugio seguendo la sponda opposta.
- Via Ferrata del Torrione Porro: Inaugurata nel luglio del 2016, la via ferrata del Torrione Porro è l'unica ferrata presente in Valmalenco; è una via ideale per chi voglia iniziare ad affrontare le vie ferrate, visto che non presenta alcun punto impegnativo grazie agli innumerevoli pioli che la costituiscono. Per raggiungere l'attacco della ferrata bisogna camminare dal nostro rifugio per 40 minuti in direzione del Lago Pirola. Dalla vetta si può osservare un bellissimo panorama verso il ghiacciaio del Ventina che si staglia proprio di fronte. Discesa: Per la via normale, la discesa lungo la ferrata è vietata.
- Itinerario verso il Passo Ventina e laghetti di Sassersa: Dal Rifugio si sale fino al Passo Ventina (2675m), per poi scendere in direzione del Rifugio Bosio attraversando i tre laghetti di Sassersa (2425m), l’Alpe Pradaccio (1725m), l’Alpe Pirlo (1600 m), l’Alpe Giumellino (1775m) l’Alpe Mastabbia (2100m).
- Giro dei 3 Rifugi: Rappresenta un'ottima alternativa ma è necessario lasciare l'auto al parcheggio della prima diga (poco più avanti di quanto descritto precedentemente). Lasciata l'auto, in breve (5 minuti) si raggiunge il rifugio Zoia (aperto nei weekend in inverno). Si prosegue su un sentiero in ripida salita, a fianco delle falesie di arrampicata dello Zoia, dove il bosco si fa via via sempre più rado. Si raggiunge un dosso da cui si gode di un bellissimo panorama sulla Valmalenco e sul Pizzo Scalino. In circa 45 minuti di cammino si raggiunge l'alpe Campagneda.
- Itinerario da Campo Moro all'Alpe Musella: Classico itinerario che offre più possibilità. La soluzione più facile è salire in macchina fino al parcheggio per i rifugi Cà Runcasch e Cristina a quota circa 1900 metri. La strada da Campo Franscia solitamente è innevata quindi percorribile con catene a bordo o con pneumatici da neve. Dal parcheggio si raggiunge facilmente la località di Campascio e da qui si hanno due possibilità: seguire l’indicazione a destra, in direzione sud-est per il rifugio Cristina su sentiero; proseguire sulla strada, fino al rifugio Cà Runcasch e poi seguire sempre la strada che facilmente conduce al pianoro di Prabello. Punti di ristoro: Rifugio Cà Runcasch aperto tutto l'anno a Campagneda.
- Itinerario da Alpe Largone inferiore: L’altra soluzione che richiede una buona capacità di orientamento, in quanto si snoda tutto su sentiero immerso nel bosco, è salire dall’Alpe Largone inferiore. Si parcheggia sulla strada in direzione Campo Moro (1800 circa) e si sale in direzione sud-est all'alpe Largone superiore e poi Acquanegra. Da qui, si prosegue in direzione nord-est fino all'alpe Prabello dove si trova il rifugio Cristina. Il ritorno è previsto dal Sasso dell’Agnello. Si tratta di un itinerario non molto frequentato e impegnativo, non tanto per il dislivello, ma per l'orientamento, in modo particolare in caso di abbondanti nevicate quando è difficile trovare la traccia del sentiero estivo. Punti di ristoro: Rifugio Cristina aperto sabato e domenica.

Punti di Interesse Naturalistico e Paesaggistico
- Larice Millenario: Distante mezz'ora dal rifugio, questa area presenta un gruppo di alberi (principalmente larici) molto vecchi, quattro/cinquecento anni e più, capitanati da un larice millenario ancora vivo. Questo larice è l’albero più vecchio, con età certa, presente in Italia e tra i più vecchi di tutto il continente. Il sentiero si trova lungo il percorso che porta al Lago Pirola.
- Conca dell'Alpe Lago: Fra larici e mughi alla bellissima conca dell’Alpe Lago. L’itinerario ha inizio al primo tornante, dopo essere usciti da Chiesa, lungo la strada per Primolo. Si segue la strada innevata che sale nel bosco di larici e, lasciando sulla destra la traccia che sale all’Alpe Giumellino, si raggiunge l’Alpe Lago.
- Panorami sul Gruppo del Disgrazia e Bernina: Dopo aver superato alcuni dossi si cammina puntando all'evidente intaglio tra il gruppo dello Scalino, più precisamente il pizzo Canciano, e le rocce scure del Monte Spondascia (2867 metri), sino a giungere all'ampia insellatura del valico, con vista straordinaria, non solo sulle limitrofe vette della Val Malenco, come Scalino, Disgrazia e l'intero gruppo del Bernina, ma anche sulle più lontane montagne delle altre valli lombarde.
- Baite e architettura tradizionale: La conca dell'Alpe Prabello offre un colpo d'occhio di rara bellezza, un perfetto connubio tra ambiente naturale - il paesaggio è davvero da favola - e opera dell'uomo, con le baite in pietra curate e sapientemente ristrutturate, seguendo i canoni architettonici tradizionali. Anche la cappella in pietra, più che una costruzione, sembra il soggetto di un pittore, dipinta con il maestoso ed elegante profilo del monte Disgrazia sullo sfondo.
Consigli per le Escursioni
Le Guide Alpine della Valmalenco sono la migliore soluzione per le vostre gite sulla neve da affrontare con la miglior consapevolezza.
Per i mesi invernali (dicembre-gennaio-febbraio) la soluzione è quella di arrivare fino a Chiareggio da S. Giuseppe su comoda strada battuta.
L'itinerario verso il Lago Palù è consigliato percorrere l'intero periplo (40 minuti circa); si tratta di una camminata semplice, sulle rive del lago da cui, con diverse angolazioni, si può godere del panorama lago e montagne circostanti. I più temerari possono decidere di camminare sopra il lago ghiacciato, solitamente ricoperto da neve.
L'itinerario da Campo Moro all'Alpe Musella: La strada da Campo Franscia solitamente è innevata quindi percorribile con catene a bordo o con pneumatici da neve.
