Pizzo Tresero: Itinerario Scialpinistico e Traccia GPS

Il Pizzo Tresero, con la sua inconfondibile forma piramidale, rappresenta una meta ambita per gli appassionati di scialpinismo in Alta Valtellina. Questo itinerario classico offre un'esperienza gratificante, combinando paesaggi mozzafiato con un impegno fisico notevole.

Accesso al Rifugio Branca

Il punto di partenza per la maggior parte delle escursioni nell'area del Pizzo Tresero è il parcheggio situato a Forni, nei pressi del Rifugio Ghiacciaio dei Forni, a 2178 metri di altitudine. Da qui, si raggiunge il Rifugio Branca, con un dislivello di circa 350 metri su una distanza di 3 chilometri, un percorso che solitamente si completa in un'ora, anche con zaini pesanti.

L'itinerario per il rifugio Branca segue inizialmente la via di accesso principale. Si parte dai Forni, avvicinandosi al piccolo sbarramento artificiale. Seguendo le indicazioni per il Rifugio Branca, si attraversa un piccolo ponticello sul torrente Cedec e si prosegue lungo il fondovalle, mantenendosi sulla sinistra del torrente Frodolfo. La traccia, solitamente battuta, conduce a un pianoro da cui si intravede il rifugio sovrastante.

Un'alternativa per raggiungere questa zona è partire dalla base della piccola diga e costeggiare il torrente Frodolfo sulla destra. Successivamente, ci si dirige verso destra, superando un piccolo ponticello, o con un buon innevamento, attraversando comodamente il torrente. Da qui, si inizia a salire verso destra, seguendo piccoli dossi e avvallamenti in direzione sud, per poi proseguire lungo lo stretto canale dell'Isola Persa.

Al termine del canale, si piega leggermente a destra e si affronta un tratto più ripido che conduce al pianoro occidentale del Ghiacciaio dei Forni.

Tracciato del sentiero che conduce al Rifugio Branca

Salita al Pizzo Tresero

Una volta raggiunto il pianoro occidentale del Ghiacciaio dei Forni, l'itinerario prosegue in direzione ovest, avvicinandosi al punto più basso della cresta nord-est del Pizzo Tresero. La si costeggia ampiamente sulla sinistra, superando un'ampia zona seraccata, sempre rimanendo sulla sinistra e affrontando un tratto ripido. Si giunge così alla cresta che scende dalla Punta Pedranzini.

Dalla metà dell'ascesa in poi, l'itinerario si svolge prevalentemente sul ghiacciaio, richiedendo quindi particolare attenzione e l'equipaggiamento adeguato, tra cui ARTVA, pala e sonda.

Un'opzione descritta per la salita prevede di iniziare la discesa dal Rifugio Branca sulla via di accesso, senza pelli, fino alla seconda tornante. Qui si mettono le pelli e si prosegue lungo la morena, seguendo il percorso per la Punta San Matteo. Mantenendosi leggermente a destra, si sale comodamente sul Ghiacciaio dei Forni, passando vicino alla Cima San Giacomo, fino al pendio di vetta. L'ultima parte dell'ascesa consiste nel percorrere una stretta cresta fino alla croce di vetta.

Vista panoramica del Ghiacciaio dei Forni con il Pizzo Tresero sullo sfondo

Varianti di Salita

Esistono diverse varianti per raggiungere la vetta del Pizzo Tresero, tra cui:

  • Variante a): Dall’Albergo Ghiacciaio dei Forni, si scende al laghetto artificiale e si risale il fondovalle verso Est, tenendosi sulla destra, fino ai piedi di un evidente canalone che scende da destra, quasi di fronte al Rifugio Branca. Risalendo il canalone si raggiunge il ghiacciaio, per poi piegare a destra e salire il pendio nevoso che collega il Pizzo Tresero alla Cima di San Giacomo. Si devia a sinistra per un ultimo tratto ripido fino al crinale della cresta Sud-est.
  • Variante b): Similmente alla variante a), si scende al laghetto artificiale e si risale il fondovalle verso Est, tenendosi sulla destra. Si taglia poi in diagonale, attraversando il fondovalle, per portarsi sulla sinistra del fronte del ghiacciaio. Si sale un ripido avvallamento fino al filo della morena e, procedendo in piano verso Sud, si mette piede sul ghiacciaio.

Un resoconto personale descrive una partenza da Santa Caterina Valfurva alle ore 8.50 con una temperatura di -12°. Dopo aver calzato gli sci, si inizia la salita lungo la traccia scialpinistica che porta al Sunny Valley, inoltrandosi nel bosco e tagliando i tornanti del Gavia. Si raggiunge la quota di 2050 metri, dove ci si stacca dalla traccia principale per dirigersi verso il Ponte delle Vacche (2000 m). Da qui, ignorando il sentiero estivo per il Rifugio Berni/Passo Gavia, si prosegue dritti verso il dosso Tresero. A circa 80 metri più in alto, ci si porta verso destra e si inizia a risalire i boschi, fino a quota 2400 metri, dove si gode finalmente del sole. Si prosegue nella valle del Gavia per poi risalire i pendii che conducono alla piana nei pressi dell'ex capanna Bernasconi (3000 m), dove inizia la Vedretta di Tresero. Con numerose inversioni, si guadagna quota sul ghiacciaio fino a 3200 metri, per poi spostarsi in diagonale e raggiungere la base della parete rocciosa sotto la vetta, a 3450 metri.

Profilo altimetrico del Pizzo Tresero

Discesa

La discesa inizia inizialmente seguendo il percorso di salita. Tuttavia, in alcuni tratti, è possibile deviare lateralmente in una conca. Da qui, si può scegliere di salire ulteriormente per circa 300 metri e poi scendere più a destra, sopra le fratture del ghiacciaio, dove spesso si trovano pendii di neve polverosa intatta.

La discesa prosegue su terreno vario, mantenendosi lungo il margine del ghiacciaio, per poi affrontare un ripido canalone, descritto come una sorta di "halfpipe" naturale, che conduce fino al fondovalle. Da qui, è necessario rimettere le pelli per una breve risalita di circa 150 metri per tornare al rifugio.

Un'altra opzione di discesa, descritta da un esperto scialpinista, prevede di scendere dalla vetta lungo la cresta SW fino al colletto che la separa dalla Punta Pedranzini. Da qui, si calzano gli sci e si segue il ripido pendio che scende sulla Vedretta di Pedranzini. Dopo aver raggiunto la vedretta, si risale un ripido canalino che sbuca sulla cresta sud. La discesa finale porta al Ponte delle Vacche, da cui è necessario ripellare per raggiungere la strada.

Strepitosa discesa in neve fresca.

Note sull'Itinerario

Le descrizioni dei dislivelli possono variare. Se si rinuncia alla seconda salita e alla discesa fino a valle del rifugio, i dislivelli totali si riducono a circa 1200-1300 metri.

È importante essere dotati di materiale da autosoccorso (ARTVA, pala e sonda). In alcuni tratti, specialmente nella parte finale dell'ascesa e lungo alcune creste, l'uso di ramponi e piccozza può essere utile, se non necessario, a seconda delle condizioni della neve e del ghiaccio.

L'itinerario, pur non presentando particolari difficoltà tecniche estreme, richiede una buona preparazione fisica e una solida esperienza in ambiente glaciale. La vista dalla cima sull'Alta Valtellina e sul gruppo dell'Ortles-Cevedale è spettacolare.

Informazioni sul Rifugio Branca

Il Rifugio Branca, gestito dal CAI sezione Milano, è noto per la sua eccellente qualità culinaria, che è rimasta invariata negli anni. Con prenotazione anticipata, è possibile ottenere camere con servizi privati, come accaduto nell'aprile 2010. Il costo per persona per la mezza pensione, comprensivo di tè, era di 45 euro.

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