La tragedia della funivia del Monte Faito: cause, vittime e indagini

Un tragico incidente ha colpito la funivia del Monte Faito a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, il 17 aprile 2025, causando la morte di quattro persone e il ferimento grave di una quinta. Poco dopo le 15:00, il cavo di trazione della cabina più vicina alla stazione in cima al monte si è spezzato, provocando la caduta della cabina che si è schiantata contro il primo pilone.

panoramica del Monte Faito con la funivia in primo piano

Dinamica dell'incidente

Secondo le prime ricostruzioni, il cavo di trazione si sarebbe spezzato improvvisamente. Mentre il freno d'emergenza della cabina a valle ha funzionato correttamente, bloccando la cabina e permettendo il salvataggio dei passeggeri tramite calate con funi di sicurezza, quello della cabina in arrivo alla stazione sommitale non ha attivato, portando alla caduta fatale. Le comunicazioni con la cabina a monte si sono interrotte poco dopo l'incidente, e la visibilità era ulteriormente compromessa dalla nebbia presente in quota.

I passeggeri e i soccorsi

Nella cabina precipitata si trovavano cinque persone, tra cui il macchinista. Le altre persone a bordo erano quattro studenti Erasmus (due francesi e due tedeschi) e una famiglia tedesca composta da tre bambini piccoli. Dalla cabina a valle, 10 persone sono state tratte in salvo in un paio d'ore. I soccorritori hanno descritto momenti di grande commozione, con i passeggeri salvati che manifestavano gratitudine ai vigili del fuoco.

soccorritori al lavoro vicino alla cabina incidentata

Le vittime

Tra le vittime della tragedia vi è il macchinista della funivia, Carmine Parlato, originario di Vico Equense. Parlato, dipendente dell'EAV (Ente Autonomo Volturno), lavorava alla funivia da circa 8 anni, dopo una lunga carriera come autista di bus. Era una figura molto stimata e conosciuta nella sua comunità, descritto come un uomo d'oro, appassionato del suo lavoro e sempre pronto ad aiutare i turisti, incoraggiandoli a godere della bellezza del panorama senza lasciarsi sopraffare dalla vertigine.

Le altre vittime erano tre turisti stranieri: Janan Suliman, una farmacista israeliana di 25 anni, e una coppia di turisti inglesi, Elaine Margaret Winn (58 anni) e Graeme Derek Winn. Il fratello di Janan Suliman, Thabet Suliman, è l'unico sopravvissuto, ricoverato in gravissime condizioni all'Ospedale del Mare di Napoli.

Le indagini

La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per omicidio e disastro colposo contro ignoti. L'indagine si concentra sugli aspetti tecnici legati al malfunzionamento dei freni e alla rottura del cavo di trazione. Sono stati acquisiti i video dei sistemi di sorveglianza dell'impianto, e sono state disposte le autopsie sulle vittime. Un pool di magistrati e periti è stato incaricato di esaminare la manutenzione, i controlli effettuati sull'impianto, e il funzionamento dei sistemi di sicurezza.

Successivamente, 25 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Tra questi figurano funzionari e dipendenti dell'EAV, tra cui il presidente Umberto De Gregorio, tecnici e funzionari dell'Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), rappresentanti della ditta Franz Part & co (manutenzione), della Seis srl (controlli funi), della Lamet srl (prove frenata) e della Sacmif srl (controlli componenti). A molti degli indagati viene contestato di aver attestato l'assenza di criticità nell'impianto prima della riapertura, consentendone l'esercizio.

Il precedente storico

La funivia del Monte Faito, inaugurata nel 1952, ha una storia segnata da precedenti incidenti. Il più grave risale al 15 agosto 1960, quando una cabina in discesa si sganciò all'altezza del primo pilone, schiantandosi sui binari della ferrovia e causando quattro vittime e 31 feriti. A seguito di quell'evento, l'impianto è stato sottoposto a diversi interventi di ammodernamento. La funivia era rimasta chiusa per quattro anni per lavori, tornando in funzione nel 2016, e aveva riaperto solo sette giorni prima della tragedia del 2025, dopo tre mesi di prove intensive.

Prevenzione e sicurezza

Le indagini mirano a chiarire le cause esatte della rottura del cavo e del mancato funzionamento del freno d'emergenza. Tra gli elementi sotto esame vi sono i controlli sulla funzionalità dell'impianto e le condizioni meteorologiche, sebbene i tecnici abbiano escluso una connessione diretta tra il maltempo e il crollo. La funivia è dotata di un sistema automatico che blocca le corse in caso di superamento di determinati livelli di vento. La rigorosa manutenzione e i controlli periodici sono fondamentali per garantire la sicurezza di impianti di questo tipo. La Procura si è concentrata sull'analisi dei componenti, in particolare sulla "testa fusa", ovvero il terminale del cavo a cui era agganciata la cabina precipitata, indicata come una delle possibili cause dell'incidente.

schema di funzionamento di una funivia con i suoi componenti principali

La tragedia della funivia del Monte Faito solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza degli impianti di trasporto a fune e sull'importanza di protocolli di manutenzione e controllo estremamente rigorosi. La completa e trasparente ricostruzione delle cause dell'incidente è essenziale per evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro.

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