Piana di Vigezzo: Rinascita, Sviluppo e Prospettive di un Comprensorio Alpino

La Piana di Vigezzo, situata a 1.726 metri di altitudine nel cuore delle Alpi piemontesi, rappresenta un esempio virtuoso di convivenza e prosperità tra turismo, sport e sostenibilità. Un gruppo di persone, unite dall'amore per il territorio, ha contribuito a salvare un'area destinata all'abbandono, trasformandola in una meta d'eccellenza.

Panorama della Piana di Vigezzo con montagne innevate e impianti di risalita

Una Storia di Rinascita

Fino al 2017, la gestione della stazione sciistica era affidata a una società interamente pubblica che versava in gravi difficoltà economiche. Tuttavia, l'energia e la passione del gruppo che ha fondato la Vigezzo & Friends hanno invertito la rotta, trasformando una sfida in un'opportunità concreta.

Sviluppo Sostenibile e Infrastrutture

Uno dei punti di forza del progetto è stato lo sviluppo di infrastrutture che rispettano l'ambiente, garantendo al contempo un'esperienza di alta qualità per i visitatori. Sono stati creati percorsi per mountain bike, trekking e ciaspolate, progettati per minimizzare l'impatto ambientale.

«Abbiamo così realizzato 16 impianti fotovoltaici radiocomandati che consentono la fruizione anche serale e notturna delle esperienze in quota», spiega il CEO, sottolineando l'impegno verso l'innovazione tecnologica e la sostenibilità.

Immagine degli impianti fotovoltaici installati nella Piana di Vigezzo

La Piana di Vigezzo e le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026

La Piana di Vigezzo è pronta a giocare un ruolo di rilievo nel programma delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. La stazione ha già ospitato diverse squadre nazionali di sci alpino per sessioni di allenamento, riconoscendo la validità dei tracciati e la perfetta preparazione delle piste.

Sono in programma investimenti strategici per migliorare l'innevamento programmato e ampliare le piste, aprendo nuove opportunità sui mercati internazionali.

Sblocco degli Impianti a Formazza

Dopo un periodo di chiusura, gli impianti di risalita di Valdo e Sagersboden a Formazza sono tornati operativi grazie a un accordo tra il Comune e il gestore Vigezzo & Friends. Lo stop era stato causato da un problema di classificazione delle piste, una questione burocratica venuta alla luce nei giorni scorsi.

In un incontro tra il sindaco di Formazza, Bruna Papa, e l'amministratore delegato di Vigezzo & Friends, Luca Mantovani, si è definito il da farsi per la presentazione congiunta della documentazione mancante alla Regione.

«I nostri uffici sono al lavoro per sbrigare le pratiche necessarie per far ripartire quanto prima gli impianti. Ripeto che lo stop non è mai stato legato a questioni di sicurezza delle piste o della seggiovia», ha rassicurato la prima cittadina.

«Abbiamo convenuto come procedere e questo è l’importante», ha commentato Mantovani, confermando la collaborazione tra le parti.

Turismo: ottimo fino ad ora il bilancio di stagione a Formazza

Presentazione Innovativa di Easy Wallbox

Nonostante le restrizioni legate al Coronavirus, lo scorso 26 febbraio la Piana di Vigezzo ha ospitato, a porte chiuse, il prestigioso evento di presentazione della nuova tecnologia Easy Wallbox studiata da ENGIE Eps. Questa tecnologia mira a rendere più comoda e veloce la ricarica di auto elettriche o ibride plug-in.

La cornice della stazione sciistica, gestita dalla società Vigezzo&Friends, è stata scelta per trasmettere la facilità di installazione e utilizzo del dispositivo. Fiat Chrysler Automobiles ed ENGIE Eps hanno presentato una Jeep Renegade 4xe e una Easy Wallbox ai quasi 1.800 metri di altitudine della Piana di Vigezzo.

La Jeep Renegade 4xe, dopo aver percorso un ripido percorso innevato in modalità elettrica e in piena sicurezza, è stata collegata a una Easy Wallbox installata di fianco all'arrivo dell'impianto di risalita, offrendo un panorama mozzafiato.

«Questa presentazione rappresenta un momento di formidabile promozione nazionale ed internazionale per la stazione sciistica e l’intera valle», hanno confermato Luca Mantovani della società Vigezzo&Friends e Paolo Giovanola, presidente dell’Unione Montana della Valle Vigezzo. «I principali media nazionali e internazionali stanno infatti diffondendo la notizia con meravigliose immagini-cartolina». Entrambi hanno ringraziato Carlalberto Guglielminotti, amministratore delegato di ENGIE Eps, per aver fortemente voluto l'evento.

Jeep Renegade 4xe collegata a una Easy Wallbox ai quasi 1.800 metri della Piana di Vigezzo

Ambiziosi Piani di Sviluppo

L'obiettivo è ambizioso: più che raddoppiare le presenze turistiche alla Piana di Vigezzo, passando dalle attuali 60 mila a 120-150 mila l'anno. Per realizzare questi piani sono necessari 18 milioni di euro.

Si prevedono tre nuove seggiovie capaci di trasportare 2.400 persone all'ora, tre piste da sci in più nella parte Est del comprensorio e l'ampliamento dell'impianto di innevamento, supportato da un bacino da 12 mila metri cubi.

La «nuova» Piana di Vigezzo avrebbe quindi sette impianti di risalita e 10 piste di sci.

«Siamo convinti che sia un progetto capace di dare la svolta significativa al turismo non solo della valle Vigezzo ma di tutta l’Ossola», sostiene Luca Mantovani, amministratore della Vigezzo & friends. «Quando siamo arrivati nel 2017 le presenze si attestavano a circa 8 mila l’anno. Con quasi 2 milioni di investimenti, tutti privati, siamo arrivati a 60 mila. Ora si tratta di crescere ancora. Anche in estate».

Valutazione di Impatto Ambientale e Finanziamenti

Il progetto è stato sottoposto alla prima fase di verifica in Regione, che ha richiesto la Valutazione di Impatto Ambientale. «Era prevedibile, vista la portata degli interventi», spiega Mantovani, «ma non cambia il programma. I lavori inizieranno nella tarda primavera del 2026».

La spesa complessiva è di circa 18 milioni di euro. Vigezzo & friends è in attesa dell’esito del bando del ministero del Turismo, al quale sono stati chiesti 9,5 milioni. Se la risposta sarà positiva, i lavori si svolgeranno nel 2026. Altrimenti, un primo lotto da 7 milioni sarà realizzato nel 2026 e un secondo l'anno successivo, con finanziamenti tramite istituti di credito.

Arpa e altri enti hanno sollevato criticità per l’impatto ambientale, ma Mantovani non teme ostacoli: «Alcune osservazioni sono puntuali, altre viste dalla nostra parte sono un po’ bizzarre ma i tecnici sono al lavoro per rispondere in modo dettagliato. A nostro favore gioca il fatto che la Piana di Vigezzo non è in Zona di Protezione Speciale (ZPS) e nemmeno in aree protette. E poi, a fronte di 150 alberi che tagliamo, ne pianteremo circa 800: abbiamo a cuore l’ambiente».

L’Unione montana valle Vigezzo, proprietaria degli impianti dati in concessione per trent’anni, sostiene il progetto: «Le ricadute positive saranno per tutta la valle», dice convinto il presidente Paolo Giovanola.

Schema del piano di sviluppo futuro della Piana di Vigezzo con nuove piste e impianti

La Decisione di Aprire Nonostante lo Stop Governativo

La Piana di Vigezzo, a 1.720 metri d'altitudine nel comune di Craveggia (VCO), ha deciso di tenere aperti gli impianti nonostante lo stop deciso dal governo alla vigilia della stagione sciistica. La stazione sciistica ossolana ha aperto il comprensorio ai numerosi appassionati giunti sul posto.

«Siamo aperti e sta continuando ad arrivare gente», afferma Luca Mantovani, amministratore delegato della società “Vigezzo & Friends”. La scelta è stata dettata dalla volontà di «dare un segnale: non si può comportarsi in questo modo. Capisco perfettamente le esigenze della tutela della salute, cosa a cui teniamo ovviamente anche noi, ma non si può cambiare idea meno di 24 ore prima della riapertura».

«Noi siamo una piccola realtà e nella stagione 2019/2020 abbiamo fatturato circa 400.000 mila euro nella stagione invernale. Quest’anno non arriviamo a 27.000 euro. Le leggi non si fanno con i comunicati stampa. Venerdì ho ricevuto una comunicazione dalla Regione Piemonte che il 15 febbraio si poteva aprire e quindi mi sono attrezzato per farlo. Poi ieri sera c’è stato un comunicato stampa che non mi pare abbia validità di legge che diceva che gli impianti devono restare chiusi e io tra la legge e il comunicato stampa ho scelto la legge. Ufficialmente nessuno ci ha detto che dovevamo stare chiusi, abbiamo avuto comunicazione attraverso i social che il ministro aveva fatto un comunicato stampa. Un Paese serio queste cose non le fa la domenica sera, non fa assumere le persone il sabato per dirgli il lunedì che non hanno più il lavoro. O per lo meno, se lo vuole fare perché ci sono motivi superiori che io non giudico, versano e poi dicono ‘State sereni, state chiusi’. Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto».

Reazioni e Proteste nel Settore Sciistico

La decisione di chiudere gli impianti ha suscitato forti reazioni nel settore. Il sindaco di Macugnaga (VCO), Stefano Corsi, ha espresso rammarico, affermando: «Proviamo tanta vergogna dall’essere governati da simili persone».

Anche a Bardonecchia è in programma un flash mob, e interviene Marco Bussone, presidente dell’Uncem, che ritiene inopportuno l'ulteriore rinvio della stagione sciistica.

Proteste anche a Pian Munè, dove il gruppo al completo della "Dodonix", società che gestisce rifugi e impianti, ha espresso rammarico per la mancata riapertura, contestando i modi, i tempi e la mancanza di rispetto.

Mauro Meneguzzi, sindaco di Sauze d'Oulx, definisce lo stop alla ripresa dello sci «un fulmine a ciel sereno», sottolineando l'assurdità della decisione governativa e la necessità di congrui ristori.

Il sindaco di Sestriere, Gianni Poncet, parla di «chiaro segnale di disinteresse e maltrattamento della montagna» e critica la disparità di trattamento rispetto ai centri commerciali affollati.

«Siamo allibiti. È inconcepibile stoppare una macchina così complessa che, tra mille e mille difficoltà, si era messa faticosamente in moto», sottolinea il primo cittadino, evidenziando lo sforzo compiuto dagli operatori della montagna.

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