Fuorcla dal Caral: un'avventura scialpinistica in Engadina

L'Engadina si è rivelata la zona più promettente per l'attività scialpinistica odierna, e le previsioni di "abbastanza soleggiato" si sono rivelate accurate fino a mezzogiorno. Tuttavia, la prevista notte serena non si è concretizzata, portando a un rigelo del manto nevoso insufficiente. Ciononostante, abbiamo deciso di tentare comunque la salita a questa cima, nuova per tutti noi, avendo già esplorato quasi tutte le altre vette della regione.

Panorama montano dell'Engadina con cime innevate e cielo parzialmente nuvoloso

L'Avvicinamento e la Prima Parte dell'Itinerario

Superato il lago Bianco, con circa 5 minuti di spallaggio, abbiamo seguito l'itinerario che conduce al Piz Cambrena. Invece di salire direttamente dal Vadret da Cambrena, percorso ritenuto troppo ripido, abbiamo optato per un giro più ampio verso la Forcula dal Caral. Poco sotto la forcella, abbiamo tagliato a destra per ricongiungerci alla Vedretta.

Nel frattempo, il cielo si è schiarito progressivamente, permettendoci di puntare alla Forcula dal Cambrena, con l'idea di raggiungere il Piz Caral anche da lì. Il superamento della seraccata finale è avvenuto con una certa facilità, seppur richiedendo un po' di attenzione.

La Salita ai Pendii Ripidi e la Decisione Strategica

Successivamente, ci siamo addentrati in pendii sempre più ripidi, con un'inclinazione di circa 40 gradi. Abbiamo proseguito inizialmente con gli sci, per poi continuare a piedi fino alla forcella, dove abbiamo lasciato le attrezzature sciistiche. Da qui, abbiamo raggiunto la vicina elevazione rocciosa alla sua sinistra.

Dalla nostra posizione, abbiamo constatato che proseguire lungo la cresta fino al Piz Caral sarebbe stato un percorso eccessivamente lungo. Pertanto, abbiamo deciso di scendere nuovamente dalla forcella, affrontando neve marciotta ma sciabile, e subito dopo la seraccata, abbiamo tagliato a destra per posizionarci alla base della paretina Nord-Ovest del Piz Caral.

Ripido pendio innevato con sciatori in movimento e attrezzatura da alpinismo

La Cima del Piz Caral: Fatica e Condizioni Meteo

Con gli sci nello zaino, e muniti di piccozza e ramponi, abbiamo tracciato con fatica l'intero ripido pendio, caratterizzato da una pendenza sostenuta di circa 45 gradi, fino a raggiungere la vetta. Purtroppo, proprio in quel momento, le nuvole hanno iniziato ad addensarsi, oscurando il panorama.

La discesa si è rivelata impegnativa, sia per le pendenze che per la qualità della neve, non eccezionale. Le nebbie ci hanno accompagnato per circa tre quarti del percorso di discesa, compromettendo una sciata che altrimenti sarebbe stata piacevole su neve marciotta ma ben sciabile.

Il Rientro e Considerazioni Generali

Grazie alla traccia lasciata al mattino e all'ausilio del GPS, siamo riusciti a raggiungere i pendii finali, dove la visibilità è migliorata notevolmente. Siamo arrivati sci ai piedi a soli 10 minuti dalla macchina, lungo la comoda stradina.

Breithorn occidentale scialpinismo

La Fuorcla da Caral: un'Alternativa Interessante

In una delle esperienze descritte, dopo aver raggiunto la base del ghiacciaio presso un laghetto ancora gelato (quota 2500 m), il protagonista, sentendosi in buona forma, è risalito alla placida Fuorcla da Caral, godendo di un'ottima vista sul Varuna. In zona erano presenti una decina di persone sul Cambrena, ma solo lui si trovava alla Fuorcla Caral. Alcuni sciatori hanno tentato la salita al Cambrena dalla forcella omonima, ma hanno desistito a metà percorso a causa delle condizioni delle rocce ("bad rocks"). Hanno comunque effettuato la discesa dal canale della forcella con gli sci, trovando condizioni ottimali e una seraccata passabile.

Questo itinerario è stato descritto come ripido ma non eccessivamente, esposto ma non troppo, e alpinistico ma non troppo, definendolo l'ideale per godersi un ambiente di prim'ordine. La valutazione data è BSA+, con la considerazione che OSA potrebbe essere eccessivo, suggerendo l'uso di scale di difficoltà più moderne (il tratto ripido stimato intorno a 3.3/E2).

Considerazioni sullo Scialpinismo e la Sicurezza

Le escursioni con gli sci richiedono conoscenza, esperienza, forma fisica, un'accurata pianificazione e l'equipaggiamento adeguato. È fondamentale informarsi preventivamente sul livello di pericolo valanghe attuale e tenere conto di protocolli di gestione del rischio come il "Gestione del rischio Stop or Go" di Michael Larcher e della guida alpina Robert Purtscheller, raccomandato dall'ÖAV (Club Alpino Austriaco).

Durante le ascensioni, è necessario prestare costante attenzione al pericolo di valanghe, caduta di ghiaccio e crepacci. L'esperienza nell'attraversamento di valanghe è un requisito fondamentale.

Dettagli Tecnici e Valutazioni di Percorso

Un esempio di itinerario descritto comporta un avvicinamento da Diavolezza e una discesa iniziale impegnativa sul ghiacciaio, con superficie inizialmente dura al mattino. Successivamente, si procede con le pelli di foca sul margine esterno e nord del Vadret Pers, dirigendosi verso il centro delle Alpi della Bernina. Di fronte al Piz Palü, si piega verso ovest, salendo ripidamente verso una cresta rocciosa. Da Bellavista, il percorso si semplifica, puntando alla cresta Spalla, dove gli sci vengono depositati per la salita finale alla vetta con ramponi e piccozza lungo la cresta.

La discesa, sia sugli sci che a piedi, richiede molta concentrazione.

Mappa topografica di una zona alpina con itinerari scialpinistici segnati

Altre Esperienze Scialpinistiche e Considerazioni sul Gran San Bernardo

La Valle del Gran San Bernardo è stata esplorata con un mix di sci da scialpinismo e ciaspole, offrendo un piacevole ambiente innevato per escursioni senza eccessive preoccupazioni. È stato sottolineato che, sebbene le ciaspole rendano fattibili le gite, non sono da considerarsi banali.

Tra le escursioni menzionate nella zona del Gran San Bernardo:

  • Un itinerario descritto come "la gita più frequentata della Valle del Gran San Bernardo", caratterizzato da un'ampia e aperta conca che fronteggia l'alpeggio di Flassin.
  • Un'escursione definita "strana" ma non meno bella, dove la presenza di enormi piloni dell'alta tensione crea un paesaggio peculiare. Vicino alla partenza si trovano le fortificazioni di Plan Puitz.
  • Un'escursione con le ciaspole al Colle del Gran San Bernardo, descritta come inaspettata e magica.

In tutte queste esperienze, viene ribadita l'importanza della valutazione del meteo, del rischio valanghe e delle condizioni dei versanti.

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