Scialpinismo e Traversate nel Gruppo del Latemar: Un'Esplorazione Dettagliata

Il Gruppo del Latemar, con le sue guglie imponenti e le pareti scoscese, offre scenari mozzafiato per gli amanti dello scialpinismo. Questa esplorazione dettagliata si concentra su diverse traversate e itinerari che attraversano questo affascinante massiccio, fornendo informazioni preziose per chi desidera avventurarsi in queste montagne. Il Latemar è descritto come un luogo affascinante e oscuro, un tempio dell'ignoto e del fatato, frequentato in estate per l'arrampicata, ma che in inverno rivela un volto diverso e altrettanto suggestivo.

Panoramica delle guglie del Latemar in un paesaggio innevato

Itinerari e Approcci: Diverse Vie per la Vetta

Esistono molteplici approcci per esplorare il Latemar con gli sci, ognuno con le sue peculiarità e sfide. Alcuni itinerari partono da quote più basse, richiedendo un avvicinamento più lungo, mentre altri beneficiano dell'uso di impianti di risalita per ridurre il dislivello iniziale.

Traversata dal Lago di Carezza: Un Percorso Originale

Un itinerario descritto parte dalla forestale sentiero n.11 poco prima del lago di Carezza. A causa delle difficoltà di parcheggio nelle vicinanze del lago, è stato necessario parcheggiare circa 1 km prima, imboccando un'altra forestale da un tornante. Questo approccio, sebbene richieda un giro un po' "vizioso" e un po' di "ravanamento" con una certa perdita di quota, permette di congiungersi con il sentiero n.11.

Arrivati a Mitterleger (1839 m), si apre un meraviglioso anfiteatro circondato da guglie, pinnacoli e le strapiombanti pareti Nord del Latemar. Seguendo una traccia di altri scialpinisti, si raggiunge quota 2380 m. Per la forcella mancavano circa 250 m da percorrere in un ripido canale, seminascosto e sicuramente da affrontare con ramponi.

Canale ripido e innevato che conduce a una forcella nel Latemar

In questo contesto, si incontra un altro ragazzo solitario in traversata, salito dal Forcellone e sceso per la forcella della Madonnina. L'inizio della discesa è stato controllato, su neve ventata e vecchie tracce dure. Spostandosi verso destra, dove c'è ampio spazio, si incontra neve farinosa increspata, molto sciabile con un minimo di carattere. Le curve sembravano infinite fino a Mitterleger, per poi proseguire sulla stradina battuta n.11, priva di sassi, fino al lago di Carezza.

Salita al Cimon del Latemar: Un'Esperienza Alpinistica e Sciistica

Un altro racconto descrive una partenza da Ziano di Fiemme, arrivando al lago di Carezza alle 9:40. Da lì, seguendo il sentiero 11 fino a Mitterleger (circa un'ora), si apre il vasto panorama sulle guglie nord del Latemar. Puntando a destra verso la Sella dei Minatori, si risale il pendio abbastanza ripido e ghiacciato, a causa di un improvviso abbassamento delle temperature e del vento freddo.

Ad un certo punto, il pendio si restringe e si entra in un canale che punta direttamente alla Forcella Campanili del Latemar. Armato di piccozza e ramponi, l'ascesa è proseguita su neve crostosa e ventata, rendendo l'approccio più difficile del previsto. Sbucato dalla forcella, ci si è diretti verso la ferrata dei Campanili, seguendo le tracce del cordino semisepolto dalla neve, fino alla base del Cimon del Latemar. Da lì, si è saliti sul pendio con picozza e ramponi fino alla vetta. Il panorama è stato mozzafiato, ma il forte vento in quota e il freddo intenso hanno creato un effetto wind chill micidiale (-14 gradi), causando un principio di congelamento a un dito della mano sinistra.

Vista dalla vetta del Cimon del Latemar con panorama sulle Dolomiti

La discesa è avvenuta con gli sci per il plateu naturale su croste da vento alquanto poco affidabili, fino alla sommità delle rocce. Mantenendo un'altitudine elevata, ci si è diretti verso la Forcella dei Campanili. Arrivati alla base, si è puntato, sci ai piedi, dritto verso il Forcellone, scendendo anche questo. Togliendo gli sci, si è rientrati a Carezza per i sentieri 22 e 14. Il tour totale è durato 8 ore e mezza, descritto come un gran bel giro di grande soddisfazione e fatica.

Traversata del Latemar da Ovest: Un Itinerario Delicato

Un altro splendido itinerario attraversa il gruppo del Latemar partendo da ovest, attraverso i ripidi pendii sopra l'arrivo della seggiovia, dove corre il sentiero 18. Questo percorso è considerato assai delicato per esposizione, ripidezza e neve spesso dura o ghiacciata, rendendo consigliabile l'uso dei ramponi in alcuni tratti. Si prosegue verso la Forcella dei Campanili o del Rosario, sotto l'omonima torre. In caso di maltempo, si affronta il spettacolare canalino tra le rocce con poca visibilità e nevicata in corso. La discesa è stata a tratti molto ripida, ma con neve farinosa e senza tracce di passaggio. Alla fine del canale, incassato tra le rocce, si affronta un ultimo tratto molto ripido e stretto, dove è consigliabile prendere il ramo sinistro, più fattibile. Con il ritorno del sole, il panorama è diventato spettacolare, seguito da una gran discesa su farina per tutto il pendio fino alla strada.

Salita al Forcellone: Una Classica dello Scialpinismo

La salita alla Forcella Forcellone del Latemar è una classica dello scialpinismo delle Dolomiti dell'Alto Adige. A causa delle poderose valanghe che si staccano dalle pareti della Cima Forcellone e del Corno d'Ega, questo itinerario viene percorso verso fine stagione invernale, quando la neve è completamente assestata. La salita può essere facilitata dagli impianti di risalita di Obereggen.

In stagione primaverile/invernale, si parte direttamente dai parcheggi nei pressi dell'Hotel Royal o, più comunemente, si sale in auto fino alla Malga Epircher Laner (circa 1800 m s.l.m.). Se la neve lo permette, si mettono gli sci nei pressi dei parcheggi e si prende la strada forestale in direzione del Corno d'Ega. Dopo circa mezz'ora, si incrocia una stradina che sale verso il canalone. La prima parte del Canalone del Latemar è molto larga e poco pendente, permettendo di salire senza fatica e godendosi il panorama. Man mano che si sale, il canalone si restringe e la pendenza aumenta, con inversioni più frequenti. La pendenza, soprattutto con neve dura, non ammette errori. Poco prima del forcellone, in giornate fredde, si prosegue con ramponi e sci sullo zaino. La discesa avviene per la via di salita, prestando attenzione alla prima parte, particolarmente ripida e spesso piena di rocce affioranti e sassi.

Scialpinismo Forcellone del Latemar

Informazioni Pratiche e Condizioni del Manto Nevoso

Le condizioni del manto nevoso variano notevolmente a seconda dell'esposizione e dell'altitudine. In salita, si può trovare neve dura con qualche centimetro di fresca caduta il giorno precedente. Le discese a sud sono spesso caratterizzate da polvere su fondo duro. Dalla Forcella Campanili o Rosario, si può trovare neve abbondante e farinosa, seguita da farina sui pendii sottostanti (circa 5-10 cm su fondo duro), disturbata solo da poche vecchie tracce indurite e coperte.

In generale, il Latemar è un gruppo montuoso che richiede un'ottima preparazione fisica e tecnica, nonché una buona capacità di orientamento, specialmente in condizioni di scarsa visibilità. L'altopiano del Latemar può essere molto difficile da orientare. La scelta di partire con il bel tempo e una buona visibilità è fondamentale per affrontare questi itinerari, che possono durare molte ore e coprire dislivelli significativi, come i più di 1750 metri di ascesa e i 19,5 km percorsi in uno degli itinerari descritti.

Un altro itinerario parte dalla fermata dell'autobus del Passo di Costalunga, attraverso il sentiero n.17 fino all'alpe Latemar, proseguendo sul sentiero n.18 A fino al sentiero n.18, che conduce ripidamente alla Latemarscharte. Da qui, attraverso il sentiero roccioso n.18, si raggiunge il Latemarspitz. Si scende poi sul sentiero 18 fino al bivacco M. Rigatti, e si prosegue sui sentieri 516 e 18 fino al Rifugio Torre di Pisa. La discesa al bivio e attraverso il sentiero 23 A porta alla Mayrlalm.

Partendo da Obereggen con la seggiovia Oberholz, il dislivello è di circa 900 m. Dalla Malga Epircher Laner si sale fino alla Forcella Camosci con un sentiero faticoso ma tecnicamente facile. Dalla forcella dei Camosci (Gamsstall Sch.) con i sentieri 18-516 si punta verso la magnifica Forcella dei Campanili, punto di partenza della Ferrata dei Campanili.

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