La relazione tra l'esercizio fisico, lo sport e la letteratura è un fenomeno che affonda le sue radici nel tempo, evolvendosi parallelamente allo sviluppo della società e della cultura.
L'Evoluzione dell'Esercizio Fisico nella Narrazione
Nel corso dei secoli, poeti e narratori hanno esplorato l'esercizio fisico nei loro linguaggi, coltivando diverse concezioni dell'atletismo. Hanno descritto tecniche e strategie di sfide e combattimenti, plasmando imprese e figure autentiche di campioni o creando eroi del tutto immaginari, investigando aspetti positivi e negativi della passione agonistica.
L'Affiorare degli Sport Moderni nella Scrittura
Un diverso modo d'intendere l'esercizio fisico e l'agonistica emerge in modo sparso, non organizzato e programmato, a partire dalla fine dell'Ottocento e lungo il primo decennio del Novecento. Questo si manifesta nell'opera di scrittori di varia formazione, lingua e cultura, molti dei quali non erano propriamente 'sportivi' ma erano attratti dalla nuova realtà rappresentata dagli sport moderni.
Lo Sport come Fenomeno Sociale e Letterario
Via via negli anni si è elaborato il processo di sviluppo del complesso e organizzato sistema dello sport, che è diventato parte integrante delle diverse sfere della società, sebbene con modalità non omogenee nei diversi contesti nazionali. Parallelamente, è cresciuto l'interesse di scrittori e poeti verso questo fenomeno. Il legame stretto tra sport moderno e letteratura, testimoniato dall'estesa produzione internazionale di argomento sportivo, da antologie di scritti in prosa e in poesia, e da numerosi repertori bibliografici, è dunque frutto di un processo evolutivo sviluppatosi soprattutto lungo il Novecento.
La Letteratura Sportiva come Genere Letterario
Lo sport ha effettivamente prodotto un genere letterario apparentemente classificabile come letteratura sportiva, analogamente a quanto si fa per altre forme di produzione letteraria, come la letteratura di viaggio, la letteratura fantastica o la letteratura poliziesca.
Definire il Concetto di "Sport" nella Letteratura
Nel definire il genere della letteratura sportiva, occorre preliminarmente sciogliere un interrogativo di fondo sul significato da attribuire al termine sport. Questo significato non a caso è oggetto di alcuni studi dedicati all'analisi del rapporto tra sport e letteratura.
Si tende oggi, per esempio, a escludere dalla rosa delle attività sportive la caccia e la pesca. Ciò estrometterebbe dal genere della letteratura sportiva un fittissimo repertorio letterario antico e moderno, come testimoniano varie bibliografie e antologie curate da autori italiani di varie epoche.
Sempre secondo questa definizione, tra le attività psico-fisiche 'non' sportive, pur essendo moderne e attuali, rientrano anche il body building e il jogging, poiché basate sullo "sviluppo autonomo della corporeità". È aperto il campo delle ipotesi relative all'esclusione dell'alpinismo (che è invece al centro di una folta serie di opere letterarie, spesso scritte dagli stessi protagonisti di grandi imprese) e di quelle discipline (per esempio la ginnastica artistica, i tuffi, il pattinaggio artistico, il dressage e il volteggio a cavallo) certamente aperte alla competizione tra i partecipanti, ma il cui esito finale è decretato "su base soggettiva dai giudici".
Esercizio Fisico e Combattività nella Storia
Nell'età carolingia, per esempio, la cavalleria si consolidò come istituzione a carattere universale, in quanto milizia e in quanto costume. Il combattimento con la spada o la sciabola si trasmise alla letteratura cavalleresca come elemento costitutivo di un codice ideale e morale.
La Scherma e le Arti Marziali nella Letteratura Rinascimentale
Nell'età rinascimentale, la tecnica e l'arte della scherma raggiunsero un notevole sviluppo. Sorsero 'scuole' e si codificarono tecniche. Il Flos duellatorum (1410) è considerato il primo codice schermistico italiano, poi seguito, nei secoli, da un ampio repertorio di trattati. Tra gli scritti più significativi di questo genere vanno menzionati l'Opera nova chiamata duello di Achille Marozzo (1536), il Trattato di scientia d'arme (1553) di Camillo Agrippa, la Scherma illustrata (1670) di Nicoletto Giganti e il Trattato di scherma (1847) di Alberto Marchionni.
Giochi, Tornei e Spettacoli nella Società Antica
Nel Medio Evo e nel Rinascimento le giostre, i tornei, le corse, le cacce al toro erano forme di vita sociale e mondana, passatempi giocosi dei nobili o del popolo, ricchi anche di elementi pittoreschi. Ne sono testimonianza le odierne manifestazioni rievocative del Palio di Siena, della Giostra del Saracino, delle regate di Venezia, del Calcio fiorentino, gioco di squadra diffusosi al tempo dei Medici (Bardi 1580).
Ancora sul finire del Cinquecento il culto della spada era di rigore e furono 'spadisti' valenti artisti come Caravaggio, Salvator Rosa e Benvenuto Cellini.
L'Esercizio Fisico come Arte e Conoscenza
L'esercizio fisico non era inteso solo come addestramento alla combattività, ma anche come 'arte', ovvero attività umana basata sull'abilità individuale potenziata dallo studio, dall'esperienza e dalle conoscenze tecniche. Questa concezione si riflette nel trattato di Girolamo Mercuriale De arte gymnastica (1569) o ne L'arte del cavallo (1696) di Nicola e Luigi Santapaulina.

Antologie e Panoramiche della Letteratura Sportiva
La struttura e l'organizzazione interne ad alcune raccolte antologiche di scritti in versi e in prosa rispondono evidentemente al tentativo di offrire una visione panoramica degli sviluppi storici relativi al genere della letteratura sportiva.
Un esempio è offerto da Elogio olimpico. Antologia di poesie sportive da Omero ai nostri giorni, curata dal poeta e studioso di poesia Gian Piero Bona (1960). Questa antologia accoglie un vasto repertorio di componimenti poetici tratti dalla letteratura greca e latina e da quella italiana, da Dante agli autori del Novecento. Vi si trovano terzine estratte dal XVI canto dell'Inferno ("Qual sogliono i campion far nudi e unti, / avvisando lor presa e lor vantaggio, / prima che sian tra lor battuti e punti"), che si accostano ai versi di Folgore da San Gimignano, di Luigi Pulci (Morgante), Lorenzo de' Medici (Il canottiere), Poliziano (La caccia a cavallo), Lodovico Ariosto (Orlando Furioso), di Torquato Tasso (il duello di scherma fra Tancredi e Argante da La Gerusalemme liberata).
Il Canto di giuocatori di palla al maglio di Anton Francesco Grazzini detto il Lasca, il Canto di giostranti a cavallo (di autore incerto) e il Canto di giuocolatori di schiena (1559) di Giovanbatista dell'Ottonaio testimoniano il carattere popolare e ludico di alcune competizioni.
I versi estratti dal Giorno di Giuseppe Parini gettano luce sulla concezione educativa e nello stesso tempo aristocratica dell'addestramento fisico. L'Ode al Signor di Montgolfier di Vincenzo Monti parrebbe segnare l'irruzione della macchina e del volo tra le discipline 'sportive', mentre A un vincitore nel pallone di Giacomo Leopardi consacra autorevolmente l'avvio della fioritura poetica ispirata al gioco del calcio.
Il Canto dei ciclisti di Vittorio Betteloni è forse, nella cultura letteraria italiana, uno dei primi componimenti legati a una nuova realtà del costume: la bicicletta, cantata anche da Lorenzo Stecchetti.
La Letteratura Sportiva Italiana del Novecento
Anche l'Antologia della letteratura sportiva italiana, apparsa per le cure di Giuseppe Brunamontini nel 1984, ripropone un vasto e poliedrico repertorio di opere in poesia e in prosa dai tempi di Omero agli anni Ottanta del Novecento. Essa include anche autori provenienti dal mondo del giornalismo, come Gianni Brera e Indro Montanelli, o scrittori in veste di inviati-speciali o commentatori sportivi, come Orio Vergani, Dino Buzzati, Manlio Cancogni, Italo Calvino.
I brani narrativi e i testi poetici sono raccolti e suddivisi per capitoli secondo grandi nuclei tematici, come ad esempio: L'atleta, La squadra, L'allenamento, Lo sport nelle giostre storiche e nei giochi popolari, L'umorismo.
Sfide nella Classificazione e Definizione del Genere
I tentativi di rigida classificazione del legame tra sport e letteratura, in specie se rapportati alla realtà testuale delle raccolte antologiche, si infrangono di fronte all'obiettiva difficoltà di uniformare e omologare testi dissimili da un punto di vista non solo storico-letterario ma anche tematico.
Analogamente a quanto avviene per il termine sport, anche il termine letteratura copre un vasto campo semantico. Esso indica una pluralità di generi e di forme, dalla quale, tuttavia, in questo caso, occorre escludere quanto prodotto nell'ambito editoriale della manualistica e tecnica sportiva, della letteratura medico-scientifica, della storia e cultura dello sport, del giornalismo sportivo.
In una vasta campionatura di scritti letterari, lo sport compie solo una fortuita od occasionale 'incursione' nel tessuto testuale, ma non per questo priva di significato ai fini di una ricostruzione del rapporto tra sport e letteratura lungo il Novecento.
Esempi di Presenze Sportive nella Letteratura
Per proporre alcuni esempi, l'episodio della partita di rugby cui partecipa, nel fangoso campo del college irlandese, Stephen Dedalus, in apertura del celebre romanzo di James Joyce Portrait of the artist as a young man (pubblicato nel 1916, ma elaborato tra il 1904 e il 1914), occupa uno spazio minimale nell'economia dell'intero racconto ed è tuttavia di grande importanza. Da un punto di vista storico, esso rivela che il gioco del rugby si praticava nei college già fin dalla metà dell'Ottocento e, ai fini del ritratto (e insieme autoritratto) dell'artista da giovane, riesce a esprimere la percezione da parte del protagonista della personale inadeguatezza rispetto alla combattività dei coetanei.
Nel fitto ordito di storie che compongono l'ampio affresco del romanzo di Georges Perec, La vie mode d'emploi (1978), moderna 'commedia umana' sulle vicende degli inquilini di uno stabile di Parigi, il cui arco temporale si estende dal 1833 al 1975, il piccolo tassello dedicato alle vicende sportive di Albert Massy intorno al 1924 entra a far parte dell'intero puzzle costituito da novantanove 'pezzi'. Eppure giova a rievocare, fondendo realtà e invenzione, una certa epoca del ciclismo e insieme uno spaccato di vita della piccola borghesia parigina.
Massy, personaggio del tutto immaginario, partecipa al Giro d'Italia e al Tour de France accanto a campioni reali come Alfredo Binda e Ottavio Bottecchia. Si dedica poi alle corse di stayers, conquista il record mondiale dell'ora (seppur non omologato), diviene pacemaker del giovane Margay (altro personaggio di fantasia) che vince nei più importanti velodromi d'Europa sino alla rovinosa caduta al Vigorelli di Milano. Oltre a evocare e rappresentare una particolare stagione delle corse che ebbero in Francia un grande successo di pubblico, la breve storia di Massy ripropone simbolicamente le innumerevoli vicende di tanti campioni e dilettanti di una specialità sportiva, allora particolarmente in voga, che coniugava perfettamente sport e industria (la bicicletta e la moto) e che segnò l'ascesa e la fortuna degli sport più moderni, subito divenuti spettacolo per le folle domenicali di appassionati.

Alla luce degli esempi, si comprende che vastissimo è il campo dei riferimenti, delle risultanti, delle testimonianze legate allo sport offerti, anche solo di scorcio, dalla letteratura novecentesca. Si tratta sovente di presenze circoscritte o solo di tracce, non meno interessanti però, ai fini di un'indagine esaustiva, di quelle offerte da opere a esclusivo tema sportivo, nelle quali, seppure apparentemente centrale nell'economia dell'opera, lo sport è comunque il più delle volte un pretesto utile alla costruzione di una trama 'non sportiva'.
Ciò accade in alcuni romanzi e racconti d'avventura o a sfondo sentimentale (un esempio celebre è quello offerto dal racconto del 1892 Amore e ginnastica di Edmondo De Amicis) o in altri scritti di effusione o tensione lirica, ove la realtà rappresentata dallo sport o dalla prestazione di un atleta svolge un ruolo metaforico della condizione e dei sentimenti umani.
Lo Sport come Tema Letterario Universale
Nella produzione letteraria si trasferisce effettivamente una pluralità di concezioni, idee e immagini dello sport. L'attività fisica e agonistica si consolida, lungo il Novecento, quale tema letterario universale.
Come tale, possiede certamente radici antiche e resistenti, attraversa la letteratura di tutte le culture e civiltà, ma assume fisionomie sempre mutevoli e instabili, al pari, per esempio, del tema e del genere letterario di viaggio. Infatti, nella letteratura a tema sportivo si aggrega un'estesa varietà di aspetti legati all'essenza e alla natura tecnica di ogni specifica attività sportiva, varietà pari a quella dell'esperienza emozionale e psicologica sottesa alla realtà dello sport.
In essa si assomma inoltre una molteplicità di fattori relativi all'evoluzione della pratica sportiva e della cultura dello sport, al ruolo e alle funzioni che esso esercita nelle sfere del sociale: lo sport è oggi anche un fatto di costume, un evento mediatico, un ingranaggio del mondo produttivo, tecnologico, economico-finanziario.
La Nozione di "Genere" nella Letteratura Sportiva
Si potrebbe, in effetti, concludere, tenendo conto delle più recenti tendenze teoriche relative alla definizione dei generi letterari, che a proposito del genere della letteratura sportiva occorra far riferimento a una nozione di 'genere' come "rete di relazione fra opere e serie di opere, configurantesi come un sistema dinamico, elastico e di carattere evolutivo" (De Caprio 1996, p. 10).
Critiche alla Definizione di "Scrittura di Sport"
Occorre tuttavia una certa prudenza nei confronti di un fattivo orientamento metodologico, tipico soprattutto dell'area anglo-americana, che tende a identificare come letteratura sportiva la scrittura di sport. I repertori bibliografici più diffusi (anche via Internet), i dizionari biografici degli scrittori sportivi editi in particolare negli Stati Uniti, i soggettari delle biblioteche, le collane editoriali e le antologie di scritti sportivi tendono a inglobare un groviglio di opere e testi, anche del più basso profilo editoriale, nel quale il legame tra sport e letteratura finisce per perdere una precisa identità e gli stessi termini letteratura e sport sono, in effetti, svuotati di significato.
Problematiche del Legame tra Sport e Letteratura
Veniamo ora a esaminare quali siano le problematiche che investono la natura del legame tra sport e letteratura, tenuto conto che gli scritti in prosa a soggetto sportivo - indipendentemente dalla centralità acquisita dal soggetto nella dinamica testuale - possono trarre ispirazione da un evento reale o da un'individuale esperienza reale (a prescindere dalla forma che essa assume) o essere del tutto immaginari.
Nella prima categoria rientrano scritti che tendono al racconto obiettivo e realistico di un fatto, di un episodio sportivo, o al tratteggio delle emozioni, reazioni e impressioni dello spettatore o dell'atleta. Si potrebbe dunque affermare che il processo di scrittura viene incontro alle esigenze dello sport, tentando di aderire il più possibile alla sua...
