Impronte di Dinosauri in Trentino: Un Viaggio nel Tempo Geologico

Le aree che oggi conosciamo come Dolomiti, un tempo, erano calcate dai passi di maestosi dinosauri, le cui tracce fossili ci raccontano storie di ere geologiche lontane. Queste testimonianze preziose del passato sono emerse in diverse località del Trentino, offrendo uno sguardo unico sulla vita preistorica.

Le Orme di Selva di Cadore e il Monte Pelmo

Una delle scoperte più significative si trova ai piedi del Monte Pelmo, in località Selva di Cadore, in Val Fiorentina. Qui, su un masso emerso a seguito di una frana, sono impresse le orme di alcuni dinosauri. Queste impronte non solo documentano la presenza di questi giganti, ma suggeriscono anche che l'antica zona dolomitica avesse caratteristiche simili alle odierne isole Bahamas, un ambiente caldo e probabilmente costiero.

Siamo nel Triassico Superiore, un periodo cruciale per la comparsa dei dinosauri sulla Terra. Il masso con le impronte è raggiungibile attraverso una camminata di circa 1 ora e 45 minuti partendo dal Passo Staulanza, seguendo il sentiero CAI 472 in direzione del Rifugio Venezia. Per chi desiderasse approfondire, un calco completo del masso è esposto presso il Museo Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore.

panorama delle Dolomiti con Monte Pelmo in evidenza

I Lavini di Marco: Un Sito Paleontologico d'Eccellenza

Un altro sito di inestimabile valore paleontologico si trova nei pressi di Rovereto, nell'area dei Lavini di Marco. Questo luogo, citato persino da Dante Alighieri nella Divina Commedia, conserva oltre mille impronte di dinosauri, risalenti a circa 200 milioni di anni fa, nel periodo del Triassico Superiore.

La Scoperta e la Storia del Sito

La scoperta di questo straordinario giacimento avvenne sul finire degli anni '80, grazie a Luciano Chemini, un appassionato naturalista roveretano. Passeggiando tra i lastroni rocciosi messi a nudo da un'imponente frana, Chemini notò delle cavità arrotondate che intuì potessero essere le impronte di antichi animali. Il suo ritrovamento fu segnalato al Museo Tridentino di Scienze Naturali, e le verifiche successive confermarono l'eccezionalità della scoperta: si trattava di piste di dinosauri.

Le ricerche sistematiche, avviate a partire dal 1992, hanno portato alla luce impronte e piste di oltre 200 individui, rendendo i Lavini di Marco uno dei siti paleontologici più importanti d'Europa. Il sito è protetto integralmente dalla legge provinciale n. 37 del 1983, a testimonianza della sua valenza scientifica e della necessità di preservarlo.

vista aerea del sito dei Lavini di Marco con le tracce dei dinosauri

Chi ha Lasciato le Orme?

Le impronte fossili dei Lavini di Marco appartengono a diverse specie di dinosauri, offrendo un quadro dettagliato della fauna preistorica che abitava questa regione:

  • Teropodi Carnivori: Centinaia di orme sono attribuibili a questi predatori, con dimensioni molto variabili. Potrebbero appartenere a Ceratosauri o a primitivi Tetanuri.
  • Sauropodi Erbivori: Sono state identificate circa una ventina di piste di antichissimi sauropodi Vulcanodontidae, considerate tra le più antiche piste di sauropodi mai scoperte.
  • Ornitopodi Erbivori: Alcune orme appartengono a erbivori primitivi di piccole dimensioni (Ornitischia), e poche piste potrebbero essere state lasciate da grandi Ornithopoda, erbivori bipedi.
  • Altri Animali: Oltre ai dinosauri, i Lavini di Marco documentano la presenza di animali molto più piccoli, come invertebrati simili a chiocciole, crostacei simili ad aragoste, grosse lucertole e piccoli mammiferi primitivi.

Lo studio delle impronte, una branca della paleontologia nota come icnologia, permette di ricavare informazioni preziose sull'aspetto, il comportamento, la velocità di spostamento e persino le interazioni tra i dinosauri. Sebbene sia spesso difficile collegare con certezza un'orma a uno specifico scheletro fossile, il confronto e l'analisi delle tracce forniscono indizi fondamentali per la ricostruzione della vita preistorica.

Come si Sono Conservate le Orme?

La straordinaria conservazione delle impronte è legata alle particolari condizioni ambientali del Giurassico inferiore. L'antica piana fangosa che un tempo occupava l'attuale Valle dell'Adige era soggetta a processi di sedimentazione e indurimento rapido. La presenza di sali minerali, come la dolomite, e la successiva cristallizzazione hanno agito come un cemento naturale, creando una crosta superficiale dura che ha protetto le impronte dal successivo seppellimento.

Molte delle impronte che osserviamo oggi sono in realtà sotto-impronte, ovvero deformazioni negli strati inferiori dei sedimenti causate dal peso dell'animale. Questo fenomeno ha permesso di preservare dettagli importanti anche quando le impronte superficiali sono state erose.

dettaglio di un'orma di dinosauro fossilizzata nella roccia

Percorsi di Visita e Accessibilità

I siti delle impronte in Trentino sono pensati per essere accessibili e didattici, adatti a tutte le età. L'area dei Lavini di Marco, in particolare, è gestita dal Museo Civico di Rovereto, che organizza visite guidate per famiglie e scolaresche. È possibile anche visitare il sito in autonomia, seguendo le tabelle informative in pietra che illustrano il percorso.

Itinerario ai Lavini di Marco

L'accesso al sito paleontologico dei Lavini di Marco avviene generalmente dal parcheggio di Castel Dante a Rovereto. Da qui, si percorre la "Strada degli Artiglieri" fino all'inizio del sentiero dei dinosauri. Il percorso totale, che include la visita alle diverse aree di interesse, può richiedere circa 3 ore e 25 minuti per un totale di 10,2 km, con un dislivello contenuto.

Il percorso è suddiviso in settori, con piattaforme di legno che permettono un'ampia visione dell'area e facilitano l'osservazione delle numerose impronte. Lungo il cammino, cartelli informativi forniscono dettagli sulle specie di dinosauri e sul contesto geologico.

È importante notare che, a causa di lavori di manutenzione e bonifica, l'area dei Lavini di Marco potrebbe subire chiusure temporanee. Si consiglia di informarsi in anticipo sullo stato di accessibilità del sito.

Sulle tracce dei dinosauri: un viaggio nel tempo impresso nella roccia | Arte, storia e scienza

Museo di Scienze e Archeologia di Rovereto

Per un'esperienza ancora più completa, è consigliabile visitare il Museo di Scienze e Archeologia di Rovereto. Al piano terra sono dedicate due sale alla paleontologia, dove è possibile ammirare fossili, calchi delle impronte dei dinosauri e reperti che arricchiscono la comprensione del passato geologico del territorio.

Inoltre, una nuova app chiamata JURASSIC GAME offre un percorso virtuale interattivo, permettendo di scoprire le orme dei dinosauri dei Lavini in compagnia di guide virtuali, rendendo la visita un'avventura coinvolgente per grandi e piccini.

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