Frabosa Soprana vanta una storia ricca di innovazione nel campo dello sci alpino, con un legame profondo che si è consolidato nel tempo, diventando una vera e propria tradizione. L'intraprendenza locale ha portato alla realizzazione di impianti all'avanguardia, che hanno segnato tappe importanti nello sviluppo del turismo invernale.
L'alba di un'era: la seggiovia del Monte Moro del 1948
Il 19 dicembre 1948 rappresenta una data storica per Frabosa Soprana, con l'inaugurazione della seggiovia di Monte Moro. All'epoca, questo impianto si distingueva per essere il più esteso d'Europa, con una lunghezza orizzontale di 2.028 metri. Questo traguardo testimoniava l'ambizione e la visione della località nel promuovere lo sci alpino.

Un pioniere dello sci italiano: Eugenio "Genio" Bonicco
La realizzazione della seggiovia del Monte Moro fu fortemente voluta e supportata da Eugenio Bonicco, noto come "Genio". Bonicco, un indimenticato campione italiano di slalom gigante che aveva partecipato ai Giochi Olimpici Invernali di Sankt Moritz nel 1948, portò la sua esperienza e la sua visione per elevare Frabosa Soprana al rango delle principali località sciistiche europee. Dopo aver visionato le stazioni sciistiche più moderne dell'epoca, maturò il desiderio di dotare la sua amata Frabosa Soprana di un impianto all'altezza. La sua profonda conoscenza del settore e la sua passione fecero breccia nei vertici comunali, portando alla presentazione del progetto della seggiovia "Monte Moro" nel luglio 1948.
La trattativa e la costruzione: un'impresa sotto traccia
La voce sulla possibile realizzazione della seggiovia circolava già dall'autunno del 1947, ma senza certezze concrete. Fu grazie all'abilità dell'allora primo cittadino, Pietro Caramello, e di Eugenio Bonicco che la trattativa con la "Sicav", società incaricata della costruzione e fondata da Giuseppe Loser, poté essere condotta in modo discreto. Secondo le previsioni iniziali, la seggiovia avrebbe dovuto essere pronta per Natale. La durata prevista della corsa era di diciotto minuti, con una capacità di trasporto di 240 persone all'ora. L'investimento totale per i lavori ammontò a 20 milioni di lire. I lavori iniziarono a settembre, con il percorso tracciato da Bonicco stesso, che indicò con precisione i punti in cui collocare i pali. Le condizioni climatiche favorevoli permisero di mantenere un buon ritmo, tanto che l'inaugurazione avvenne quasi una settimana prima della data prefissata.
L'inaugurazione ufficiale e il suo significato
La cerimonia inaugurale si tenne domenica 19 dicembre 1948, con la partecipazione di autorità provinciali, sindaci locali e figure di spicco come don Marco Botto, parroco di Soprana, Ida Bottero, Miss Valligiana, e Renata Ferro, Miss Sorriso Italia 1948, che ebbe l'onore di tagliare il nastro. Questo evento sancì ufficialmente l'apertura della seggiovia "Monte Moro", riconosciuta come la più lunga d'Europa. Dopo la benedizione di don Botto, il Comune e la Sicav organizzarono un buffet presso l'albergo "Torrismondi" per celebrare l'evento con i principali esponenti della provincia di Cuneo.

Evoluzione e ammodernamenti: la seggiovia Marchisio
Dieci anni dopo l'inaugurazione, nel 1958, la seggiovia del Monte Moro subì un importante rifacimento quasi "ex novo" a causa della scadenza del collaudo. Furono installati nuovi pali, una linea elettrica con sostegni in legno e il motore, inizialmente posizionato a valle, fu spostato in cima al Monte Moro per ottimizzare il funzionamento. La seggiovia attuale del Monte Moro fu costruita dalla Marchisio di Torino nel 1958, sostituendo la precedente linea Carlevaro e Savio del 1948. Questo impianto rappresenta una vera rarità nel panorama nazionale, essendo l'unica seggiovia monoposto "Marchisio" giunta fino ai giorni nostri integra, seppur con modifiche alle parti elettromeccaniche. Le parti strutturali e i caratteristici sostegni a traliccio sono rimasti invariati. La vita tecnica delle seggiovie costruite prima del 1960 era di 30 anni, ma la seggiovia Monte Moro ha superato questo limite grazie agli interventi di manutenzione e ammodernamento. Il rinnovo tecnico più significativo avvenne nel 1991.

La seggiovia Monte Moro oggi: un simbolo di storia e innovazione
La seggiovia Monte Moro, costruita nel 1958, parte dagli 884 metri s.l.m. di Frabosa Soprana e raggiunge i 1675 metri s.l.m. della Baita delle Stelle. Originariamente, la prima seggiovia del Monte Moro, realizzata nel 1947 dalla ditta torinese Carlevaro e Savio, vide tutti i materiali trasportati a mano fino alla stazione di arrivo. Questa prima versione ebbe vita breve, venendo sostituita nel 1958 dalla più moderna seggiovia Marchisio. La nuova installazione portò la stazione motrice a monte per evitare sovraccarichi e scarrucolamenti, e aumentò significativamente il numero di seggiolini (da 94 a 159) per incrementare la portata oraria. La prima seggiovia venne riconvertita in skilift, denominato "Skilift Rododendro", che operò dagli anni '60 fino al 1992.
Un'offerta sciistica completa
Oggi, Frabosa Soprana dispone di otto impianti di risalita che servono circa trenta chilometri di piste, suddivise in dodici tracciati principali. L'offerta è completata da un centro benessere, baite ristoro, aree solarium, una scuola sci e un sistema di innevamento programmato, rendendo la località ideale per chi desidera vivere la storia dello sci in un contesto moderno e funzionale. La società Frabosa Ski 2000 spa, attraverso il suo presidente Massimo Rulfi, sottolinea l'importanza della seggiovia del Monte Moro non solo per la storia locale, ma per l'intera storia dello sci, celebrando i suoi 70 anni come mezzo che ha permesso a generazioni di sciatori di godere di una delle piste più belle delle Alpi.
La riapertura stagionale: un evento sentito
La società che gestisce gli impianti di risalita comunica regolarmente le date di avvio della stagione invernale. La riapertura della storica seggiovia monoposto del Monte Moro, spesso programmata per la vigilia di Natale, rappresenta un evento dal forte valore simbolico e identitario. La neve abbondante rende possibile l'apertura, trasformando la discesa dal Monte Moro in un'esperienza emozionante, con piste dedicate al freeride e un vero paradiso per gli amanti della neve fresca e della sciata in libertà. Con la riapertura della seggiovia, Frabosa Soprana conferma la sua vocazione di località capace di valorizzare il proprio passato offrendo al contempo esperienze uniche agli appassionati di montagna e sci.
