Storia ed Evoluzione dei Ramponi nell'Alpinismo

L'evoluzione dei materiali nell'alpinismo è stata, e continua ad essere, un fattore determinante per il superamento di difficoltà sempre maggiori. In particolare, il "ghiaccio" si configura come il terreno di gioco in cui lo sviluppo tecnologico dei materiali ha avuto un impatto decisivo sul progresso delle prestazioni e sugli exploit alpinistici.

Le Origini Antiche: Grappette e Prime Invenzioni

Le prime testimonianze di "grappette" o "griffe", ovvero di ferri a più punte fissati sotto le calzature per evitare di scivolare, risalgono all'Arco di Costantino a Roma (inizio del IV secolo d.C.). Nei secoli successivi, queste grappette trovarono impiego in ambito contadino, ma soprattutto tra boscaioli e cacciatori, oltre che tra i cercatori di cristalli che frequentavano la montagna. Tuttavia, nessuno dei pionieri dell'alpinismo alpino aveva ancora immaginato un loro utilizzo per superare i ripidi pendii ghiacciati tipici dell'alta montagna. Si continuava a salire con fatica, intagliando gradini nel ghiaccio, utilizzando scarponi chiodati che garantivano una tenuta discreta.

Le prime raffigurazioni di ramponi simili a quelli moderni si trovano in stampe del XVIII secolo, rappresentanti suole con punte di ferro in corrispondenza del tacco, fissate alle calzature con legacci. Verso il 1555, il de Candale descrive l'utilizzo di "uncos ac manus ferreas" (uncini e mani di ferro) per scalare il Pic du Midi di Pau. Successivamente, nel 1573-1588, il botanico Clusius cita dei "ferreis uncis ad pedes alligatis" (uncini di ferro legati ai piedi) durante un'ascensione al Wiener Schneeberg, indubbiamente ramponi. Nel 1588, Villamont riporta l'uso di "uncini di ferro che si attaccavano alle mani e ai piedi" per l'ascensione al Rocciamelone.

Un'interessante testimonianza storica ci arriva da Strabone, che riprende un racconto di Teofano di Mitilene. Nel Caucaso, per scalare le vette in inverno, gli abitanti locali utilizzavano "suole piatte ricavate da pelli di bue non conciate simili a cimbali (piatti) e munite di punte di ferro per affrontare il ghiaccio e la neve". Un esemplare di questi antichi ramponi, ritrovato in una tomba nei pressi di Vladikavkas, presenta una notevole somiglianza con quelli usati dai chamoniardi nel XVIII secolo.

Xilografia di Olao Magno (1550) raffigurante la Historia delle genti settentrionali

La Nascita del Rampone Moderno: Eckenstein e Grivel

Agli inizi del XIX secolo, le guide alpine utilizzavano, oltre all'alpenstock, delle comuni accette per scavare gradini su pendii ripidi di neve dura o ghiaccio. Le salite erano lunghe, difficili e lente. La vera svolta avvenne con la nascita del rampone moderno.

Nel 1908, l'ingegnere ferroviario inglese Oskar Eckenstein, un pioniere dell'alpinismo, progettò quello che è considerato il prototipo del rampone moderno. Collaborando con il fabbro di Courmayeur, Henry Grivel, realizzò un dispositivo in acciaio con dieci punte affilate. Questo nuovo attrezzo, agganciato ai normali scarponi da trekking, permetteva agli scalatori di salire su ghiaccio e neve senza dover più intagliare gradini, rivoluzionando la progressione in alta montagna.

Il rampone a 10 punte, inizialmente pesante quasi un chilo e mezzo, consentiva di progredire velocemente su ghiaccio. Quando il terreno si faceva più ripido, si utilizzava la tecnica delle "punte a piatto", piegando le caviglie per fare presa con tutte le punte sul ghiaccio. Raggiunta la pendenza massima, si impiegava la tecnica della "piolet ancre", usando la piccozza come ancora di salvezza.

Disegno del primo prototipo di rampone a dieci punte di Oskar Eckenstein

L'Evoluzione a 12 Punte e i Ramponi Leggeri

Nel 1929, Laurent Grivel, figlio di Henry, ampliò il design aggiungendo due punte anteriori rivolte in avanti. Questo permise di affrontare direttamente le pareti ghiacciate con la tecnica frontale, rivoluzionando ulteriormente l'arrampicata su ghiaccio. L'introduzione delle punte frontali si dimostrò cruciale nella prima ascensione della parete nord dell'Eiger nel 1938, dove gli alpinisti che le utilizzarono dimostrarono una superiorità netta rispetto a chi impiegava tecniche tradizionali.

La ricerca di leggerezza divenne fondamentale, soprattutto con l'avvento dell'alpinismo d'alta quota. Nel 1936, Amato Grivel, fratello di Laurent, in collaborazione con l'acciaieria Cogne, utilizzò una lega di Nichel, Cromo e Molibdeno per creare ramponi più sottili e leggeri, pur mantenendo un'elevata resistenza. Questi "Superleggeri Grivel", inizialmente diffidenti, divennero indispensabili per le spedizioni himalayane a partire dagli anni Cinquanta.

Nel 1933, gli Alpini della Scuola militare alpina di Aosta richiesero a Grivel un rampone leggero e pratico per il neonato Trofeo Mezzalama. Nacque così il modello "Superleggeri Grivel" da soli 360 grammi al paio, che permise agli Alpini di dominare la competizione a partire dal 1935.

Immagine di ramponi Grivel Superleggeri a 10 punte

Innovazioni Tecniche e Ramponi Moderni

Con l'uso generalizzato dei ramponi, la piccozza iniziò ad assumere una forma più moderna, con il manico che si accorciava e le becche modificate per migliorare l'ancoraggio. L'introduzione dei chiodi da ghiaccio, come quello ideato da Wilhelm "Willo" Welzenbach nel 1930, offrì nuove possibilità di assicurazione su tratti altrimenti impraticabili.

La soluzione ai problemi legati ai chiodi a lama fu trovata da Luigi Bombardieri con l'introduzione del chiodo semi-tubolare. Negli anni '70, l'evoluzione nei chiodi da ghiaccio vide la comparsa delle viti tubolari e, successivamente, di quelle che potevano essere avvitate con una sola mano.

La vera trasformazione nel design dei ramponi avvenne con l'introduzione degli scarponi in plastica. Nel 1972, Jeff Lowe creò i "Foot Fangs", ramponi rigidi con struttura verticale e aggancio automatico, rivoluzionando il concetto di rampone. L'adozione della monopunta da parte di Charlet Moser e Grivel nel 1986 segnò un'ulteriore evoluzione.

Un'innovazione fondamentale fu l'introduzione della soletta anti-neve, un sistema essenziale per prevenire la formazione dello zoccolo di neve sotto il rampone, che ne compromette l'efficacia e la sicurezza.

Le piccozze di ultima generazione, realizzate con carbonio e materiali leggeri, presentano curvature accentuate e impugnature ergonomiche. Gli attrezzi modulari, con lame e martelli intercambiabili, offrono versatilità per diverse discipline alpinistiche.

Schema che illustra la soletta anti-neve dei ramponi

Tipologie e Utilizzo dei Ramponi Oggi

Oggi, i ramponi sono strumenti fondamentali per affrontare terreni innevati o ghiacciati in sicurezza. La scelta del modello giusto è cruciale e dipende dal tipo di attività, dalle condizioni del terreno e dagli scarponi.

Materiali e Punte

  • Acciaio: Materiale più duro e resistente, ideale per terreni misti ghiaccio/roccia, ma più pesante.
  • Alluminio: Più leggero, ma meno resistente e adatto principalmente a neve e ghiaccio.
  • Numero di punte: Generalmente 10 o 12 punte per garantire presa e stabilità. Modelli più recenti possono avere 14 punte per utilizzi specialistici.

Tipi di Attacco

  • Universali: Fissati tramite cinghie e fibbie, compatibili con la maggior parte degli scarponi. Ideali per escursionismo e alpinismo classico.
  • Semi-automatici: Hanno una gabbia in punta e una leva sul tallone, adatti a scarponi con un leggero bordo posteriore.
  • Automatici: Richiedono scarponi con specifici intagli anteriori e posteriori per l'aggancio di staffa e leva. Offrono massima sicurezza e sono ideali per l'alpinismo tecnico e cascate di ghiaccio.

I ramponi possono essere mono-punta, indicati per terreni difficili e ghiaccio fragile, o bi-punta, più adatti a salite continue su ghiaccio o misto.

Utilizzo e Manutenzione

L'uso corretto dei ramponi prevede tecniche specifiche per ghiaccio, neve e, in brevi tratti, roccia. È fondamentale che i ramponi siano perfettamente adattati allo scarpone e che le cinghie di fissaggio non siano né troppo lunghe né troppo corte.

Per la pulizia, è importante evitare acidi, sostanze chimiche o solventi. I ramponi devono essere conservati asciutti e, se necessario, le punte possono essere affilate a mano, operando solo sulle superfici laterali.

Vari tipi di ramponi moderni: universali, semi-automatici e automatici

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