Nessuna impresa meglio di ripercorrere la stessa parete, quella di quarant'anni prima, poteva celebrare quattro decenni di sci estremo. Questo è il caso di **Tone Valeruz**, 62 anni compiuti a gennaio, originario di Alba di Canazei, in Trentino, maestro di sci e guida alpina.

Gli Inizi e le Prime Imprese
Negli anni '70, Valeruz salì alla ribalta per la prima discesa della parete est del Cervino, a circa 4.200 metri dalla spalla dell'Hörnli, e della parete nord-ovest del Gran Vernel. Nel 1983, ha completato la prima discesa della parete nord-est dell'Eiger. Questi exploit hanno segnato l'inizio di una carriera straordinaria nello sci estremo.
Le Realizzazioni degli Anni '90 e Oltre
Gli anni '90 videro Valeruz realizzare, tra le altre, la prima discesa della parete sud-est della Tofana di mezzo e della parete nord-est del Monte Civetta. Stabilì inoltre il record di discesa dalla parete nord dei Lyskamm in soli tre minuti. Per molte di queste imprese, Valeruz ha utilizzato l'elicottero per raggiungere la vetta, un fatto che gli ha valso anche critiche.
Filosofia dello Sci Estremo
Gli exploit di Valeruz si concentrano principalmente sulla discesa, ponendo l'accento sull'essere uno sciatore piuttosto che un alpinista. La sua filosofia prevede la limitazione dell'uso di tecniche di doppia e la discesa nel minor tempo possibile, un fattore che, secondo Toni, dimostra la preparazione e la capacità tecnica dello sciatore.

La Sfida del Gran Vernel: 1973-2013
Il 15 marzo 2013, Tone Valeruz ha compiuto la sua 34ª discesa con gli sci dal Gran Vernel, a 40 anni dalla sua prima impresa sulla stessa parete. Allora ventiduenne, Valeruz ha ripetuto l'impresa a 62 anni, dimostrando una straordinaria longevità e passione per lo sci estremo. La discesa, iniziata alle 9.00, lo ha visto raggiungere la vetta a 3.205 metri del Gran Vernel, per poi affrontare i 1500 metri di parete. Ci sono voluti meno di un'ora per superare il tratto più difficile, dove ha dovuto utilizzare la tecnica della doppia per ben tre volte. Successivamente, la discesa è stata veloce e lineare fino al Pian Trevisan, a valle, dove è stato accolto da parenti e amici alpinisti.
Valeruz ha descritto la discesa come "durissima" e ha notato che la parete era "estremamente ghiacciata", più di quanto avesse mai trovato prima. Nonostante la fatica e l'età che si fa sentire, ha espresso soddisfazione per l'impresa, pur suggerendo che potrebbe essere stata l'ultima volta che scende da quella parete.
"Mi rendo conto che il tempo è passato, ed è passato per tutti, per fortuna. Se ancora riesco a fare certe cose, significa che il fisico c'è, ma non è il caso di insistere più di tanto, perché l'età si sente."
Altre Imprese Significative
La carriera di Valeruz è costellata di discese pionieristiche:
- Parete est - Cervino (14 maggio 1975): Prima discesa con gli sci dai circa 4.200 m della spalla dell'Hörnli.
- Gran couloir della Brenva - Monte Bianco (28 aprile 1978): Discesa in 35 minuti per il couloir tra la Via Major e la Sentinella Rossa.
- Parete nord-ovest - Gran Vernel (23 marzo 1973): Prima discesa assoluta. Nel 1980, un'altra discesa è stata effettuata in soli 30 minuti, ripresa dalla Rai.
- Parete nord - Lyskamm (27 luglio 1986): Doppia discesa della parete nord dei Lyskamm, entrambe le volte in 7 minuti.
- Canalone della Tosa (o canalone Neri) - Cima Tosa (20 gennaio 1993): Prima discesa assoluta sul versante nord della cima Tosa.
- Parete nord-est - Monte Civetta (11 febbraio 1994): Prima discesa, effettuata in tre ore e 35 minuti, in parte lungo la via ferrata degli Alleghesi.
- Parete est - Cervino (30 maggio 1996): Terza discesa della parete est, compiuta da Valeruz indossando uno smoking.
- Monte Camicia, Gran Sasso (maggio 1979): Tentativo di discesa dalla parete nord.
Tone Valeruz
La Percezione dello Sci Estremo
Valeruz considera lo sci estremo come "un gioco d'azzardo" e "il sale della vita". Sottolinea che cadere su un pendio quasi perpendicolare non offre alcuna speranza, ma l'azione stessa non dà il tempo di pensarci. Non si tratta di coraggio, ma di una necessità intrinseca.
Per Valeruz, lo sci estremo richiede una concentrazione mentale particolare e una predisposizione al vuoto, a quel baratro che si apre sotto gli sci quando si affronta una parete. La sua scelta di dedicarsi a questa disciplina nasce dalla ricerca di un modo di vivere diverso e dall'appagamento interiore che ne deriva.
