La leggendaria finale di Coppa del Mondo di sci a Ortisei: Thöni contro Stenmark

La pista Ronc a Ortisei, in Val Gardena, un tempo teatro di emozionanti competizioni sciistiche, conserva ancora oggi le tracce di un passato glorioso. Sebbene in disuso da molti anni, il suo tracciato evoca ricordi indelebili, specialmente quelli legati a una pagina fondamentale della storia dello sci alpino. Proprio su questa pista, esattamente 50 anni fa, il 23 marzo 1975, si consumò un evento epico: Gustav Thöni conquistò la sua quarta Coppa del Mondo battendo in un drammatico slalom parallelo lo svedese Ingemar Stenmark.

Vista panoramica della pista Ronc a Ortisei con il Sassolungo sullo sfondo

Il contesto storico: gli anni '70 e la "Valanga Azzurra"

Il 1975 fu un anno di importanti avvenimenti globali, dalla proclamazione dello Stato federale turco al ritiro americano dal Vietnam, passando per la missione spaziale congiunta Apollo-Soyuz e il primo volo del Concorde con passeggeri. Nel mondo del motociclismo, Giacomo Agostini celebrava il suo quindicesimo titolo mondiale. Tuttavia, per l'Italia e per gli appassionati di sport invernali, gli anni '70 rappresentavano l'epoca d'oro dello sci, animata dalla leggendaria "Valanga Azzurra". Questa squadra italiana aveva già stupito il mondo il 7 gennaio 1974, con una storica cinquina nel gigante di Coppa del Mondo a Berchtesgaden, Germania Ovest, grazie a Piero Gros, Gustav Thöni, Erwin Stricker, Helmuth Schmalzl e Tino Pietrogiovanna.

La vigilia della finale: tre contendenti per la sfera di cristallo

Il 23 marzo 1975, la Val Gardena si preparava ad ospitare la finale della Coppa del Mondo. Prima dell'ultimo slalom parallelo, tre dei migliori sciatori del mondo si trovavano a pari merito in classifica con 240 punti. A contendersi l'ambito trofeo c'erano il ventunenne austriaco Franz Klammer, specialista della discesa libera; il diciannovenne svedese Ingemar Stenmark, astro nascente destinato a diventare una leggenda; e il ventiquattrenne altoatesino di Trafoi, Gustav Thöni, già affermato campione con tre Coppe del Mondo all'attivo.

Franz Klammer vide le sue speranze infrangersi presto, venendo eliminato ai sedicesimi di finale dall'azzurro Helmuth Schmalzl, che in seguito avrebbe ricoperto ruoli di rilievo come direttore di gara FIS e direttore tecnico della Nazionale italiana.

Foto d'archivio di Gustav Thöni in azione

Lo scontro epico: Thöni contro Stenmark

La finale si ridusse quindi all'emozionante duello tra Gustav Thöni e Ingemar Stenmark. Entrambi avevano raggiunto l'atto conclusivo dopo aver superato rispettivamente lo svizzero Walter Tresch e l'italiano Fausto Radici in semifinale. La tensione era palpabile, con oltre 45.000 spettatori presenti sulla pista e circa 20 milioni di italiani incollati davanti alla televisione.

La gara si svolse con la formula innovativa dello slalom parallelo, una novità assoluta nella Coppa del Mondo, che sostituiva la tradizionale sfida contro il tempo per un confronto diretto e più avvincente. Questa formula, sebbene inizialmente criticata per l'irregolarità delle piste, diventerà poi una prassi.

Nella prima manche, Thöni ottenne un leggero vantaggio. Stenmark, determinato a rimontare, tentò di forzare nella seconda discesa ma incappò in un errore, inforcando una porta e cadendo a pochi pali dal traguardo. Questo errore segnò la vittoria di Gustav Thöni e l'aggiudicazione della sua quarta Coppa del Mondo.

Le dichiarazioni dei protagonisti a posteriori testimoniano l'altissima tensione di quel giorno. "La tensione prima della gara era davvero molto elevata", avrebbe ricordato Thöni, "perché fino a quel momento avevo disputato davvero pochi slalom paralleli, non era per niente semplice gareggiare contro un avversario che puoi vedere solo con la coda dell'occhio". Stenmark confermò: "Ero molto nervoso, perché in una sola gara ci si giocava l'intera Coppa del Mondo".

Il parallelo della vita Thoeni vs Stenmark

Un episodio controverso e il "fattaccio"

Va sottolineato che la gara fu segnata anche da un episodio controverso nei quarti di finale di Stenmark. Lo svedese rischiò l'eliminazione, ma grazie a una manovra eccezionale riuscì a evitare la caduta e a proseguire. Il giudice di pista, l'austriaco Toni Sailer, giudicò regolare il passaggio, mentre il direttore tecnico italiano Mario Cotelli contestò la decisione, chiedendo il replay. Tuttavia, il filmato non fu reso disponibile tempestivamente a Roma, e il verdetto a favore di Stenmark arrivò con un ritardo di 40 minuti, alimentando le polemiche.

L'errore di Stenmark nella manche decisiva fu un momento culminante, che scatenò l'esultanza del pubblico e consolidò la leggenda di Thöni. La pista Ronc e la zona del traguardo si trasformarono in un vero e proprio "bagno di folla", con scene di gioia indescrivibile.

La rivincita di Thöni e l'innovazione pubblicitaria

Per Gustav Thöni, quella vittoria rappresentò una sorta di rivincita tardiva. Nel Campionato del Mondo di slalom del 1970, aveva concluso al quarto posto proprio sulla pista di Ortisei, sfiorando la sua prima medaglia iridata. La finale di Coppa del Mondo a Ortisei fu storica anche per un altro motivo: segnò l'introduzione di una nuova forma di pubblicità sportiva. Il produttore di latticini Parmalat acquistò i diritti pubblicitari della gara in esclusiva per 25 milioni di lire, una cifra considerevole per l'epoca, corrispondente a circa 13.000 euro odierni.

Grafica che illustra l'evoluzione della pubblicità nello sci alpino

La gara femminile del giorno precedente: Claudia Giordani

È importante ricordare che la competizione maschile del 23 marzo non fu l'unico evento di rilievo sulla pista Ronc. Il giorno precedente, il 22 marzo 1975, si disputò il parallelo femminile, valido per la conclusione della Coppa del Mondo femminile 1974-1975. Sebbene meno seguito rispetto alla gara maschile, questo evento vide protagonista l'italiana Claudia Giordani.

Giordani, all'epoca diciannovenne, era già una stella dello sci femminile italiano, nonostante una stagione difficile segnata da un infortunio al polso. Affrontò avversarie di altissimo livello, tra cui la francese Fabienne Serrat e l'austriaca Monika Kaserer. Dopo un percorso entusiasmante, Giordani raggiunse la finale, ma una caduta a pochi pali dal traguardo le negò la vittoria, costringendola ad accontentarsi di un meritatissimo secondo posto. Questo risultato, tuttavia, segnò un importante punto di svolta per la popolarità dello sci alpino femminile italiano, consacrando Giordani come capostipite della "Valanga Rosa".

Foto di Claudia Giordani in gara

L'eredità di un evento indimenticabile

Gustav Thöni e Ingemar Stenmark, consapevoli di aver scritto una delle pagine più belle dello sci, hanno mantenuto un legame di rispetto e amicizia, ritrovandosi in numerose occasioni, sia in gare di beneficenza che in eventi speciali, soprattutto in Val Gardena e Madonna di Campiglio. La finale di Coppa del Mondo del 23 marzo 1975 a Ortisei rimane impressa nella memoria collettiva come un momento di grande sportività, emozione e innovazione, un evento che ha segnato profondamente la storia dello sci alpino.

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