La via Freerider su El Capitan è una delle salite più ambite e discusse nel mondo dell'arrampicata. Nonostante sia considerata una delle vie di libera più accessibili sul massiccio, la sua lunghezza e le sue difficoltà tecniche la pongono ben al di fuori della portata della maggior parte degli scalatori. Richiede un impegno considerevole, un allenamento mirato e un'esperienza significativa per essere affrontata con successo.

Comprendere la Difficoltà della Freerider
La Freerider è una via di libera classificata come 5.12d/5.13a secondo lo Yosemite Decimal System (YDS). È fondamentale ricordare che la difficoltà di una via d'arrampicata viene determinata dalla sua sezione più impegnativa. Anche per uno scalatore esperto, la Freerider rappresenta una sfida considerevole, accessibile solo a un ristretto gruppo di atleti d'élite capaci di liberarla.
La lunghezza della via è un altro fattore critico. La Freerider si estende per circa 3.300 piedi (circa 1000 metri) di arrampicata, richiedendo tipicamente più giorni per il completamento. La maggior parte degli scalatori impiega dai tre ai quattro giorni per completare questa via, evidenziando la sua natura di big wall impegnativa.
Differenze tra Scalatori d'Élite e Scalatori Comuni
La disparità di prestazioni tra scalatori d'élite come Alex Honnold e la maggior parte degli altri arrampicatori è immensa. Mentre Honnold è stato in grado di scalare la variante Boulder Problem (un passaggio chiave della Freerider) in circa 4 ore in solitaria, gli scalatori che utilizzano attrezzatura protettiva impiegano significativamente più tempo per diverse ragioni:
- Gestione dell'Attrezzatura: L'utilizzo di protezioni (friend, nut, ecc.) richiede soste frequenti per inserirle e rimuoverle, rallentando notevolmente la progressione. Dopo ogni pitch (lunghezza di corda), è necessario allestire un ancoraggio e organizzare l'attrezzatura.
- Dinamica di Cordata: Nella maggior parte dei casi, due scalatori si alternano nel dare sicurezza (belay) mentre l'altro sale.
- Competenza Tecnica: La maestria di Honnold sulla roccia è ineguagliabile. La sua conoscenza delle mosse e la sua capacità di risolvere rapidamente le sezioni complesse gli permettono di avanzare con una velocità impensabile per la maggior parte degli scalatori, che necessitano di tempo per analizzare le opzioni e pianificare i movimenti.
- Familiarità con la Via: Honnold aveva una conoscenza estremamente approfondita della Freerider, avendo memorizzato numerose sequenze di movimenti.
Inoltre, per le salite che si protraggono per più giorni, è necessario trasportare attrezzatura da bivy (campeggio su parete) e scorte aggiuntive di cibo e acqua. L'attesa del compagno che ripete la stessa sezione raddoppia effettivamente il tempo impiegato.

La Freerider nel Contesto delle Vie di El Capitan
El Capitan offre numerose vie d'arrampicata, ognuna con il proprio nome e grado di difficoltà. La Freerider è una variante della Salathé Wall, aperta dai fratelli Huber nel 1998, che aggira la sezione più difficile della Salathé con un traverso verso sinistra, seguendo un sistema di fessure logico. Questa via è considerata una delle vie di libera più "facili" su El Capitan, ma "facile" è un termine relativo in questo contesto; è tutt'altro che una via semplice.
Confronto con Altre Vie e Ascensioni Famose
- The Nose: Lynn Hill divenne la prima persona a liberare The Nose nel 1993, un'impresa storica.
- Dawn Wall: Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson hanno completato nel 2015 la Dawn Wall, una via di libera estremamente difficile (5.14d) con 32 pitch, di cui 18 tecnicamente più impegnativi della Freerider.
È importante distinguere tra free climbing (arrampicata in libera con corde di sicurezza) e free solo (arrampicata in solitaria senza alcuna protezione). Honnold ha reso celebre il free solo, uno stile che richiede un livello di controllo mentale e fiducia in sé stessi esponenzialmente superiore rispetto al free climbing.
Preparazione e Allenamento per la Freerider
Affrontare una via come la Freerider richiede una preparazione meticolosa. Molti scalatori passano anni ad allenarsi specificamente per questa salita, concentrandosi su:
- Progressione Graduale: Iniziare con vie più corte e meno impegnative su El Capitan o su altre pareti granitiche simili, come The Final Frontier (5.13b), Astroman (5.11c) o Freeblast (5.11b), che costituisce i primi 10 pitch della Freerider.
- Allenamento Specifico: Sviluppare la forza necessaria per le sezioni più difficili, come il Boulder Problem (5.13a), l'Enduro Corner (5.12d/5.12b) e l'Offwidth (spazi larghi e stretti in cui si arrampica spingendo con tutto il corpo). È utile allenarsi su vie sportive di grado 5.13 e vie trad in granito di grado 5.12, con particolare attenzione a placche e offwidth.
- Competenze di Big Wall: Acquisire familiarità con le tecniche di hauling (tirare i sacchi), bivy, gestione della pelle delle mani e logistica generale delle spedizioni su parete.
- Resilienza Mentale: Prepararsi ad affrontare la paura, l'incertezza e le condizioni avverse. La capacità di rimanere presenti e concentrati, anche quando le cose vanno male, è cruciale.
La Freerider è una via che mette alla prova sia la forza fisica che la capacità di gestione della fatica e dello stress. Molti scalatori la considerano un progetto di vita, un obiettivo a lungo termine che richiede dedizione e perseveranza.
La Freerider: Un Percorso Dettagliato
La Freerider è caratterizzata da una varietà di stili di arrampicata, che la rendono un test completo delle abilità di uno scalatore. Di seguito sono riportati alcuni dei pitch chiave e le loro descrizioni:
- Freeblast (5.11): I primi 10 pitch, spesso scalati come via a sé stante.
- Hollow Flake (5.11d): Richiede un'arrampicata impegnativa e discese tecniche.
- The Monster (5.11a/5.10d): Un'offwidth notoriamente difficile.
- The Boulder Problem (5.13a): La sezione chiave della via, un crux atletico. In alternativa, si può salire il Teflon Corner (5.12d).
- The Sewer (5.11a): Arrampicata in fessura ripida e camini.
- Sous Le Toit (5.10d): Un pitch esposto con placche e fessure.
- Enduro Corner (5.11c/5.12b): Due pitch fisici e continui.
- The Roundtable (5.12a): Un traverso esposto e tecnico.
- The Scotty Burke (5.11d): Un altro pitch impegnativo con fessure e offwidth.
- Glory Ring Locks (5.10d): Richiede un'arrampicata fisica attraverso un tetto.
Molti scalatori descrivono la Freerider come una delle più belle vie d'arrampicata al mondo, con pitch che potrebbero essere considerati eccellenti su qualsiasi falesia.

L'Esperienza di Scalata sulla Freerider
Scalare la Freerider è un'esperienza trasformativa. Molti scalatori la descrivono come un progetto di vita, un obiettivo che li spinge a migliorare costantemente le proprie capacità. La salita può essere fisicamente e mentalmente estenuante, ma la ricompensa è immensa.
Le sfide non si limitano all'arrampicata in sé. La gestione del cibo, dell'acqua, del sonno su portaledge (piccole piattaforme sospese) e dei rifiuti (utilizzando sacchi appositi come i wag bag) sono aspetti cruciali di una salita di più giorni. La necessità di trasportare tutto il necessario per giorni in quota aggiunge un ulteriore livello di complessità.
Nonostante le difficoltà, la Freerider rimane una meta ambita. La combinazione di difficoltà tecnica, lunghezza e la maestosità di El Capitan la rendono un'avventura indimenticabile per chiunque sia disposto a dedicare il tempo e l'impegno necessari per affrontarla.

