Funivia Trento-Bondone: Progetto, Informazioni e Controversie

La Provincia Autonoma di Trento ha fornito chiarimenti in merito alle osservazioni relative al nuovo impianto funiviario del Bondone, sottolineando come queste rientrino nelle consuete procedure ad evidenza pubblica previste per gli interventi infrastrutturali in fase di progettazione. La raccolta di pareri è infatti funzionale al percorso di screening ambientale, propedeutico alla chiusura dell’iter autorizzativo. I passaggi adottati per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) risultano conformi alle norme di settore, considerando la tipologia dell’impianto, la sua capienza e le caratteristiche tecniche.

Il progetto di collegamento funiviario si inserisce in un contesto di programmazione condiviso dall’amministrazione comunale, che ha incluso il collegamento nel proprio piano di mobilità. La configurazione finale, suddivisa in due impianti distinti - rispettivamente per la tratta Trento-Sardagna e per la tratta Sardagna-Vaneze-Vason - risponde a diverse esigenze.

Dettagli del Primo Tratto: Trento-Sardagna

Il primo tratto, collocato integralmente nel contesto urbano, rappresenta un elemento di collegamento cruciale. La sua configurazione prevede:

  • La stazione di partenza presso l’area ex-SIT, dove sorgerà il nuovo hub delle autocorriere.
  • Una stazione intermedia presso la Motorizzazione, che sarà servita anche da un parcheggio di attestamento di 240 posti auto.
  • La stazione di arrivo a Sardagna.

Questo primo impianto è oggetto di un importante contributo di 37,4 milioni di euro da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. A fronte di tale erogazione, il Ministero richiede il rispetto di precise scadenze di completamento del progetto e di successiva realizzazione dell’impianto entro date stabilite. Per questo motivo, la separazione delle procedure è stata ritenuta necessaria.

Considerando la stazione di valle a Trento (circa 200 m s.l.m.) sulla sinistra orografica dell'Adige e la stazione a monte a Sardagna (circa 600 m s.l.m.), il dislivello totale è di circa 400 metri, con un tempo di percorrenza di 4 minuti.

Schema del primo lotto della funivia Trento-Sardagna con indicazione delle stazioni e del parcheggio di attestamento

Dettagli del Secondo Tratto: Sardagna-Vaneze-Vason

Da Sardagna partirà il secondo impianto, indipendente rispetto al primo. Questo tratto sarà pensato con frequenze di percorrenza diverse dalla prima tratta e consentirà il raggiungimento della meta finale sul Monte Bondone.

Lo screening ambientale per il secondo impianto è stato differito di circa 6 mesi. Questo ritardo è dovuto alla necessità, concordata con APPA, di avviare una campagna preventiva di sondaggi e misurazioni di carattere geologico, particolarmente rilevanti per la seconda tratta. Approfondimenti geologici richiesti per questa tratta, se presentati nell’ambito di un’unica soluzione progettuale, avrebbero causato un rallentamento dell’intero progetto, compromettendo il rispetto delle scadenze ministeriali.

Il progetto provinciale mira a promuovere una funivia che colleghi Trento al Monte Bondone, permettendo di raggiungere Vason, con una tappa intermedia a Vaneze, in circa 18 minuti, portando direttamente sulle piste da sci.

Percorso previsto per la seconda tratta della funivia, da Sardagna verso Vaneze e Vason sul Monte Bondone

Storia e Evoluzione dell'Impianto

La funivia di Sardagna ha una storia che risale a diverse decadi. In origine, il percorso era leggermente differente, con la stazione a valle situata presso la stazione ferroviaria e quella a monte all'interno dell'ex-albergo Bellavista.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1941, l'impianto subì un bombardamento, ma i danni furono prontamente riparati. Solo nel 1960 la funivia fu ricostruita dalla società FTS - Funivia Trento Sardagna s.r.l., che spostò la stazione a valle. Nel 1989, le due cabine furono sostituite e la stazione a monte venne spostata più a sud, rendendola indipendente dall'albergo.

Informazioni Operative e Accessibilità

La funivia è attiva tutti i giorni della settimana, dalle 7:00 del mattino fino alle 22:30 della sera. Nei giorni particolarmente ventosi, il servizio viene garantito da appositi bus sostitutivi.

Per quanto riguarda l'accessibilità, gli stalli riservati più vicini si trovano all'interno del Parcheggio Ex SIT (7 stalli a circa 300 metri). Si suggerisce che la persona in sedia a rotelle entri per prima a valle e esca per ultima a monte, per mantenere un dislivello minimo tra cabina e piano di salita (circa 3 cm).

Presso la stazione a monte è presente un servizio igienico di pertinenza, raggiungibile con rampa (lunga 4 metri, con pendenza dal 6% al 20%). Il servizio igienico ha una porta larga 90 cm e dimensioni interne di 180x180 cm. Al suo interno, il WC è alto 53 cm, con incavo e maniglioni di sostegno. È inoltre presente un punto ristoro Bistrot Trento Alta, raggiungibile con strada in ghiaia (63 metri circa, pendenza variabile). La zona bar è accessibile, mentre la sala da pranzo richiede l'utilizzo di gradini.

Dettaglio del servizio igienico accessibile presso la stazione a monte della funivia

Critiche e Preoccupazioni Relative al Nuovo Progetto

Il nuovo progetto ha sollevato diverse critiche e preoccupazioni, soprattutto riguardo all'impatto sul territorio e alla sostenibilità economica.

Impatto Ambientale e Paesaggistico

Viene evidenziato come la nuova stazione intermedia e i relativi spazi dedicati a parcheggio sorgeranno in un'area a verde agricolo, vicino alla chiesetta cimiteriale dei SS. Filippo e Giacomo (risalente al 1400). Un pilone della funivia si ergerà accanto a questo patrimonio storico-artistico, già penalizzato dalla presenza di un traliccio elettrico. Si teme che l'imponente infrastruttura possa alterare la visibilità e la vivibilità del paese, soffocando un paesaggio già segnato da numerose infrastrutture aeree.

Sostenibilità Economica e Priorità di Investimento

Viene sollevato il quesito sull'opportunità di affrontare un impegno economico che supererà gli 80 milioni di euro, con un deficit gestionale previsto di almeno 3 milioni annui. Ci si chiede perché non riqualificare il solo tracciato della vecchia funivia a servizio degli abitanti di Sardagna, o concentrarsi sullo smantellamento della vecchia stazione Italcementi e sulla valorizzazione dell'area circostante, inclusa la cascata locale.

Si critica la tendenza a privilegiare grandi interventi orientati al turismo anziché servizi essenziali per i cittadini. La nuova funivia "ad aggancio automatico" è vista come pensata solo per persone efficienti e autonome, escludendo potenzialmente persone con limitazioni nella deambulazione o genitori con passeggini. L'impatto visivo della "collana" di cabine è considerato pesante.

Si sottolinea che la tutela del paesaggio, dell'ambiente e dei manufatti storico-artistici dovrebbe sempre prevalere su progetti che rischiano di compromettere irreversibilmente il patrimonio esistente, preservando la bellezza e il paesaggio di Sardagna.

Protocollo Funivia Trento Bondone - Presidente Maurizio Fugatti

Post popolari: