La classica discesa libera di Wengen ha visto una prestazione eccezionale da parte di Marco Odermatt, che ha conquistato la sua quarta vittoria consecutiva sul tracciato del Lauberhorn. La gara, accorciata a causa del vento, ha confermato l'ottimo stato di forma del fenomeno svizzero, che ha chiuso la sua prova in 1’,33”,14/100.
Tuttavia, la vera notizia per lo sci italiano è la conferma di Giovanni Franzoni. Nonostante uno scomodo pettorale numero 28 e una pista già segnata da sconnessioni, il giovane finanziere gardesano si è piazzato al terzo posto, a soli 90/100 dal vincitore. Per buona parte del percorso, Franzoni è rimasto in lizza per posizioni ancora più alte, dimostrando di essere entrato in una nuova dimensione agonistica.
A completare il podio è stato l'esperto austriaco Vincent Kriechmayr, secondo a 79/100 da Odermatt. L'Italia ha dimostrato una notevole profondità, con ben sei atleti a punti. Dominik Paris ha concluso al sesto posto, a soli 6/100 dal podio di Franzoni, dimostrando ancora una volta la sua competitività.
Tra i primi dieci si è distinto anche il veterano Christof Innerhofer, quarantunenne finanziere altoatesino, giunto dodicesimo, ma sempre protagonista con la sua costanza. Innerhofer continua a puntare alla quinta convocazione olimpica consecutiva.
La prestazione italiana è stata ulteriormente rafforzata da Florian Schieder, dodicesimo, e dal giovane Benjamin Jacques Alliod, ventitreesimo. Meno brillante la prova di Mattia Casse, ventottesimo.

La Leggendaria Pista Lauberhorn
La Lauberhorn è una pista sciistica iconica situata a Wengen, in Svizzera. Con i suoi circa 4480 metri, detiene il primato di pista più lunga della Coppa del Mondo di sci alpino. Percorrere questo tracciato richiede circa due minuti e mezzo, durante i quali gli atleti raggiungono velocità massime che sfiorano i 160 km/h.
La pista si snoda alle pendici dell'Eiger, una delle cime più celebri delle Alpi, nella regione della Jungfrau, affacciandosi verso la vallata di Lauterbrunnen. La sua lunghezza e le caratteristiche tecniche la rendono estremamente impegnativa per i discesisti.
Il record della pista, detenuto per lungo tempo dallo sciatore italiano Kristian Ghedina con il tempo di 2'24"23 nel 1997, testimonia la sua storicità e la sfida che essa rappresenta.

Storia e Sicurezza sulla Lauberhorn
La discesa libera del Lauberhorn si disputa fin dal 1930 ed è considerata una delle gare più tecnicamente difficili e selettive del circuito mondiale, al pari della Stelvio di Bormio. La pista è stata teatro di momenti drammatici, come la tragica scomparsa del giovane sciatore austriaco Gernot Reinstadler nel 1991, a causa di una caduta fatale in prossimità del salto finale.
Nel corso degli anni, per garantire la sicurezza degli atleti in un contesto di sci sempre più veloce, sono stati apportati diversi aggiustamenti al tracciato. La creazione della Panoramakurve, ad esempio, è stata una misura volta a ridurre la velocità prima di un difficile salto.
Analisi Tecnica del Tracciato
La partenza della discesa libera è situata a 2315 metri sul livello del mare, sulla spalla del Lauberhorn, accessibile tramite seggiovia da Kleine Scheidegg. La caratteristica casetta di partenza è una struttura permanente in legno, a differenza delle postazioni mobili di altre gare.
La parte alta del percorso è caratterizzata da tratti pianeggianti e lunghe curve, dove gli sciatori devono minimizzare le perdite di velocità. Questa sezione culmina nel Russisprung, un salto dedicato all'ex sciatore svizzero Bernhard Russi, integrato nella pista nel 1988.
Successivamente, il tracciato presenta tratti di scivolamento come il Traversenschuss, intervallati da curve e ondulazioni. La velocità aumenta progressivamente, superando i 130 km/h.

Sezioni Chiave della Pista
- Hundschopf: Conosciuto come "testa di cane", è uno dei passaggi più spettacolari e difficili. Si tratta di un salto in uno spazio stretto tra rocce e reti di protezione, con una breve caduta e un atterraggio che richiede precisione immediata per affrontare la successiva curva a destra.
- Minsch-Kante: Un salto più piccolo ma insidioso, che richiede un cambio di sciata dal movimento verso sinistra a quello verso destra.
- Canadian Corner: Prende il nome dalle cadute di sciatori canadesi negli anni '70 e rappresenta un punto critico per la traiettoria.
- Alpweg: Un tratto stretto e sinuoso, definito da Bernhard Russi "la chicane più pazza del circo della Coppa del Mondo", che richiede grande tecnica per mantenere la velocità.
- Langentrejen: Un lungo tratto di scivolamento che oggi presenta curve simili a quelle di un supergigante, a differenza del tracciato rettilineo del passato.
- Haneggschuss: La parte più ripida della pista, in mezzo al bosco, dove si raggiungono le velocità più elevate della Coppa del Mondo, superando i 140 km/h. Qui Johan Clarey ha registrato la velocità più alta mai raggiunta in discesa: 161,9 km/h.
- Silberhornsprung: Progettato nel 2003 per offrire una vista panoramica del Silberhorn durante il volo degli atleti.
- Österreicherloch: Una depressione del terreno che prende il nome da una caduta multipla di sciatori austriaci nel 1954.
- Ziel-S: La combinazione finale di curve destra-sinistra, tecnicamente impegnativa e spesso ghiacciata, che decide l'esito della gara e che è stata teatro dell'incidente mortale di Gernot Reinstadler.
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Informazioni sulla Gara e Programma
La prestigiosa discesa libera di Wengen, valida per la dodicesima tappa della Coppa del Mondo maschile 2025-2026, si è svolta sabato 17 gennaio. La partenza degli atleti è avvenuta a intervalli variabili (2’10”, 2’40”, 1’25”, 2’) a seconda della posizione nella startlist.
La gara è iniziata alle 12:30 ed è stata trasmessa in diretta televisiva su Rai 2 e Rai Sport HD, oltre che su Eurosport 1. Lo streaming era disponibile su Rai Play e discoveryplus.com. Per chi disponeva di una VPN, era possibile seguire il commento in italiano su rsi.ch.
Gli atleti iscritti erano 56, in rappresentanza di 15 nazioni. Il tracciatore della gara è stato il responsabile FIS della velocità maschile, Hannes Trinkl.
