Il pattinaggio artistico inline, una specialità del pattinaggio artistico a rotelle, si distingue per l'utilizzo di pattini con ruote in linea al posto di quelli tradizionali. Le ruote, realizzate in poliuretano, presentano uno spessore uniforme di 24 mm. Il diametro esterno varia in base alla misura della scarpa: tipicamente 68 mm per le taglie piccole, 70-72 mm per le taglie medie dotate di quattro o tre ruote, e 76 mm o massimo 80 mm per le taglie più grandi.
Un elemento cruciale per l'esecuzione dei salti e degli elementi tipici del pattinaggio di figura è il tampone anteriore di gomma. Questo componente, regolabile in altezza tramite vite filettata secondo lo standard dei pattini artistici a rotelle, può presentare anche forme alternative. L'innovazione del tampone anteriore ha permesso di emulare le prestazioni di una lama da ghiaccio.

Le Origini e i Primi Sviluppi
Le prime testimonianze di pattini con ruote in linea dotati di un tampone anteriore, capaci di simulare una lama da ghiaccio, risalgono alla Germania degli anni '30. Videoclip storici del 1933 e del 1938 documentano l'esecuzione di elementi del pattinaggio di figura, come trottole basse, angeli e cross-roll all'indietro. Successivamente, tra il 1959 e il 1962, l'azienda tedesca Euba produsse in serie pattini in linea, inizialmente chiamati Silberpfeil (Freccia d'argento) e poi Swingo, destinati all'allenamento e alla sperimentazione degli elementi "di figura" senza la necessità del ghiaccio.
Nel 1979, Lionel Louis Murry registrò il marchio Triskate e nel 1980 brevettò gli omonimi pattini, già prodotti in serie in Inghilterra. Questi pattini, dotati di tre ruote in linea e tampone/freno anteriore, furono esportati in diversi paesi europei. Sebbene la data di prima realizzazione dei Triskate sembri antecedente alle registrazioni legali, un certo successo commerciale si registrò nel 1980-81. Tuttavia, la loro diffusione fu limitata da prezzi elevati, dovuti all'uso di scarponcini in vera pelle e cuoio, a differenza dei concorrenti che utilizzavano scarponcini in plastica più economici. Nonostante ciò, i Triskate rimangono tra i primi pattini in linea di discreta diffusione, progettati per replicare le sensazioni di una lama da figura e permettere l'esecuzione di elementi tecnici.
L'Ascesa del Pattinaggio Inline e l'Emergere dell'Artistico
Tra il 1990 e il 1996, il numero di praticanti di pattinaggio in linea, prevalentemente a livello ricreativo, crebbe esponenzialmente, passando da 3,5 milioni a 25 milioni. Tra questi nuovi utenti vi erano pattinatori con tecniche già acquisite nel pattinaggio artistico a rotelle o su ghiaccio. Sperimentando in modo autonomo e casuale, questi atleti scoprirono la possibilità di replicare sui pattini in linea alcuni salti ed elementi tipici dell'artistico. Questa scoperta portò all'allestimento di esibizioni senza ghiaccio che riscossero notevole stupore.
L'azienda Rollerblade, pur avendo contribuito al successo del pattinaggio in linea nei primi anni '90, ebbe un impatto negativo sullo sviluppo dell'artistico inline. I suoi prodotti, incompatibili con le esigenze dell'artistico, spinsero le aziende concorrenti a focalizzarsi esclusivamente sui settori fitness, corsa e hockey. I pattinatori che sperimentavano l'artistico inline in quel periodo, spesso adattando la loro esperienza sul ghiaccio, divennero un'eccezione. Furono malvisti dai frequentatori e gestori delle piste tradizionali, dove il pattinaggio in linea veniva talvolta bandito per timore di danni al parquet causati dai bordi metallici o dalle viti sporgenti dei pattini. Per ovviare a questi problemi, l'azienda statunitense Roller Derby Skate introdusse i pattini da artistico inline Gliders, con viti "affogate" in un telaio bombato privo di spigoli.

Innovazioni Tecnologiche e Diffusione Commerciale
Il rapido successo e l'ampia diffusione del pattinaggio in linea in ambiti come il fitness, la velocità e l'hockey stimolarono un notevole sviluppo tecnico. Le ruote migliorarono in termini di scorrevolezza, aderenza, resistenza ai salti e flessibilità, facilitando l'esecuzione di traiettorie curve. A partire dal 1995-96, alcune aziende produttrici di pattini, estranee al mercato di massa, iniziarono a offrire modelli specificamente pensati per l'artistico inline.
L'azienda PIC Skates brevettò una particolare forma e installazione del tampone, adottando inoltre una disposizione delle ruote che ricalcava la curvatura di una lama da ghiaccio per migliorare la manovrabilità. Già nel 1994, la statunitense Seneca Sports, in collaborazione con la campionessa olimpica su ghiaccio Kristi Yamaguchi, aveva brevettato e prodotto un pattino simile, economico e destinato a una diffusione di massa, sebbene il suo potenziale uso artistico non fosse stato enfatizzato.
Il Ruolo Chiave di Risport e l'Internazionalizzazione
L'australiano Jayson Sutcliffe, campione mondiale di pattinaggio artistico a rotelle e in linea, confermò la presenza di stand promozionali e sessioni dimostrative di pattini da figura in linea, inclusi i modelli Risport, ai mondiali a rotelle del 1993 e 1994. Il primato nella realizzazione dei primi pattini di questo genere per uso agonistico sembra spettare all'azienda italiana Risport. Un ruolo fondamentale in questo sviluppo fu svolto da Ruben Omar Genchi, pattinatore e allenatore italo-argentino, che affermò di aver "inventato" il pattino in linea per l'artistico a livello sportivo, convincendo Risport a investire e la Federazione Internazionale a crederci. L'accoglienza iniziale fu entusiasta, con un'ampia pratica del pattinaggio artistico inline anche al di fuori dell'ambito agonistico.
Nel novembre 1995, il gruppo francese Rossignol-Lange acquisì Risport. Nello stesso periodo, altri produttori come TURNAX (Germania), A.T.L.A.S. (Italia), Snyder Skates Co. (Stati Uniti) e Custom Inlines (Australia) realizzarono pattini simili, contribuendo alla crescita dell'interesse per la disciplina. Molti di questi erano telai da accoppiare a stivaletti da artistico acquistati separatamente.
Sfide e Sviluppo della Disciplina
Lo sviluppo del pattinaggio artistico inline è avvenuto a ritmi piuttosto lenti. Un ruolo significativo è attribuito alla World Inline Figure Skating Association (WIFSA), fondata all'inizio del 2010, che oggi conta diciannove nazioni partecipanti. Una criticità rilevante è la totale assenza sul mercato internazionale di pattini da artistico inline di fascia medio-bassa, a differenza dell'ampia offerta di pattini da ghiaccio, a rotelle e generici in linea. La mancanza di un'opzione iniziale a basso costo, che permetta di "provare lo sport", rappresenta un freno alla diffusione e allo sviluppo della specialità.
Dal 2002, la Fédération Internationale de Roller Sports (FIRS, oggi World Skate) ha incluso il pattinaggio inline libero individuale maschile e femminile tra le specialità dei campionati mondiali di pattinaggio artistico a rotelle. Dal 2006, si tiene annualmente la competizione di artistico inline, denominata Open di Parigi, organizzata dall'associazione-scuola Glace et Roller Inline de Paris (G.R.I.P.).
Salti di pattinaggio artistico Inline.🔜
Andamento delle Competizioni e Conservatorismo Federale
Nel periodo tra il 2006 e il 2010, i campionati mondiali di pattinaggio hanno registrato un progressivo calo del numero di iscritti alla specialità inline, passando da 23-24 atleti a 14 nel 2010. Al contrario, le discipline del pattinaggio artistico tradizionale non hanno mostrato flessioni. Questa discrepanza suggerisce che le sole competizioni non siano sufficienti a stimolare la crescita di società sportive, allenatori e praticanti. Un responsabile di settore ha constatato che in Europa molte federazioni di pattinaggio artistico sono conservatrici e riluttanti ad accogliere il pattino in linea. Anche in Francia, nonostante la presenza di scuole di artistico inline, si è riscontrato un mancato interesse federale, con le società sportive "ferocemente attaccate ai pattini tradizionali".
Nel 2017, CERS e FIRS hanno organizzato per la prima volta un campionato europeo di pattinaggio artistico inline a Dijon, Francia, per le categorie novices, junior e senior. La messa a punto e la pubblicazione del regolamento per le competizioni di pattinaggio artistico inline nel 2019 sono avvenute quasi contemporaneamente da parte di FISR e World Skate, con contenuti identici.
Il Pattinaggio Inline in Italia: Promozione e Sviluppo
Il pattino in linea ha fatto il suo ingresso nelle competizioni di velocità nel 1992. A seguito dell'inserimento dell'artistico inline nei campionati mondiali nel 2002, la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio (FIHP, oggi Federazione Italiana Sport Rotellistici FISR) ha manifestato l'intento di diffondere la disciplina a livello nazionale tramite competizioni e attività promozionali, che inizialmente hanno riscosso scarse adesioni.
I risultati italiani nell'inline ai mondiali di pattinaggio del 2016 hanno evidenziato l'emergere di nuovi atleti di livello nazionale come Antonio Panfili e Metka Kuk. Tuttavia, l'assenza italiana nella categoria junior dello stesso anno ha segnalato un tardivo impegno della FIHP-FISR nel potenziare questo settore e nell'indirizzare le giovani generazioni, attraverso la formazione di allenatori specifici e di giudici di gara. Gli ori conquistati nel 2017-2018 da Chiara Censori nella categoria junior sono più indicativi dell'affinità tra artistico inline e su ghiaccio che di una svolta attuata dalla federazione rotellistica.
A livello mediatico in Italia, il pattinaggio artistico a rotelle e, ancor più, quello inline, sono quasi totalmente assenti. Il numero di società sportive che includono il pattinaggio di figura in linea è limitato. Le competizioni nazionali in Italia fanno capo a FISR, AICS e Lega Pattinaggio di UISP. L'AICS, nel proprio regolamento per le gare di pattinaggio artistico, prevede classifiche separate per i partecipanti con pattini in linea nelle specialità singolo libero e solo dance.
Una schiera di pattinatori italiani, provenienti dalla FISG e confluiti nella FIHP-FISR, si è adoperata per l'adozione di un sistema di giudizio simile a quello dell'ISU, capace di valorizzare varianti di trottole non contemplate nel sistema classico del pattinaggio artistico a rotelle.
Una Disciplina in Evoluzione: Nomenclatura e Praticabilità
Una caratteristica peculiare del pattinaggio in linea, che ne ha favorito la diffusione amatoriale, è la possibilità di praticarlo all'aria aperta, in spazi non originariamente concepiti per lo sport. Questo vale per tutte le specialità inline, riconosciute o meno dalla Federazione: hockey, slalom, freestyle, corsa, aggressive, eccetera. L'opportunità di praticare ovunque è stata sfruttata da Samantha Bennis, che nel 2003 ha costituito Holiday On Inlines, un gruppo di pattinatori inline che porta esibizioni "di figura" in spazi pubblici.
Essendo la più giovane tra le specialità del pattinaggio artistico, il pattinaggio di figura in linea non ha ancora trovato un nome univoco. La differenza linguistica deriva dalle dizioni anglosassoni "artistic roller skating" e "figure skating", che in italiano diventano rispettivamente pattinaggio artistico (sottinteso a rotelle tradizionale) e pattinaggio di figura (sottinteso su ghiaccio). Va notato un controsenso terminologico: il pattinaggio di figura su ghiaccio ha da tempo eliminato le figure obbligatorie, mentre il pattinaggio artistico a rotelle le contempla ancora. Per il pattinaggio di figura in linea, la FISR predilige l'utilizzo del termine "pattinaggio artistico inline", mentre l'AICS utilizza "artistico in line".
