La Cima di Savoretta rappresenta una meta ambita per gli appassionati di sci-alpinismo, offrendo un percorso suggestivo attraverso la Val di Rezzalo. Questo itinerario, caratterizzato da panorami maestosi e pendii eccezionali, si snoda in un ambiente spettacolare, alternando tratti pianeggianti a salite più sostenute.
Itinerario Automobilistico e Punto di Partenza
Per raggiungere la Val di Rezzalo, partendo da Sondalo, è necessario seguire la SS 38 in direzione Bormio. Uscire alla prima indicazione "Le Prese" e, dopo circa 300 metri, svoltare a destra seguendo le indicazioni per Frontale - Fumero e Val di Rezzalo. Proseguire per 7 km su strada asfaltata fino al termine del paese di Fumero. Qui, dopo altri 500 metri, si troveranno i parcheggi dedicati, che segnano l'inizio dell'avventura.

Caratteristiche dell'Itinerario
La difficoltà è valutata come 3 su 6, con un dislivello complessivo di 1550 metri partendo direttamente dal parcheggio. La Cima di Savoretta è considerata una montagna "di casa" per chi abita a Sondalo, un punto di riferimento visibile lungo la statale per Bormio.
Percorso e Condizioni della Neve
L'itinerario inizia con gli sci ai piedi direttamente dall'auto. La strada, in alcuni tratti, è solo parzialmente innevata, rallentando la marcia iniziale. Intorno alle 8:30, si raggiunge San Bernardo, da cui inizia un lungo tratto pianeggiante fino al Merlo. Da qui, si intraprende la risalita del pendio verso Clevio. La neve, ben trasformata e con buona aderenza, permette di puntare direttamente alla cima del pendio, minimizzando curve e inversioni.
Alle 9:15 si giunge a Clevio. Durante la salita, la neve bagnata nella parte bassa può causare la formazione di ghiaccio sotto gli sci, rendendo la progressione faticosa. Nonostante i tentativi di applicare sciolina, il problema persiste, ma si continua a risalire assieme al nevaio.

La via di salita lungo la vedretta è generalmente facile e priva di particolari difficoltà. Raggiunta la vedretta sotto la Punta Valmalza (m 3093), si individua il canalino che segna il tratto finale. Risalito anche quest'ultimo, si arriva alla vetta, da cui si gode un paesaggio maestoso.
Varianti e Cime Secondarie
Le mete iniziali potevano essere la Punta Valmalza o la Cima di Savoretta, già salita in passato dalla Val Rezzalo. Tuttavia, l'itinerario porta alla Cima Nord di Savoretta, una cima meno conosciuta ma estremamente meritevole per i suoi pendii eccezionali e l'esposizione al sole.
Esistono almeno due varianti principali per raggiungere la Cima di Savoretta:
- Itinerario Principale: Partendo dal parcheggio di Segodin, poco oltre Fumero, si segue la stradina che si immette nella Val Rezzalo. Dopo circa 1 ora, si raggiunge la chiesetta di San Bernardo (m 1830). Si prosegue lungo un lungo tratto pianeggiante fino alle Baite Ronzone (m 1900). Attraversato un ponticello, si prosegue in direzione NE, poi leggermente a destra, traversando il versante N della Cima delle Pozze. Seguendo la strada, si giunge alle baite di Clevaccio (m 2127). Da qui, si devia verso SE per entrare nell'evidente vallone, aggirando il versante E della Cima delle Pozze. Infine, si piega verso SW risalendo una valletta sotto la cima del Monte dei Poltron. Alternando tratti pianeggianti a pendii più sostenuti, si raggiunge il ghiacciaio di Savoretta (circa 2800 m). Nella conca finale ai piedi della Punta Valmalza, si traversa e si risale uno stretto e ripido canalino che porta alla vetta della Cima di Savoretta, raggiungibile con gli sci ai piedi. Questo itinerario ha uno sviluppo di circa 11 km.
- Itinerario Alternativo (più diretto ma impegnativo): Salendo al colle a sud del Monte dei Poltron e poi lungo la vedretta di Savoretta.

Descrizione dei Pendii e della Discesa
La gita si svolge prevalentemente su pendenze costanti, abbastanza sostenute ma mai eccessivamente ripide, ad eccezione degli ultimi 300-400 metri finali che portano in cresta, dove le pendenze possono raggiungere i 35° (l'uso di rampanti è indispensabile).
La discesa nei primi 400 metri può essere piuttosto tecnica. La neve, nonostante le temperature non rigide e l'assenza di vento, rimane dura e lisciata dal vento. Nonostante ciò, offre una bella sciata fino a circa 2300 metri. Sui pendii finali che portano al rifugio, essendo in ombra, la neve è più ghiacciata, ma con buone lamine si scia agevolmente.
L'ultima parte del rientro in bici non presenta particolari problemi, se non per un po' di vento che, a causa degli sci, può generare un leggero effetto vela.
Ambiente e Caratteristiche della Val di Rezzalo
La Val di Rezzalo è caratterizzata da un ambiente spettacolare, con numerosi gruppi di baite incantevoli, specialmente nella grande piana a circa 1800 metri. Grazie all'esposizione a nord, la neve in questa zona è spesso polverosa. La presenza di una comoda stradina con discreta pendenza fino alla chiesetta di S. Bernardo facilita la salita iniziale. Successivamente, un lungo tratto pianeggiante, interrotto solo negli ultimi metri prima delle baite di Clevaccio, e un altro falsopiano conducono alla base del vallone. Quest'ultimo offre bei pendii, ampi e mai troppo ripidi, alternati a brevi tratti pianeggianti.

La salita alla Cima di Savoretta si svolge in un ambiente suggestivo, passando dalla caratteristica Val di Rezzalo per poi inoltrarsi in un terreno più articolato e vario lungo la valle di Savoretta. Dal posteggio in località Fontanaccia, si segue una stradina che sale gradualmente nel bosco fino alla piana di San Bernardo. Dopo aver superato la chiesetta, si prosegue lungo la piana, passando una serie di vecchie baite e attraversando un ponticello verso destra. La salita continua seguendo la stradina lungo tornanti fino alle baite di Clevaccio. Da qui, si prosegue su un falsopiano verso destra, entrando nella valle di Savoretta. Seguendo la valle, si giunge a un piccolo pianoro, per poi imboccare la vallecola di destra. Al suo termine, si piega a sinistra seguendo una serie di dossi fino alla base della vedretta di Savoretta, dove l'itinerario diventa evidente. Si sale su pendii moderati fino a un ripiano, per poi affrontare un ripido e breve canale che, con corte inversioni, conduce a una zona pianeggiante.

Materiale Essenziale
È fondamentale disporre di materiale da autosoccorso, che include ARTVA (Apparecchio di Ricerca Travolti in Valanga), pala e sonda.
Come si usa Arva, Pala e Sonda?
Un'ulteriore variante descritta parte dal piccolo posteggio a bordo strada della SS300 del Passo Gavia, versante di Ponte di Legno, di fronte al Lago Nero. Da qui, si scende lungo una stradina sterrata per raggiungere il lago a quota 2386m. Poco prima delle sue sponde, si imbocca il sentiero che ne costeggia la riva a nord. Sfruttando il facile sentiero dell'Alta Via Camuna (segnavia #2), si prosegue in piano, poi in lieve discesa fino a un ponticello su un torrente. Senza un percorso obbligato, ma cercando la via migliore tra dossi, sassi e pendii erbosi, si raggiunge il laghetto nel fondo valle. Da lì, si punta alla sella chiamata Passo di Savoretta a 2931m, che si sale faticosamente su sfasciumi e detriti. Dal Passo di Savoretta, in circa 30 minuti, si raggiunge la sommità della Savoretta Tonda (3010m) sulla sinistra.
