Cima Litegosa: Un'Avventura Scialpinistica tra i Lagorai

Introduzione

La Cima Litegosa, situata nel cuore del gruppo montuoso dei Lagorai, rappresenta una meta ambita per gli amanti dello scialpinismo che cercano un'esperienza immersiva in un ambiente selvaggio e incontaminato. Questa lunga escursione giornaliera, con uno sviluppo di circa 18 km, è ideale per chi apprezza la natura e la sfida fisica, non essendo adatta agli scialpinisti meno allenati.

Accesso e Condizioni Iniziali

L'accesso alla Cima Litegosa può variare a seconda delle condizioni nevose e della viabilità. Una delle opzioni descritte prevede la partenza da Panchià, raggiungibile tramite la SP232 "di fondo valle" in Val di Fiemme. Dal parcheggio presso la Baita Sette Nani (954m), si sale inizialmente lungo una stradina, per poi collegarsi alla strada comunale che sale dalla Località Zanolin (Ziano).

In alternativa, si può raggiungere Ponte delle Mandre (m. 1271), da cui si sale a piedi con gli sci sullo zaino per circa 3 km. La strada presenta inizialmente poca neve farinosa e tracce di fuoristrada, ma si rivela sufficiente per la salita e la discesa. Poco sopra Malga Toazzo, la traccia del fuoristrada termina, ma la neve presente ha contribuito a compattare il fondo senza creare solchi eccessivi.

In alcune stagioni, la strada forestale può richiedere un mezzo 4x4 per raggiungere il divieto, altrimenti la partenza avviene dal fondo valle. La neve è presente fino a valle, ma a volte manca un fondo compatto.

Il Percorso di Salita

La salita si sviluppa prevalentemente su strade forestali fino a circa 1700 metri di quota, dove il bosco inizia a diradarsi, aprendosi su ampi e stupendi pendii.

Un itinerario dettagliato descrive di seguire la strada ignorando una prima curva a sinistra. Presso un ponte (quota 1079 m), si prende il sentiero per Cavelonte. Rientrati nel bosco, si procede lungo la valle fino a Malga Toazzo (1464m), un'ampia radura. Da qui, si sale brevemente in direzione Nord, entrando nuovamente nel bosco. Dopo un tornante a destra, si prosegue verso Sud, seguendo le tracce del sentiero SAT 354 che attraversa le "Fontanelle" in direzione del Passo di Litegosa.

Un altro percorso menziona di raggiungere la Località Cavelà³nte (1308m), dove si trovano i ruderi dell'Albergo Colonia Alpina. Si prosegue poi sulla stradina lungo la sinistra orografica della valle del Rio del Formià³n. Dopo aver superato alcuni tornantini e un ponte, si esce dal bosco e si arriva presso una spianata. Si prosegue nel bosco fino a Malga Toazzo (1464m). Al termine della spianata, si imbocca la strada che sale a sinistra della valle.

Continuando la salita, si raggiungono le rovine della Malga Litegosa (1769 m). Successivamente, si esce brevemente dal bosco per risalire i pendii che fiancheggiano una gola. A circa 2300 metri di quota, si gira verso Sud-Ovest per raggiungere la base del ripido tratto di vetta. Evitando alcune rocce sulla destra (tratto delicato), si sale sul versante Nord, ormai in vista della cima.

Un'altra variante descrive di salire alla Malga Laghetti da Refavaie, seguendo il sentiero estivo o la strada forestale. Una terza opzione suggerisce di seguire la strada forestale sul fondovalle destro, individuare una vecchia strada militare sulla destra che sale con tornanti fino a una conca di bosco pianeggiante. Da qui, si sale direttamente nel bosco fino al pascolo inferiore di Malga Laghetti.

Proseguendo sulla forestale, si ignora il bivio per Passo Sadole e si prosegue fino alla fine della strada. Seguendo il sentiero, si esce dalla vegetazione e si sale su terreno aperto in un vallone evidente che, con un ampio giro verso sinistra, porta alla forcella Litegosa. Dalla forcella, la cima si raggiunge verso sinistra, cercando la via migliore tra valloncelli e risalti rocciosi, traversando infine verso destra (Ovest) sul versante Nord, a poca distanza dalla croce di vetta.

Mappa topografica dell'area della Cima Litegosa con evidenziato il percorso scialpinistico

Le Condizioni Nevose e la Vetta

Le condizioni della neve possono variare significativamente. Sopra i 2000 metri, si può incontrare un vento gelido artico. In vetta, il panorama è strepitoso, con viste sul Lagorai e sulle Pale di San Martino.

Il manto nevoso in alto è spesso pressato dal vento, con alternanza di tratti di polvere o crostina non difficile. È necessario prestare attenzione a eventuali placche di ghiaccio molto insidiose. Fino al limite della vegetazione, la sciata è generalmente buona, con tratti di neve smollata dal sole o crosta non difficile. Sulla lunga forestale, si può trovare neve più dura.

Il tratto finale per la vetta, spesso ripido, può presentare neve spelacchiata. In alcuni casi, per raggiungere la croce di vetta, sono necessari ramponi e picca, specialmente per aggirare placche a vento. Il ripido tratto finale va affrontato con neve ben assestata.

Un ripiano a circa 2200 metri di quota, posto appena a ridosso del Passo di Litegosa (2261m), rappresenta un punto di riferimento. Da qui, si sale il ripido versante Nord. Un ripiano a 2476m precede la vicina croce della vetta (2458m).

Vista panoramica dalla vetta della Cima Litegosa sul gruppo del Lagorai e le Pale di San Martino

La Discesa

La discesa offre inizialmente neve farinosa, a volte leggermente gessata, che diventa progressivamente più asciutta e polverosa nel bosco.

Dopo i ruderi di Malga Litegosa (1769 m), il percorso diventa obbligato lungo una strada forestale. Nei tratti di bosco più fitto, dove la neve manca di fondo, può essere necessario togliere e mettere gli sci per un paio di volte. La sciata sulla forestale può essere veloce, nonostante la presenza di qualche grumo rigelato.

La presenza di numerosi schianti dovuti alla tempesta Vaia nel bosco rende impossibile tagliare percorsi alternativi. La sciata, nel complesso, è considerata buona e a tratti divertente, anche se il terreno può presentare sfide.

La discesa proposta aumenta notevolmente la difficoltà complessiva dell'escursione rispetto a un itinerario più classico.

Un'altra opzione di discesa prevede il ritorno sui sentieri di salita fino alla base del tratto di vetta, per poi raggiungere il crinale est. Da qui, si attraversa una fascia rocciosa (utili i ramponi) e si raggiunge il crinale che scende da Cima Copolà.

Discesa Sci Pista Nera Porta Vescovo Dolomiti - 104 km/h - GoPro Hero 9 Black #sci #canazei #gopro

Note e Considerazioni

La Cima Litegosa è una meta frequentata soprattutto dal versante di Fiemme. Il percorso si sviluppa in prevalenza su versanti Nord, rendendolo ideale da percorrere a stagione inoltrata con neve assestata.

È fondamentale valutare attentamente il bollettino valanghe e le condizioni del manto nevoso sul posto, in particolare nella parte finale dell'ascesa.

Le solette degli sci possono risultare segnate, un prezzo da pagare per godere delle condizioni di questa stagione.

Il sole si vede poco durante questa gita, specialmente nei tratti più bassi e nel bosco, mentre in vetta il panorama è aperto. L'esposizione varia lungo il percorso.

La presenza di un solitario scialpinista che ha preceduto il gruppo, regalando la tracciatura, è un dettaglio che sottolinea la natura condivisa e talvolta collaborativa delle escursioni in montagna.

Post popolari: