La storia della Funivia di Erice: dal sogno del primo collegamento a fune della Sicilia alla sua rinascita

Alla luce delle recenti polemiche riguardanti la funivia di Erice, è opportuno ripercorrere la sua storia, dalle origini fino ai giorni nostri. L'architetto Vito Mancuso, in un suo intervento pubblicato su un quotidiano locale all'epoca della progettazione del primo impianto, espresse considerazioni che oggi appaiono profetiche, soprattutto riguardo all'alimentazione a energia elettrica di un tale impianto nel XXI secolo.

Il progetto di un nuovo collegamento via cavo tra il capoluogo della valle e il borgo medievale di Erice ha una lunga storia, che affonda le radici nella pianificazione delle amministrazioni ericine succedutesi nell'ultimo trentennio. La recente acquisizione del progetto della K&M per 400 milioni di lire da parte della Provincia regionale di Trapani si inserisce in questo contesto.

Per comprendere appieno la vicenda, è utile analizzare le tappe principali della sua programmazione. Nella primavera del 2000, l'ente locale bandì un concorso per lo studio di fattibilità della cabinovia, da finanziare con fondi europei e project financing. La società dell'imprenditore Kurt Mayer presentò lo studio preliminare e si aggiudicò la realizzazione dell'opera, inclusa la gestione del servizio.

Il progetto attuale non coinvolge i resti della funivia dismessa negli anni Settanta, costituiti dalle due stazioni di valle e vetta e dai piloni in acciaio ancora visibili sul monte San Giuliano. Addirittura, alcune componenti dell'amministrazione ericina hanno espresso la volontà di demolire la stazione di vetta e i "brutti tralicci". Tuttavia, i contatti con l'Ing. Barbagallo, all'epoca responsabile amministrativo della funivia, i sopralluoghi ai reperti e le ricerche d'archivio hanno rivelato una storia industriale del territorio di grande interesse.

Le origini del sogno: i primi progetti di collegamento con Erice

L'idea di un collegamento teleferico tra la valle trapanese ed Erice risale agli anni Venti. In quel periodo, si auspicò e si progettò la realizzazione di un'opera che avrebbe rivoluzionato l'accesso al borgo medievale. La creazione di un comitato per la raccolta fondi e l'intervento del regime per coprire il 45% del costo dell'opera testimoniano l'importanza attribuita a questo progetto. Giornali dell'epoca, come il Giornale di Sicilia il 19-20 marzo 1929, parlavano già de "La prima teleferica siciliana".

La progettazione e, presumibilmente, il suggerimento dell'opera sono attribuiti all'architetto ingegnere Francesco La Grassa, uno dei più prolifici architetti costruttori del trapanese, attivo nello stile modernista e floreale. Dal suo archivio personale, rinvenuto a Roma dal pronipote architetto Luca Scalvedi, emergono una serie di progetti per impianti via terra e fune destinati al collegamento tra la valle ed Erice, inclusi collegamenti con l'agroericino di Paparella (l'attuale Valderice). La Grassa aggiornò costantemente le sue proposte, tenendo conto delle continue innovazioni tecnologiche dell'ingegneria meccanica dell'epoca.

Tra le opere progettate da La Grassa, si annoverano:

  • La Ferrovia dentata fra le città di Trapani e Monte San Giuliano
  • Una Funicolare fra le città di Trapani e Monte San Giuliano
  • Una Ferrovia ad una sola rotaia fra le città di Trapani e Monte San Giuliano
  • Tranvie elettriche fra le due città
  • La Teleferica per passeggeri e merci fra le città di Trapani e Monte San Giuliano

La realizzazione della prima funivia siciliana: l'era Lora Totino

La prima funivia della Sicilia, quella di Erice, vide la luce negli anni Cinquanta grazie all'iniziativa dell'industriale ingegnere Dino Lora Totino, conte di Cervinia. Lora Totino, fondatore della località alpina negli anni Venti e della funivia Courmayeur-Chamonix, era titolare della Società Funivie d’Italia e aveva ambiziosi progetti, tra cui il traforo del Monte Bianco.

Lora Totino diede vita alla S.I.T.A.S. (Società Funivie dell’Etna ed Erice), che gestì l'impianto di risalita dall'inaugurazione nel 1959 fino alla cessione a fine anni Sessanta al consorzio pubblico formato dai comuni di Trapani, Erice e dalla Provincia. La cessione avvenne prima della scadenza naturale della convenzione, a causa dell'impossibilità di ripianare i costi di gestione.

Le cabine della prima funivia furono costruite dal cantiere S. Bernardino di Voltri e progettate, tra gli altri, dal prof. ing. Contemporaneamente alla realizzazione della funivia, ad Erice si costruì il primo Ponte Radio tra Europa ed Africa, un'opera curata da tecnici italiani e francesi che creò non poche problematiche tecniche alla progettazione della funivia, poiché entrambi gli impianti interessavano il sito di Porta Trapani.

L'archivio storico della biblioteca comunale conserva articoli di stampa relativi a un tragico incidente sul lavoro, costato la vita a quattro operai durante i lavori di fondazione di uno dei piloni. Questo evento segna una pagina dolorosa nella storia della costruzione dell'impianto.

Vista panoramica della prima funivia di Erice con le montagne sullo sfondo

Il patrimonio industriale e archeologico: un connubio per il futuro

Nell'ex stazione di vetta della prima funivia di Erice sono conservati reperti industriali di particolare pregio storico. Tra questi spiccano un motore elettrico Tecnomasio Brown Boveri (1954) e un motore supplementare a scoppio Isotta Fraschini a otto cilindri (probabilmente del 1924), uno dei pochi esemplari rimasti in Italia di questo glorioso marchio automobilistico.

La peculiarità e l'esigenza di tutela di questi reperti sono state segnalate all'Amministrazione e alla Soprintendenza. L'ex Funivia di Erice, con i suoi resti industriali, si configura come una testimonianza del patrimonio industriale trapanese di particolare pregio, al pari del patrimonio archeologico. La vicinanza delle mura Puniche alla stazione di vetta rafforza questa coesione.

Queste condizioni storico-ambientali suggeriscono la fattibilità di un progetto che individui nel riuso compatibile dell'ex stazione il sito idoneo alla realizzazione del museo delle mura Puniche. Tale museo potrebbe illustrare le metodologie scientifiche del restauro, le restituzioni archeologiche degli antichi tracciati del borgo Elimo-punico, parallelamente alla catalogazione dei reperti industriali e alla memoria storica della realizzazione della prima funivia siciliana.

La coesione tra i resti del patrimonio industriale e il patrimonio artistico-archeologico rappresenta un valore aggiunto per la fruizione culturale del territorio. Entrambi testimoniano l'eredità umana, il pensiero speculativo e la manifestazione del luogo. Questi elementi sono fondamentali per l'attuale rilancio turistico-culturale di Erice, volto al ripopolamento del borgo e all'inserimento del polo turistico nei circuiti internazionali di qualità.

Dettaglio di un motore Isotta Fraschini conservato nell'ex stazione di vetta

Le sfide tecniche e la chiusura della prima funivia

La chiusura dell'impianto originale fu determinata da diversi fattori. Oltre ai problemi gestionali, legati al passivo costante della società a causa dello svuotamento della vetta e della non continua presenza turistica, vi erano anche le forti e frequenti perturbazioni eoliche. Queste ultime, soprattutto nel tratto tra il 3° e 5° pilone, causavano frequenti sospensioni del servizio, fino al fermo delle cabine in quota e all'apprensione dei passeggeri, soprattutto durante l'arrivo del maestrale o dello scirocco.

Queste considerazioni tecniche, emerse dai contatti con i protagonisti della progettazione e realizzazione dell'opera, pongono la riflessione sulla valutazione di mezzi alternativi per futuri impianti. Si ipotizza l'utilizzo di funicolari o trenini a cremagliera lungo il vecchio tracciato, come suggerito dall'architetto La Grassa all'inizio del secolo, o l'adozione di ascensori panoramici, sfruttando le innovazioni tecnologiche.

La rinascita: la nuova funivia inaugurata nel 2005

Dopo oltre un ventennio di chiusura, la funivia di Erice è stata ricostruita e riaperta al pubblico. L'infrastruttura, che ha sostituito interamente quella antica, è stata realizzata da un'associazione temporanea di imprese, guidata dalla Leitner, con la partecipazione di Tecnicon e Coling. I lavori di costruzione sono stati completati in un biennio.

La nuova funivia è stata inaugurata l'8 luglio 2005. Si tratta di una classica cabinovia automatica monofune. La stazione motrice è situata in quota, a 703 metri sul livello del mare, e ospita l'argano motore e i gruppi di emergenza.

Dal 2005 al 2013, la nuova funivia ha trasportato circa 3,5 milioni di passeggeri, testimoniando il suo successo e la sua importanza per il territorio.

Funivia Trapani -Erice (Parte 1)

Commemorazione e memoria: il ricordo dei quattro operai

Il 24 febbraio 1954 rappresenta una data indelebile nella memoria civile di Erice. In quel giorno, durante i lavori di costruzione della Funivia Trapani-Erice, quattro operai persero la vita in un tragico incidente avvenuto nel cantiere. Mario, Giuseppe, Salvatore e Angelo, giovani uomini, padri, figli e fratelli, morirono mentre lavoravano per realizzare un'opera destinata a collegare e valorizzare il territorio.

La comunità di Erice rinnova ogni anno il suo ricordo e la sua gratitudine verso queste vittime. La sindaca Daniela Toscano sottolinea come questa commemorazione non sia solo un momento di raccoglimento, ma anche un'occasione per ribadire l'importanza della sicurezza sul lavoro, della dignità di ogni lavoratore e del rispetto per la vita umana.

La cerimonia commemorativa prevede solitamente la celebrazione di una Santa Messa presso la Chiesa Madre, officiata da Don Pietro Messana. La scelta del luogo non è casuale, essendo uno spazio direttamente legato alla storia dell'opera e alla vicenda che si intende ricordare. La targa che viene scoperta rappresenta un segno tangibile dell'attenzione alla memoria storica e un monito per le generazioni future.

Ricordare questi giovani significa trasformare la memoria in responsabilità civile, affinché tragedie simili non si ripetano e il valore della vita umana resti al centro dell'impegno collettivo. L'amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare alla cerimonia per testimoniare che Erice non dimentica.

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