Lo Sciò Sciò Napoletano: Tra Folklore, Scaramanzia e Tradizione

Napoli, città intrisa di storia, tradizioni millenarie e un profondo legame con la scaramanzia, custodisce tra le sue vie un personaggio che incarna perfettamente questa singolare alchimia: lo Sciò Sciò. Questa figura affonda le sue radici nel XVIII secolo e, nonostante il passare del tempo, continua a essere una presenza viva e vibrante nel cuore del centro storico partenopeo.

Chi è lo Sciò Sciò?

Lo Sciò Sciò è una figura scaramantica tipicamente napoletana, la cui immagine ha ispirato la celebre statuetta prodotta dagli artigiani di San Gregorio Armeno, la rinomata via dei presepi di Napoli. Tuttavia, per i napoletani, lo Sciò Sciò trascende la mera rappresentazione artistica; è un vero e proprio personaggio del folklore, immediatamente riconoscibile per il suo aspetto distintivo, spesso descritto come goffo e buffo.

Tradizionalmente, lo Sciò Sciò è raffigurato vestito di nero e adornato con una moltitudine di amuleti portafortuna. Tra questi spiccano i caratteristici corni rossi, spesso storti, abbondanti spicchi d'aglio e un cilindro nero sulla testa. Ciascuno di questi elementi è intriso di un significato scaramantico profondo, volto ad allontanare il malocchio e le energie negative.

Illustrazione stilizzata di una statuetta di Sciò Sciò con corni rossi, aglio e cilindro nero.

Lo Sciò Sciò nelle Strade di Napoli

La presenza dello Sciò Sciò non si limita alle vetrine delle botteghe di San Gregorio Armeno. Passeggiando per le affollate vie del centro storico di Napoli, è possibile incontrare lo Sciò Sciò in carne e ossa. Questo personaggio, infatti, si esibisce dal vivo, recitando il suo rito scaramantico ai passanti, offrendo un contatto diretto con un pezzo di folklore vivente.

Le aree predilette per le sue performance sono luoghi iconici come via San Biagio dei Librai, via dei Tribunali e la stessa via dei presepi. Qui, lo Sciò Sciò interagisce con turisti e residenti, proponendo un rituale che si compone di un ripetuto "Sciò, sciò", accompagnato da gesti simbolici, il lancio di sale grosso, l'uso di incenso e l'esibizione di amuleti volti a scongiurare la sfortuna.

Foto di un artista di strada vestito da Sciò Sciò che interagisce con turisti in una via di Napoli.

Il Rito Scaramantico dello Sciò Sciò

Il cuore della performance dello Sciò Sciò è uno scongiuro tradizionale, ricco di parole e gesti carichi di significato scaramantico. La formula più nota recita:

“Sciò sciò ciucciuvè, uocchio, maluocchio e funecelle all’uocchio. Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia. Corna e bicorne, cape’ e alice e cape d’aglio, diavulillo jesce a dint’ o pertusillo. Sciò sciò ciucciuvé jatevenne, sciò sciò”

Questa parte dello scongiuro, considerata una delle versioni più antiche, è spesso integrata da espressioni improvvisate al momento, a seconda dell'ispirazione del momento e delle esigenze della persona che riceve il rito. Durante la recita, lo Sciò Sciò raccoglie una manciata di sale grosso, che viene ripetutamente lanciato verso l'interlocutore con l'intento dichiarato di allontanare la sfortuna.

I Simboli Scaramantici

L'identità dello Sciò Sciò è indissolubilmente legata ai simboli scaramantici che porta con sé. Tra i più significativi troviamo:

  • Il corno rosso: simbolo per eccellenza della protezione contro il malocchio.
  • Il ferro di cavallo: considerato un potente portafortuna.
  • Spicchi d'aglio: nella cultura napoletana, sono ritenuti efficaci rimedi contro la negatività.
  • Le forbici: utilizzate metaforicamente per "tagliare le malelingue", un altro elemento ricorrente nella tradizione scaramantica partenopea.
Composizione di amuleti scaramantici napoletani: corno rosso, aglio, ferro di cavallo e forbici.

L'Evoluzione dello Sciò Sciò

Nonostante le sue profonde radici nella tradizione, la figura dello Sciò Sciò ha dimostrato una notevole capacità di adattamento ai cambiamenti sociali e storici. Un esempio emblematico di questa evoluzione è rappresentato da uno degli Sciò Sciò moderni che ha scelto di integrare simboli legati all'attualità, come quelli relativi alla pandemia di Covid-19. Tra i suoi amuleti compaiono:

  • Il numero 19, a rappresentare il Coronavirus.
  • Il numero 37, evocativo della febbre.
  • Il numero 20, che rimanda all'anno di inizio della pandemia.

Questa integrazione di elementi contemporanei dimostra come lo Sciò Sciò sia una figura dinamica, capace di interpretare e riflettere le ansie e le preoccupazioni del presente, pur rimanendo ancorato al suo ruolo tradizionale di protettore.

Dalle Botteghe alle Strade: Un Mestiere di Tradizione e Inventiva

La storia di chi interpreta lo Sciò Sciò nelle strade di Napoli è spesso legata all'arte dell'arrangiarsi, l'abilità di inventarsi un mestiere. Uno degli artisti racconta di aver intrapreso questa attività circa 25 anni fa, dopo aver perso il lavoro. Inizialmente si era travestito da Babbo Natale, poi da Pulcinella, fino all'idea di incarnare lo Sciò Sciò, ispirato dalle statuette che abbondano nelle botteghe di San Gregorio Armeno.

Da circa cinque anni, veste i panni di questo antico personaggio scaramantico del '700, con l'obiettivo di "riportare in vita questa tipica figura partenopea". Non è l'unico a svolgere questo mestiere; in passato, diverse persone hanno interpretato lo Sciò Sciò tra le vie del centro storico. L'interazione con il pubblico è spontanea: sono i passanti, spesso incuriositi turisti, a fermarlo, chiedendo il rito scaramantico e scattando fotografie.

La figura dello Sciò Sciò, che sia una statuetta in terracotta dipinta a mano o un artista di strada che anima le vie del centro, rappresenta un simbolo di buon auspicio e portatore di fortuna. La sua capacità di fondere elementi ancestrali con spunti contemporanei lo rende un personaggio affascinante e sempre attuale, un tassello vivente della ricca cultura napoletana.

Le statuine, disponibili in diverse dimensioni, come quella da 12 cm interamente in terracotta o la versione da 21 cm con dettagli in terracotta, occhi in vetro e abiti in seta di San Leucio, perpetuano la sua immagine, portando un pezzo di Napoli e della sua scaramanzia nelle case di tutto il mondo.

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