Le piccozze rappresentano strumenti fondamentali per la pratica dell'alpinismo, dell'arrampicata su ghiaccio e di altre attività in ambiente innevato e ghiacciato. La scelta della piccozza giusta è un aspetto cruciale, paragonabile all'importanza della scelta degli scarponi, poiché questo attrezzo accompagnerà l'alpinista nei momenti più impegnativi e potrà rivelarsi un elemento salvavita.
Nel corso del tempo, l'evoluzione dell'alpinismo ha portato a una crescente specializzazione degli strumenti, e le piccozze non fanno eccezione. Se un tempo esisteva un unico modello versatile, oggi il mercato offre una vasta gamma di piccozze progettate per specifiche discipline e terreni.

La Classificazione delle Piccozze: Normative e Tipologie
Per comprendere appieno le caratteristiche delle piccozze, è utile fare riferimento alle normative che ne definiscono le prestazioni e le differenti categorie di utilizzo.
Normativa EN-13089 e UIAA-152
Le norme EN-13089 e UIAA-152 stabiliscono i requisiti di resistenza per le piccozze, distinguendole principalmente in due tipi in base alla loro resistenza alla trazione:
- Tipo 1 (o Tipo B): Queste piccozze sono destinate all'uso su neve e ghiaccio. Se la piccozza riporta solo l'etichetta CE, è da considerarsi di Tipo 1. La marcatura "B" è facoltativa.
- Tipo 2 (o Tipo T): Queste piccozze sono progettate per un utilizzo su roccia, neve e ghiaccio. La marcatura "T" è facoltativa.
La differenza principale tra i due tipi risiede nella resistenza del manico, specialmente quando utilizzato come corpo morto per l'ancoraggio. Le norme indicano le resistenze minime in kN che devono superare sia i manici che le lame, testati separatamente.
Resistenza alla Trazione
Quando la piccozza viene posizionata orizzontalmente nella neve come corpo morto, deve resistere a un peso massimo di 250 kg, indipendentemente dal tipo (1 o 2). Tuttavia, in posizione verticale, quando il manico viene affondato nella neve per creare un punto di ancoraggio in progressione, le piccozze di Tipo 1 sono certificate per 250 kg, mentre quelle di Tipo 2 per 400 kg.
Tipologie di Piccozze per Destinazione d'Uso
Le piccozze si differenziano significativamente in base all'attività per cui sono state progettate:
Piccozze da Scialpinismo
Queste piccozze sono caratterizzate da leggerezza e prestazioni elevate, con un manico solitamente corto e leggermente incurvato, spesso realizzato in alluminio per contenere il peso. Sono ideali per l'auto-arresto e la progressione su pendii sostenuti con gli sci. Tuttavia, la loro lunghezza ridotta le rende meno adatte per le traversate su ghiacciaio, e i materiali leggeri non le rendono ideali per il ghiaccio puro o come corpo morto per l'autosoccorso.
Piccozze d'Alpinismo Classico
Considerate le più polivalenti, queste piccozze sono adatte a itinerari alpinistici di media difficoltà, traversate su ghiacciaio e terreni con pendenze contenute. Presentano una becca con curvatura non eccessivamente accentuata e una dentatura adatta sia per l'ancoraggio che per la gradinatura. Il manico può essere dritto o leggermente incurvato. La lunghezza è studiata per offrire un buon appoggio durante la progressione.
Piccozze d'Alpinismo Tecnico
La modularità è un punto di forza di queste piccozze, progettate per percorsi più impegnativi su neve, ghiaccio e misto, come canaloni e pareti nord. Il manico presenta una curvatura più pronunciata per una migliore penetrazione e supporto. Sono ergonomiche, maneggevoli e offrono un'elevata capacità di ancoraggio su ghiaccio. La possibilità di personalizzazione, sostituendo la lama e l'accessorio (martello o paletta), permette di adattarle alla gita specifica. Alcuni modelli consentono di spostare i punti di impugnatura per ottimizzare la presa in diverse situazioni.
Piccozze per Cascate di Ghiaccio e Dry Tooling
Queste sono le piccozze più specifiche e meno polivalenti. La becca è altamente incurvata per una penetrazione ottimale sul ghiaccio con minimo sforzo. Le becche possono presentare dentatura superiore per il misto-dry tooling e spessori variabili: quelle sottili e affilate sono per il ghiaccio, mentre quelle più spesse e a uncino sono per il dry tooling o le competizioni. Il manico è dotato di impugnatura ergonomica per stabilità e trazione verticale. Il puntale è spesso assente o solo accennato, dato l'uso in contesti verticali. I modelli più performanti possono avere la struttura in carbonio.

Costruzione e Componenti delle Piccozze
Indipendentemente dalla tipologia, le piccozze sono fondamentalmente costituite da tre parti principali: testa, manico e puntale. Queste parti possono essere integrate in un unico blocco (monoblocco) o assemblate in modo modulare, permettendo la sostituzione dei singoli componenti.
Testa
La testa comprende la lama, comunemente chiamata "becca", e, nella maggior parte dei casi (eccetto per le piccozze da dry tooling e ice climbing), un accessorio come la paletta o il martello. Nelle piccozze tecniche, il puntale è spesso assente o solo accennato, poiché sono impiegate prevalentemente su terreni verticali.
Manico
Il manico può essere dritto o curvo e solitamente è realizzato in alluminio o carbonio, con spessori variabili che ne influenzano peso e resistenza. L'impugnatura, spesso in gomma, può essere modulare e sostituibile. La lunghezza del manico è una caratteristica fondamentale e varia notevolmente a seconda dell'utilizzo previsto.
Puntale
Situato all'estremità inferiore del manico, il puntale facilita la penetrazione nella neve, consentendo la progressione e l'assicurazione nell'alpinismo classico. In molte piccozze tecniche, il puntale non è presente, poiché l'uso su pareti verticali non richiede la sua piantatura nel ghiaccio in modo tradizionale. Solitamente è costruito in materiale più resistente del manico, come l'acciaio.
Accessori delle Piccozze
Oltre ai componenti strutturali, le piccozze possono essere dotate di accessori che ne ampliano la funzionalità:
- Paletta: Utile per intagliare gradini nel ghiaccio o scavare punti di sosta nella neve. Spesso utilizzata in combinazione con una piccozza dotata di martello nell'arrampicata su ghiaccio.
- Martello: Serve per piantare o ribattere i chiodi, ed è quindi impiegato principalmente in vie alpine e arrampicata su ghiaccio.
- Dragonne (o Longe): Una fettuccia che assicura la piccozza all'alpinista per evitare di perderla. Nelle piccozze classiche ha funzione di trasporto, mentre in quelle tecniche può facilitare i movimenti e permettere di scaricare parte del peso. È importante che l'asola della dragonne sia compatibile con i guanti da alpinismo.

Come Scegliere la Piccozza Giusta
La scelta della piccozza ideale dipende strettamente dall'attività che si intende svolgere. Comprendere le proprie esigenze è il primo passo per orientarsi tra le diverse categorie.
La Lunghezza della Piccozza
La lunghezza della piccozza è determinata dal tipo di terreno:
- Per escursioni su neve non troppo ripide o traversate di ghiacciai, una piccozza più lunga (70-75 cm) offre un maggiore appoggio.
- Per pendii più pronunciati, è preferibile una piccozza più corta.
Un metodo empirico per scegliere la lunghezza appropriata per l'alpinismo è tenere la piccozza appoggiata lungo la gamba, con la mano sulla becca: la punta dovrebbe arrivare all'altezza della caviglia.
Materiali e Prezzo
Le piccozze sono realizzate principalmente in acciaio (molto resistente ma pesante), alluminio (leggero) e carbonio (leggero, resistente ma costoso). La combinazione di questi materiali, unitamente alla complessità del design e alla specializzazione d'uso, influenza notevolmente il prezzo, che può variare da circa 50 € a oltre 350 €.
Tecniche di Utilizzo della Piccozza
L'uso corretto della piccozza è fondamentale per la sicurezza e l'efficacia in montagna.
Impugnare la Piccozza durante la Progressione
Nella progressione classica, la mano che impugna la piccozza è quella a monte. La presa avviene sulla testa, come con un bastone, con la becca rivolta all'indietro. Questo permette di portare la mano libera sul manico della piccozza, con la becca rivolta verso il pendio, pronta per un eventuale auto-arresto.
L'Impugnatura per l'Auto-arresto
In caso di caduta, la mano a monte mantiene l'impugnatura sulla testa, mentre la mano a valle afferra il manico poco prima del puntale. Se la caduta avviene testa a valle, è necessario puntare la becca lateralmente per effettuare una rotazione e portarsi in posizione testa a monte.
Posizionamento per l'Auto-arresto in Caduta
La piccozza viene posizionata all'altezza della spalla, con la becca verso l'esterno e il manico in diagonale sopra il busto. Ci si ribalta in posizione supina per permettere al peso del corpo di affondare la becca nel ghiaccio.
Creare un Punto di Ancoraggio (Corpo Morto)
Si scava una buca profonda e si crea un canale perpendicolare a valle. Una fettuccia o un cordino viene posizionato sul manico della piccozza, bloccato con un nodo barcaiolo al centro di bilanciamento. La piccozza viene inserita nella buca con la becca conficcata nella neve, e il cordino o la fettuccia devono uscire dal canale puntando verso il basso. L'intera struttura viene poi coperta e compattata con la neve.
Creare Gradini nel Ghiaccio
Utilizzando la paletta della piccozza, è possibile intagliare gradini nel ghiaccio per facilitare la progressione o creare punti di sosta.
Manutenzione della Piccozza
Una corretta manutenzione garantisce la longevità e la sicurezza della piccozza:
- Riporre la piccozza in un luogo non umido, con becca e puntale protetti.
- Dopo ogni utilizzo, asciugare accuratamente tutte le parti per prevenire la formazione di ruggine.
- Applicare un sottilissimo strato di WD40 può aiutare a proteggere il metallo.
- Verificare regolarmente l'affilatura della lama, l'integrità di paletta e martello, e il serraggio delle viti.
Per imparare a utilizzare correttamente la piccozza e altri strumenti alpinistici, è sempre consigliabile affidarsi all'esperienza di una Guida Alpina.
