Tragedie e ritrovamenti sul Cervino: storie di alpinisti e scialpinisti
Il Cervino, con la sua maestosità e le sue sfide, è teatro di numerose vicende alpinistiche, alcune delle quali si concludono tragicamente. Negli anni, diversi alpinisti e scialpinisti sono scomparsi tra le sue vette e i suoi ghiacciai, per poi essere, in alcuni casi, ritrovati anni dopo.
Il caso di Andrea Villa: ritrovato dopo vent'anni
Una vicenda particolarmente toccante riguarda Andrea Villa, un alpinista deceduto nel 1995 all'età di 28 anni. Originario della provincia di Como, Villa era un medico biologo e un ex ufficiale degli alpini, destinato a una brillante carriera come ricercatore negli Stati Uniti. La sua scomparsa nel '95 ebbe un'ampia eco nella sua terra d'origine.
Recentemente, durante un'operazione di perlustrazione per la scomparsa di un altro alpinista, i soccorritori hanno avvistato un corpo sul ghiacciaio del Cervino, alla base della parete sud, a circa 3.100 metri di altitudine. Inizialmente si è pensato si trattasse della salma dell'alpinista disperso, ma si è poi appurato che si trattava del corpo di Andrea Villa, ritrovato circa vent'anni dopo la sua scomparsa. Il ghiacciaio, a causa del suo scioglimento dovuto al caldo, ha restituito il corpo a distanza di molti anni.

Antonio Fumagalli: scomparso da due settimane
Un altro caso di scomparsa menzionato nel testo riguarda Antonio Fumagalli, 48 anni, di Colle Brianza, provincia di Lecco, di cui non si hanno più notizie da due settimane. È stata ritrovata la sua automobile parcheggiata a Cervinia. L'uomo aveva comunicato alla sua famiglia l'intenzione di salire sulla montagna per cercare lavoro. Le ricerche sono in corso, con i carabinieri che stanno battendo i rifugi e raccogliendo informazioni, ma finora senza esito.
Pierre Weschler: la scoperta sul versante svizzero
Un'altra storia è quella di Pierre Weschler, 29enne di Strasburgo, scomparso il 3 agosto. Il suo ultimo contatto con i genitori risale alla sera di domenica 3 agosto. Inizialmente si sapeva solo che si trovava nella Valtournenche. Successivamente, accedendo al suo profilo su un'applicazione per smartphone che traccia le attività sportive, sono state individuate l'auto parcheggiata e l'itinerario di ascesa del Cervino.
Un alpinista tratto in salvo il 4 agosto sulla stessa montagna aveva riferito di aver assistito a una caduta, sebbene non fosse certo si trattasse di una persona, dalla zona della "Cheminée", verso il lato svizzero della montagna. I sorvoli effettuati subito dopo non avevano dato esito. Gli elementi raccolti hanno portato all'individuazione del corpo, parzialmente coperto da pietre, a circa 3.300 metri di quota, in un canale che scende dal Colle del Leone. Si presume che la caduta sia avvenuta da una ripida parete, la "Cheminée", situata 400 metri più in alto.
Il recupero e le operazioni di riconoscimento sono stati affidati alla polizia del Canton Vallese, con i soccorritori di Air Zermatt. Le autorità svizzere hanno confermato che il corpo recuperato sul Cervino è quello del 28enne francese Pierre Weschler. La salma si trovava a circa 3.330 metri di altitudine, nella zona della "Testa del Leone", ed era parzialmente coperta da pietre.

Giordano Donà: ritrovato dopo oltre tre anni
Lo scialpinista italiano Giordano Donà, residente a Occhieppo Inferiore (Biella), scomparso il 28 marzo 2019, è stato ritrovato. All'epoca della scomparsa, Donà aveva 63 anni. Era uscito per un'escursione di sci alpinismo, partendo da Cervinia e utilizzando gli impianti di risalita fino al Plateau Rosà, con l'intenzione di raggiungere il Breithorn.
L'ultimo segnale del suo telefono era stato localizzato nella zona del ghiacciaio del Teodulo, sul versante svizzero. Le ricerche all'epoca avevano coinvolto soccorsi via terra e in elicottero, sia italiani che svizzeri. La sua auto era stata trovata nel parcheggio degli impianti di Cervinia.
Il corpo è riemerso dai ghiacci ed è stato recuperato dalle autorità svizzere il 7 agosto. Gli indizi rilevati sulla salma avevano subito suggerito che si trattasse di Giordano Donà. L'identificazione ufficiale è avvenuta al termine degli accertamenti svolti dalle autorità elvetiche. La salma, assieme ad attrezzature da montagna, è stata recuperata con l'elicottero di Air Zermatt, in collaborazione con la Polizia cantonale del Vallese.
La figlia di Giordano Donà ha comunicato il ritrovamento del padre, ringraziando per la comprensione e la delicatezza dimostrata. Ha inoltre precisato che, per volontà del padre, non sarà svolta alcuna funzione.
Adriano Bonmassar: una caduta fatale sulla via normale svizzera
Un'altra vittima del Cervino è Adriano Bonmassar, 58 anni, ex gestore di malga Revò. Secondo le prime informazioni, la tragedia sarebbe stata causata da un distacco roccioso che ha tranciato la corda di sicurezza, rendendo impossibile ogni tentativo di salvataggio.
Bonmassar è caduto a un'altitudine di circa 3.460 metri, precipitando per circa 100 metri dalla parete est del Cervino, lungo la via normale svizzera. Sul posto sono intervenuti i soccorsi, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sull'incidente indaga la polizia del Canton Vallese.
Bonmassar aveva un passato di spedizioni internazionali e nel 2018 aveva tentato la cima dello Shisha Pangma, dovendo però ripiegare a causa del maltempo. La polizia cantonale del Vallese ha completato le procedure di identificazione e riconoscimento del corpo.
CNSAS - Intervento del Soccorso Alpino su parete verticale e strapiombante
La dinamica dei ritrovamenti e le sfide della montagna
I ritrovamenti di alpinisti scomparsi, come nel caso di Andrea Villa e Giordano Donà, sono spesso legati allo scioglimento dei ghiacciai, che restituiscono corpi e attrezzature rimasti sepolti per anni. Questo fenomeno, se da un lato permette di dare una risposta ai familiari, dall'altro evidenzia la costante minaccia che la montagna rappresenta.
Le operazioni di ricerca e recupero sul Cervino sono complesse e richiedono la collaborazione di diverse squadre di soccorso, sia italiane che svizzere. L'elicottero gioca un ruolo fondamentale nell'avvistamento dei dispersi e nel recupero delle salme, specialmente in zone impervie e ad alta quota.
La montagna, pur essendo una meta ambita per sportivi ed escursionisti, richiede sempre il massimo rispetto e una preparazione adeguata. Le storie di Andrea Villa, Antonio Fumagalli, Pierre Weschler, Giordano Donà e Adriano Bonmassar sono un monito sull'imprevedibilità e la potenza della natura.
