Impianti elettrici di cantiere: normativa, sicurezza e componenti

La realizzazione di un impianto elettrico di cantiere è un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza e l'efficienza delle operazioni durante i lavori di costruzione e demolizione. Questo tipo di impianto, sebbene temporaneo, richiede una progettazione e un'installazione rigorose, in conformità con le normative tecniche vigenti, principalmente la Norma CEI 64-8, in particolare la sua Sezione 704, dedicata ai cantieri di costruzione e demolizione.

L'obiettivo primario di un impianto elettrico di cantiere è fornire energia elettrica in modo sicuro per alimentare strumenti, macchinari e tutte le apparecchiature necessarie. La provvisorietà della struttura, le condizioni climatiche avverse, la presenza di acqua e polveri, e il potenziale rischio di esplosioni o incendi rendono questi ambienti particolarmente pericolosi dal punto di vista elettrico. Pertanto, è indispensabile adottare misure di sicurezza più stringenti rispetto agli ambienti ordinari.

Schema generale di un impianto elettrico di cantiere

Normativa di riferimento per gli impianti elettrici di cantiere

La normativa principale che disciplina gli impianti elettrici nei cantieri è la Norma CEI 64-8, con particolare riferimento alla Parte 7, Sezione 704, che stabilisce i requisiti specifici per i "Cantieri di costruzione e demolizione". A questa si affiancano le Linee Guida CEI 64-17, che forniscono ulteriori dettagli esecutivi.

Il Decreto Legislativo 81/08 ("Testo unico salute e sicurezza sul lavoro") riserva ampio spazio al settore delle Costruzioni, delineando le responsabilità in materia di sicurezza, ma rimanda alle norme tecniche CEI per le specifiche tecniche relative all'impiantistica elettrica. Le norme CEI godono del riconoscimento della presunzione di conformità, ovvero rispettarle è il modo più sicuro per adempiere agli obblighi di legge.

La Norma CEI EN 61439-4 (in precedenza CEI 17-13/4) è specifica per la costruzione e l'impiego dei quadri elettrici di cantiere (ASC o ACS). Questi quadri devono essere progettati per resistere a condizioni operative rigorose e a fattori esterni estremi, garantendo flessibilità e riutilizzabilità.

È inoltre importante considerare la Direttiva Bassa Tensione (2006/95/CE), che impone che tutto il materiale elettrico impiegato sia conforme e riporti la marcatura CE. La marcatura IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità) non è obbligatoria ma attesta la conformità a norme di qualità certificate.

Caratteristiche e requisiti degli impianti elettrici di cantiere

Un impianto elettrico di cantiere si distingue dall'impianto civile per la sua natura temporanea e per le condizioni operative più gravose. Esso comprende tutti i componenti elettrici installati all'interno dell'area delimitata dal cantiere, nonché i dispositivi alimentati tramite prese a spina. La distribuzione elettrica si estende spesso oltre le prese a spina, coinvolgendo cavi flessibili che collegano il quadro generale ai quadri secondari.

Quadri elettrici di cantiere (ASC/ACS)

I quadri elettrici di cantiere (ASC o ACS) sono il cuore dell'alimentazione elettrica temporanea. Devono essere conformi alla norma CEI EN 61439-4 e presentare caratteristiche di robustezza e resistenza agli agenti atmosferici e agli urti. I requisiti minimi includono:

  • Un involucro resistente alla corrosione e ai raggi UV.
  • Un grado di protezione minimo IP44 contro polveri e spruzzi d'acqua, con possibilità di estensione a IP66 in base all'ambiente di installazione.
  • Resistenza meccanica testata con un'energia d'urto pari o superiore a 6J (IK08).
  • Dispositivo di interruzione e sezionamento generale facilmente accessibile e bloccabile.
  • Possibilità di sollevamento e trasporto sicuri.
  • Morsetti terminali adatti a ripetuti allacciamenti.
  • Organo di azionamento del dispositivo di arresto di emergenza accessibile.

Sul quadro elettrico deve essere presente una targhetta identificativa indelebile con le caratteristiche del quadro e la normativa di riferimento. È obbligatorio che il costruttore del quadro rilasci la dichiarazione di conformità alla norma applicabile.

Quadro elettrico di cantiere (ASC) con grado di protezione elevato

Cavi e condutture

La scelta dei cavi è cruciale e dipende dal metodo di installazione e dalle sollecitazioni previste. Per la posa mobile, tipica dei cantieri, si raccomandano cavi isolati in gomma con guaina esterna in policloroprene (neoprene), resistenti all'acqua e all'abrasione, come i tipi H07RN-F o H07BQ-F.

Per la posa fissa, i cavi devono essere adatti al tipo di installazione, considerando la temperatura d'impiego e la resistenza all'abrasione. I cavi isolati in PVC, come il tipo FROR, sono generalmente sconsigliati per le posa mobile a causa della loro minore resistenza meccanica e agli agenti atmosferici.

È fondamentale che i cavi siano scelti in base alle specifiche richieste dalla norma CEI 20-19 e CEI 20-35 per la posa mobile.

Prese a spina e apparecchi elettrici

Le prese e le spine utilizzate in cantiere devono essere di tipo industriale CEE (conformi alla norma CEI 23-12 o CEI EN 60309-2 per correnti superiori a 16A). Il grado di protezione deve essere adeguato all'ambiente: IP44 è il minimo per protezione da spruzzi, ma in presenza di getti d'acqua o pozzanghere è necessario un grado superiore come IP67.

Le prese a spina e gli apparecchi fissi con corrente nominale fino a 32A devono essere protetti da un interruttore differenziale con corrente d'intervento non superiore a 30mA. In alternativa, possono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza (SELV) o protetti tramite separazione elettrica.

Per le prese domestiche (CEI 23-50), è consentito l'uso solo se protette contro urti (IK) e penetrazione di corpi solidi/liquidi (IP), con raccomandazione di preferire gradi IK08 e IP56. L'uso di adattatori da industriale a domestico è permesso solo per uso temporaneo.

Prolunghe e avvolgicavo

Gli avvolgicavo devono essere di tipo industriale, conformi alla norma CEI EN 61316, dotati di cavo flessibile di sezione adeguata e protettore termico. La scelta delle prolunghe (cordoni prolungatori) deve basarsi sulla valutazione dell'ambiente di lavoro, privilegiando quelle con elevati gradi IP (IP66/IP67/IP69) e resistenza agli urti.

Protezione contro i contatti diretti e indiretti

La protezione contro i contatti diretti si ottiene principalmente tramite l'isolamento delle parti attive o l'uso di involucri e barriere con adeguato grado di protezione.

La protezione contro i contatti indiretti (dovuti a guasti) si realizza attraverso:

  • Interruzione automatica dell'alimentazione: tramite collegamento a terra delle masse e interruttori differenziali.
  • Componenti di Classe II: apparecchi con isolamento doppio o rinforzato, che non necessitano di collegamento al conduttore di protezione.
  • Separazione elettrica: utilizzo di trasformatori di isolamento con avvolgimento dedicato o piccoli gruppi elettrogeni.
  • Bassissima Tensione di Sicurezza (SELV): tensioni nominali non superiori a 50V in corrente alternata o 120V in corrente continua, fornite da sorgenti di sicurezza (trasformatori conformi a CEI 96-7, generatori autonomi conformi a CEI 16-6, pile o accumulatori).

Nei cantieri, le tensioni di contatto limite sono ridotte rispetto ai luoghi ordinari: 25V in corrente alternata e 60V in corrente continua.

Perché “salta la luce” quando c’è un problema elettrico? Come funzionano i dispositivi di protezione

Messa a terra

Un sistema di messa a terra efficiente è essenziale in cantiere. La messa a terra è obbligatoria anche per strutture metalliche come ponteggi, gru e recinzioni, tramite un legame equipotenziale per evitare differenze di potenziale pericolose.

Il sistema elettrico più comunemente utilizzato nei cantieri è il sistema TT quando l'alimentazione è fornita direttamente in bassa tensione da un ente distributore. Per cantieri di grandi dimensioni con cabina propria o alimentazione in alta tensione, si può realizzare un sistema TN-S. In caso di alimentazione con gruppo elettrogeno, si adotta anch'esso un sistema TN-S.

Dichiarazione di Conformità (DiCo)

L'impresa installatrice abilitata ha l'obbligo di rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo) secondo il DM 37/08. Questo documento certifica che l'impianto è stato realizzato a regola d'arte, rispettando le normative vigenti.

La DiCo deve essere corredata da:

  • Certificato anagrafico dell'impresa.
  • Descrizione degli interventi e dei materiali utilizzati.
  • Indicazione delle prove eseguite.
  • Schema di impianto (unifilare e planimetrico) e planimetria di cantiere.
  • Copia del certificato dei requisiti tecnico-professionali dell'installatore.

Senza la Dichiarazione di Conformità, l'impianto elettrico di cantiere non è considerato agibile.

Per impianti con potenza superiore a 1 kW e dotati di messa a terra, la DiCo deve essere inviata all'INAIL e all'ASL/ARPA.

Responsabilità in caso di incidenti

In caso di incidenti elettrici, la responsabilità ricade sull'installatore che ha rilasciato la DiCo, ma anche sul datore di lavoro, il capocantiere e il responsabile della sicurezza. Le responsabilità sono ripartite tra:

  • Installatore: scelta e installazione dei quadri.
  • Costruttore dei quadri: rispetto delle caratteristiche e delle prove previste dalle norme.
  • Montatori e utilizzatori finali: circuiti terminali di collegamento delle macchine ai quadri.
  • Datore di lavoro, capocantiere, responsabile della sicurezza: macchine fisse e apparecchiature portatili.

La realizzazione di un impianto elettrico a norma in cantiere non è un mero adempimento burocratico, ma un investimento fondamentale per la sicurezza dei lavoratori e l'efficienza delle operazioni.

Post popolari: