L'abbigliamento e l'attrezzatura adeguati sono fondamentali per affrontare le sfide della montagna, un principio che spesso viene trascurato da molti escursionisti. Un recente episodio ha acceso il dibattito: l'alpinista nepalese Nirmal Purja, noto per le sue imprese eccezionali, è stato criticato sui social media per aver indossato scarpe da ginnastica durante un'ascensione al Rifugio Capanna Margherita, situato a 4.554 metri sul Monte Rosa, il rifugio alpino più alto d'Italia.
L'episodio e le reazioni sui social
La foto di Purja, scattata davanti alla Capanna Margherita, ha scatenato una valanga di commenti negativi. Molti utenti lo hanno etichettato come uno "sprovveduto turista della domenica" o un "solito turista giapponese" con abiti inadeguati, paragonandolo a chi scende dalla funivia senza la dovuta preparazione. Le critiche si sono concentrate sull'abbigliamento casual, in particolare sui pantaloni corti e le scarpe da ginnastica, considerate inappropriate per un ambiente d'alta montagna.
Alcuni commenti esprimevano indignazione: "Questi sprovveduti della domenica se ne devono stare a casa loro!" e "Un pirla". Molti hanno sottolineato l'importanza di utilizzare l'attrezzatura corretta, evitando di improvvisarsi scalatori e mettendo a rischio la propria sicurezza e quella dei soccorritori.

Chi è Nirmal Purja?
Ciò che molti critici ignoravano è l'identità dell'uomo nella foto. Nirmal Purja, conosciuto anche con lo pseudonimo di Nimsdai o Nims Purja, è un alpinista di fama mondiale. A soli 39 anni, ha stabilito record impressionanti, tra cui la scalata di tutte le quattordici montagne di oltre 8.000 metri in soli 189 giorni, poco più di sei mesi. Inoltre, è stato tra i primi a raggiungere la vetta del K2 in inverno.
Nonostante la sua eccezionale carriera alpinistica, sui social media molti non lo hanno riconosciuto, scambiandolo per un principiante. Questo malinteso ha evidenziato una diffusa mancanza di consapevolezza riguardo alle capacità e all'esperienza di alcuni alpinisti.
La difesa e le spiegazioni
Fortunatamente, non tutti i commentatori erano all'oscuro dell'identità di Purja. Alcuni utenti hanno cercato di difenderlo, ipotizzando che i pantaloni fossero semplicemente tirati su e che le scarpe da ginnastica potessero essere un secondo paio, portato al rifugio per maggiore comodità dopo l'ascesa.
È stato anche sottolineato che Purja, data la sua esperienza, avrebbe potuto raggiungere la vetta anche con un abbigliamento ancora più informale, come ha commentato un utente: "questo qui a Capanna Margherita ci può salire anche in mutande".
La posizione dei gestori del rifugio
I gestori del Rifugio Capanna Margherita hanno offerto la loro prospettiva, dichiarando che per quanto li riguarda, gli ospiti possono salire come preferiscono. Hanno confermato che Purja non è stato il primo esperto a raggiungere la vetta con calzature non tradizionali, e che molti altri camminatori esperti, consapevoli dei rischi e delle proprie capacità, utilizzano un abbigliamento più comodo.
"Come lui, anche molti altri esperti camminatori, che sanno quello che fanno", hanno affermato i gestori, sottolineando che l'importante è la consapevolezza e la preparazione individuale, piuttosto che aderire rigidamente a convenzioni sull'abbigliamento.
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Scarpe da ginnastica e sentieri: cosa dice la legge e la logica
Il dibattito solleva una questione importante: quali sono le calzature adatte per la montagna? Sebbene la legge locale non imponga l'uso di scarponi da trekking, ma preveda un obbligo morale e pratico, è innegabile che per la maggior parte dei sentieri e per la progressione su ghiacciaio, le scarpe da ginnastica o le infradito siano inadeguate.
Le scarpe da ginnastica, in particolare quelle basse e morbide, offrono un supporto limitato e una scarsa protezione contro le asperità del terreno. Questo può portare a instabilità, distorsioni e, nei casi più gravi, a cadute rovinose. Per terreni rocciosi, ghiaioni o sentieri sconnessi, sono preferibili scarpe con una buona suola, un'adeguata protezione della caviglia e una calzata sicura.
Tuttavia, è fondamentale distinguere tra diversi tipi di terreno e altitudine. Per camminate su sentieri ben battuti e a quote non elevate, scarpe da trekking leggere o anche scarpe da ginnastica robuste possono essere sufficienti. Il problema sorge quando si affrontano ghiacciai, neve, o percorsi che richiedono un supporto maggiore.
Miti da sfatare sulle suole
Un altro aspetto cruciale riguarda le suole delle calzature. Non tutte le scarpe con il classico bollino giallo (spesso indicativo di qualità) sono adatte a ogni tipo di terreno. Alcune suole, pensate per l'aderenza su roccia, possono rivelarsi scivolose su superfici bagnate o ghiacciate, trasformandosi in veri e propri "pattini a rotelle".
La scelta della suola deve essere ponderata in base al tipo di escursione prevista. Per terreni misti, è ideale una suola con un buon grip e tassellatura pronunciata. Per il ghiaccio, sono necessarie calzature specifiche o ramponi.

L'importanza dell'esperienza e del buon senso
L'episodio di Nirmal Purja serve da monito: non giudicare un libro dalla copertina, o in questo caso, un alpinista dalle sue scarpe. L'esperienza e la conoscenza del proprio corpo e dell'ambiente montano sono fattori determinanti.
Per chi è alle prime armi, è essenziale ascoltare i consigli degli esperti, informarsi sulla difficoltà dei percorsi e dotarsi dell'attrezzatura adeguata. Per gli alpinisti esperti, la libertà di scegliere il proprio abbigliamento, pur rimanendo una loro prerogativa, dovrebbe sempre essere bilanciata da un senso di responsabilità verso l'esempio che si dà.
In conclusione, sebbene le scarpe da ginnastica possano essere usate in montagna in determinate circostanze e da persone con un'elevata preparazione, per la maggior parte degli escursionisti e per percorsi impegnativi, l'uso di calzature tecniche rimane una scelta imprescindibile per garantire sicurezza e godere appieno dell'esperienza in alta quota.
