La Funivia di Erice: Storia di un Legame tra Valle e Vetta

La storia della funivia di Erice, un collegamento che unisce la città di Trapani alla vetta del Monte Erice, affonda le sue radici nei primi decenni del XX secolo, quando iniziò a concretizzarsi l'idea di una teleferica destinata a collegare le due località.

Le Origini e i Primi Progetti

L'idea di una funivia per collegare Trapani a Erice risale agli anni Venti. L'architetto e ingegnere Francesco La Grassa, figura di spicco nel panorama architettonico trapanese, fu uno dei primi a progettare impianti via terra e fune per il trasporto di merci e persone tra la valle ed Erice. I suoi studi, risalenti ai primi anni '20, includevano diverse soluzioni di collegamento, tra cui una Ferrovia dentata, una Funicolare, una Ferrovia ad una sola rotaia, Tranvie elettriche e, appunto, una Teleferica per passeggeri e merci.

Per la realizzazione di questi progetti, venne creato un comitato per la raccolta fondi, e il regime dell'epoca contribuì con il 45% dei costi dell'opera. La progettazione e il suggerimento dell'opera sono documentati nell'archivio personale dell'architetto La Grassa.

schizzo di progetto di Francesco La Grassa per un collegamento via cavo tra Trapani ed Erice

La Realizzazione e l'Inaugurazione negli Anni '50

La funivia di Erice vide finalmente la luce negli anni Cinquanta, diventando il primo impianto a fune della Sicilia. La sua realizzazione fu opera dell'industriale conte Dino Lora Totino, figura poliedrica e visionaria, già fondatore della località alpina di Cervinia negli anni Venti e costruttore della funivia Courmayeur-Chamonix. Lora Totino, titolare della Società Funivie d'Italia, fondò la S.I.T.A.S. (Società Funivie dell'Etna ed Erice) per la gestione dell'impianto.

La costruzione della funivia venne intrapresa nella prima metà degli anni Cinquanta, e le cabine furono realizzate dal cantiere San Bernardino di Voltri. L'impianto fu ufficialmente inaugurato nel 1956.

Contemporaneamente alla costruzione della funivia, ad Erice venne realizzato il primo Ponte Radio tra Europa e Africa, un'opera che causò non poche problematiche tecniche alla progettazione della funivia, poiché entrambi gli impianti interessavano l'area di Porta Trapani.

foto d'epoca delle cabine della funivia di Erice in costruzione

La Gestione e le Vicissitudini dell'Impianto

La S.I.T.A.S. gestì la funivia dall'inaugurazione nel 1956 fino alla fine degli anni Sessanta. Successivamente, l'impianto passò al consorzio pubblico formato dai comuni di Trapani, Erice e dalla Provincia, prima della scadenza naturale della convenzione, a causa dell'impossibilità di ripianare i costi di gestione.

L'impianto, pur con frequenti sospensioni del servizio, rimase in attività ma venne fermato verso l'inizio degli anni Ottanta, rimanendo chiuso per oltre un ventennio.

La Rinascita e la Nuova Funivia

Nel secondo dopoguerra, il progetto della funivia di Erice venne inserito tra le iniziative imprenditoriali del conte Dino Lora Totino, che fu anche progettista e costruttore della funivia dell'Etna e della funivia dei Ghiacciai.

Dopo un lungo periodo di inattività, la funivia venne completamente sostituita da una nuova infrastruttura. L'approvazione del progetto da parte del Dipartimento Trasporti e Comunicazioni della Regione Siciliana diede il via alla realizzazione, affidata a un'associazione temporanea di imprese guidata da Leitner, con la partecipazione di Tecnicon e Coling. I lavori si completarono in due anni.

La nuova funivia di Erice è una classica cabinovia automatica monofune, con veicoli agganciati automaticamente alla fune portante-traente. La stazione motrice si trova a 703 metri s.l.m., ospitando l'argano motore e i gruppi di emergenza.

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Un'Esperienza Panoramica e Inclusiva

La funivia di Erice offre un'esperienza unica, permettendo di raggiungere la sommità del Monte Erice da Trapani in soli 10 minuti. Durante il tragitto, i passeggeri possono godere di panorami mozzafiato sulla città di Trapani, le saline e le Isole Egadi.

L'impianto è stato pensato per essere accessibile a tutti, dotato di cabine accessibili per i disabili e spazi per il trasporto di biciclette, garantendo un'esperienza inclusiva.

Erice: Storia, Cultura e Tradizioni

Erice, antico borgo della Sicilia occidentale, è arroccato sulla cima del monte omonimo. Le sue origini sono legate alla mitologia, con la fondazione attribuita a un compagno di Enea. Nel punto più alto del borgo sorgeva il Tempio di Venere, dove si narra che Enea seppellì il padre Anchise. Oggi, una pietra al centro del cortile del castello è considerata la tomba di Anchise.

Il borgo è ricco di monumenti medievali, tra cui la cattedrale, e numerosi conventi. Uno di questi è celebre per le "ericine", dolci tipici di pasta frolla farciti di crema, una tradizione tramandata di generazione in generazione.

panoramica di Erice con il castello di Venere e il borgo medievale

Memoria e Monito: la Tragedia degli Operai

La storia della funivia è anche segnata da un tragico incidente sul lavoro. L'archivio storico della biblioteca comunale conserva articoli di stampa relativi all'incidente che costò la vita a quattro operai durante i lavori di fondazione di uno dei piloni. La sindaca Daniela Toscano ha recentemente sottolineato l'importanza di ricordare questi uomini, riaffermando valori come la sicurezza sul lavoro, la dignità di ogni lavoratore e il rispetto per la vita umana.

Il Patrimonio Industriale e la Memoria Storica

L'ex stazione di vetta della funivia conserva resti industriali di pregio storico, tra cui un motore elettrico Tecnomasio Brown Boveri (1954) e un motore supplementare a scoppio Isotta Fraschini. Questi reperti, segnalati all'Amministrazione e alla Soprintendenza, testimoniano il patrimonio industriale trapanese.

Si avanza un progetto di fattibilità che prevede il riuso compatibile dell'ex stazione per ospitare il museo delle mura Puniche, illustrando le metodologie di restauro e le restituzioni archeologiche del borgo, parallelamente alla catalogazione dei reperti industriali e alla memoria storica della funivia.

Considerazioni Tecniche e Prospettive Future

La chiusura dell'impianto originale, oltre ai problemi gestionali dovuti allo svuotamento della vetta e alla non continua presenza turistica, fu influenzata anche dalle forti e frequenti perturbazioni eoliche, specialmente nel tratto tra il terzo e il quinto pilone. Queste condizioni meteorologiche causavano spesso sospensioni del servizio o il fermo delle cabine in quota, generando apprensione nei passeggeri.

Considerando queste problematiche, si suggerisce di valutare l'utilizzo di mezzi alternativi, come funicolari o trenini a cremagliera lungo il vecchio tracciato, o ascensori panoramici, come proposto inizialmente dall'architetto La Grassa.

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