ARTVA, pala e sonda: obblighi e buon senso nell'alpinismo invernale

Il fine settimana in montagna è spesso visto come un'opportunità per rilassarsi e scaricare lo stress della settimana lavorativa. Tuttavia, le statistiche sugli incidenti da valanga, elaborate dal soccorso alpino, mostrano un aumento significativo negli ultimi anni. Questo ha portato all'introduzione di normative in molte regioni, che stabiliscono l'obbligo di utilizzare sistemi elettronici di segnalazione e ricerca (ARTVA), pala e sonda per attività come sci alpinismo, freeride ed escursionismo su neve. L'insieme di questi tre componenti è comunemente noto come kit APS (ARTVA, Pala, Sonda).

Il quadro normativo esistente è stato oggetto di critiche per la sua poca chiarezza, la soggettività interpretativa e le marcate differenze regionali, nonostante l'omogeneità di alcune aree. Nonostante ciò, l'utilizzo dei dispositivi APS risponde non solo a disposizioni di legge, che si presume verranno unificate in futuro, ma soprattutto alla necessità di garantire la massima sicurezza possibile a chiunque frequenti la montagna in ambiente innevato.

A partire dal 2020, la Commissione Escursionismo ha reso obbligatorio l'uso di ARTVA, pala e sonda per le escursioni in ambiente innevato con le ciaspole. Questa decisione è stata ulteriormente rafforzata dall'entrata in vigore, il 1° gennaio 2022, del Decreto Legislativo 40 del 28 febbraio 2021, volto a revisionare le norme di sicurezza nelle discipline sportive invernali. Questo decreto rende di fatto obbligatorio il trasporto di ARTVA, pala e sonda per tutte le attività su terreno innevato.

Schema che illustra i tre componenti del kit di autosoccorso valanghe: ARTVA, pala e sonda.

La normativa e le sue implicazioni

Il Decreto Legislativo 40/2021, all'articolo 24, prevede l'obbligo di munirsi di "sistemi elettronici di segnalazione e ricerca (Artva), pala e sonda da neve omologati" per praticare attività escursionistiche in ambienti innevati, comprese quelle con racchette da neve. Sebbene alcuni critichino questa disposizione come una limitazione alla libertà di movimento in assenza di pericoli oggettivamente inesistenti (ad esempio, in un bosco fitto), è innegabile che la montagna in inverno richieda un approccio consapevole.

La legge, infatti, impone l'obbligo di consultare il bollettino valanghe e saperlo interpretare, poiché il pericolo può variare significativamente anche a livello locale. L'obbligo scatta in particolari ambienti innevati dove sussiste un rischio valanghe, ma la definizione di "particolare" ambiente può prestarsi a interpretazioni. Sebbene la norma consenta di non indossare l'ARTVA in assenza di pericolo, la valutazione di tale assenza richiede competenze specifiche e può portare a errori. Per questo motivo, la raccomandazione generale è di indossare sempre l'ARTVA e portare pala e sonda.

La sanzione per la mancata osservanza di queste norme varia da 100 a 150 euro e può essere irrogata sia durante controlli preventivi delle forze dell'ordine, sia a posteriori di un incidente, nei confronti delle persone soccorse e trovate prive della dotazione obbligatoria. A posteriori di un incidente, la multa è pressoché certa, mentre in caso di controllo preventivo, vi è un margine di discussione se si riesca a dimostrare l'assenza di rischio valanghe.

Tipi di valanghe e come si formano – Tutorial (1/17) (Italiano) | LAB SNOW

L'importanza dell'equipaggiamento e del saperlo usare

Al di là degli obblighi di legge, l'utilizzo di ARTVA, pala e sonda deve diventare un fatto culturale. Questi strumenti rappresentano l'unica risorsa realmente efficace per trovare un compagno travolto da una valanga. Le probabilità di recupero di una persona ancora in vita diminuiscono drasticamente dopo i primi 15 minuti dal travolgimento (dal 90% a meno del 50% tra i 15 e i 30 minuti). Questo sottolinea l'importanza dell'autosoccorso da parte dei compagni di gita, poiché difficilmente i soccorsi organizzati o l'elisoccorso raggiungeranno il luogo dell'incidente entro tempi così brevi.

Tuttavia, non basta possedere l'equipaggiamento; è fondamentale saperlo utilizzare correttamente. L'ARTVA (Apparecchio per la Ricerca del Travolto in Valanga) è un rice-trasmettitore che emette un segnale radio. Con l'ARTVA si individua l'area generale del travolto, con la sonda si affina la localizzazione sotto la neve e con la pala si procede allo scavo per l'estrazione. L'efficacia dell'ARTVA è massima se l'intervento di soccorso è fulmineo, da qui la considerazione che da soli il suo utilizzo possa sembrare meno utile. Tuttavia, anche in caso di incidente, l'ARTVA mantiene una sua utilità: i soccorsi organizzati, pur tempestivi, avrebbero perso la maggior parte delle probabilità di trovare un sopravvissuto se non fosse per il segnale emesso dall'apparecchio.

È essenziale essere addestrati all'uso di questi strumenti e ripetere l'addestramento annualmente. L'allenamento permette di agire in modo quasi automatico anche sotto stress emotivo, aumentando le probabilità di successo nel salvataggio.

Costi e accessibilità dell'equipaggiamento

Non si può ignorare il costo dell'equipaggiamento. Un set completo di ARTVA, pala e sonda può partire da circa 280-300 euro. Tuttavia, si spende spesso molto di più per abbigliamento tecnico di alta gamma come scarpe, gusci in Gore-Tex e bastoncini in carbonio. L'investimento in un kit di autosoccorso è quindi proporzionato all'importanza della sicurezza personale e altrui.

Attualmente, tutti i dispositivi in vendita sono omologati. Esistono modelli di alta gamma, molto funzionali e precisi, come i Mammut Barryvox. Tra i modelli base, l'Ortovox ZOOM+ è uno dei più conosciuti. Spesso è possibile trovare kit completi a prezzi vantaggiosi, come quelli offerti da Ortovox o PIEPS.

Quando è davvero necessario il kit APS?

La domanda fondamentale è: quando è realmente necessario dotarsi del kit ARTVA-pala-sonda? L'espressione "laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe" contenuta nella normativa ha dato origine a diverse interpretazioni. Una teoria suggerisce che l'obbligatorietà scatti con un grado di pericolo 3 (marcato) o superiore sul bollettino valanghe. Tuttavia, il pericolo è presente anche ai gradi 1 (debole) e 2 (moderato).

Per determinare la necessità del kit, è fondamentale considerare i tipi di terreno soggetti al formarsi di valanghe, in particolare la pendenza. L'inclinazione ideale per il cedimento della massa nevosa varia tra i 27 e i 55 gradi. Pendii con pendenze inferiori o superiori presentano minori rischi di valanghe di grandi dimensioni.

Va sottolineato che non tutte le escursioni con le racchette da neve richiedono il kit. Percorsi su piste forestali lontane da pendii ripidi, come ad esempio il giro delle malghe di Piancavallo, non presentano la necessità di tale attrezzatura. Il discorso cambia radicalmente per percorsi fuori pista o in prossimità di pendii ripidi.

La montagna in inverno va rispettata e approcciata con maggiore consapevolezza rispetto all'estate. È caldamente consigliato frequentare almeno un corso base di utilizzo dell'ARTVA per comprenderne i principi di funzionamento.

Grafico che illustra la relazione tra pendenza del pendio e rischio valanghe.

Le esperienze dirette

Le testimonianze di chi ha vissuto esperienze dirette con le valanghe rafforzano l'importanza dell'equipaggiamento e della preparazione. Roberto Ferrino, la cui vita è stata salvata dall'ARTVA, sottolinea come questo strumento debba essere considerato parte del budget per l'attrezzatura, al pari di sci e scarponi. Anche se si frequenta la montagna in solitaria, l'ARTVA può essere fondamentale per permettere ai soccorritori di ritrovarti.

Simone Greci evidenzia la responsabilità verso il proprio gruppo e gli altri escursionisti. Sottolinea che le valanghe non dipendono dalla quantità di neve presente e che l'utilizzo dell'ARTVA, pala e sonda è necessario, ma soprattutto bisogna saperli usare correttamente, con addestramento annuale.

Inoltre, Greci fa notare un aspetto spesso trascurato: con le ciaspole, la lentezza e il minor carico distribuito possono aumentare la probabilità di sollecitare lo strato nevoso e generare un distacco valanghivo. Pertanto, l'equipaggiamento di sicurezza è ancora più cruciale.

Il ruolo degli enti e delle istituzioni

Enti come il Parco delle Alpi Cozie adottano regolamenti e normative per la coesistenza dell'uomo con l'ambiente naturale, tutelando sia la biodiversità che gli stessi fruitori. I guardiaparco sono coinvolti nella prevenzione degli incidenti da valanga e nella sanzione di chi non rispetta le norme. Molti di loro possiedono qualifiche specifiche, come Osservatore Nivologico, per garantire la propria sicurezza e quella degli altri.

Gli enti parco effettuano rilievi del manto nevoso per fornire dati utili alla compilazione dei bollettini valanghe. L'approccio con il pubblico è di collaborazione, offrendo competenze ed esperienza. Tuttavia, viene anche richiesta comprensione e rispetto quando si applicano restrizioni, poiché anche itinerari battuti possono diventare pericolosi in determinate condizioni.

In caso di violazioni, come accaduto nel febbraio 2023 con alcuni scialpinisti coinvolti in una valanga nella Val Troncea, vengono emessi verbali. In questi casi, oltre alle sanzioni per violazione dei regolamenti del parco, si applicano anche le multe per la mancata dotazione di ARTVA, pala e sonda, obbligatori al di fuori dei percorsi classificati come pista.

Enrico Boetto, guardiaparco e tecnico del Soccorso Alpino, ribadisce che, al di là dell'obbligo legale, avere con sé ARTVA, sonda e pala deve diventare un fatto culturale. L'efficacia del soccorso dipende dalla rapidità dell'intervento dei compagni di gita, poiché i soccorsi organizzati raramente riescono a intervenire entro i tempi critici.

Conclusioni pratiche per l'escursionista

L'escursionismo invernale, sia con ciaspole che con sci alpinismo, offre paesaggi incantevoli e un'esperienza unica, a patto di prestare la massima attenzione alla sicurezza. L'obbligo di dotarsi del kit ARTVA-pala-sonda sussiste lungo quei percorsi dove non si può escludere la possibilità di valanga. Non è necessario su itinerari turistici, terreni pianeggianti, fondovalle lontani da pendii innevati o su piste battute.

Per le escursioni organizzate, come quelle di Sentieri Sospesi, i percorsi per cui sarà obbligatorio il kit saranno esplicitamente indicati. Tuttavia, il suggerimento è di portarlo sempre con sé, come buona norma di sicurezza.

Prima di ogni escursione invernale, è fondamentale:

  • Pianificare l'attività: scegliere l'itinerario, consultare i bollettini meteo e valanghe, chiedere informazioni a professionisti della montagna.
  • Verificare il corretto funzionamento dell'ARTVA e assicurarsi che tutti i membri del gruppo sappiano utilizzarlo.
  • Controllare di avere nello zaino pala e sonda.
  • Indossare correttamente l'ARTVA.

In caso di emergenza, attivare il Numero Unico delle Emergenze 112 e iniziare immediatamente le manovre di autosoccorso. Al termine di una gita conclusa positivamente, è utile dedicare del tempo a esercitarsi con l'ARTVA per mantenere le proprie competenze.

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