La storia degli scarponi da alpinismo è un racconto di innovazione continua, guidato dalla passione per la montagna e dalla necessità di affrontare terreni sempre più impervi. Fin dal 1938, marchi come SCARPA hanno saputo coniugare il savoir-faire artigianale con una costante curiosità tecnica, evolvendo la calzatura da montagna attraverso generazioni di artigiani e atleti.

Questo percorso di miglioramento continuo, testato sul campo e perfezionato, si percepisce come una vera e propria storia di cordata, un cammino verso la performance e la creazione di oggetti progettati per durare nel tempo.
L'eredità SCARPA: Innovazione e Serie Limitate
In occasione di celebrazioni come gli 80 anni di attività, SCARPA ha spesso proposto serie limitate che rappresentano un affascinante connubio tra il vintage e la tecnologia contemporanea. Queste edizioni speciali permettono di ritrovare l'ADN dei modelli storici, reinterpretati con i materiali moderni, garantendo rigidità controllata, isolamento termico efficace e suole adatte ai terreni alpini.
L'edizione F80 limited edition, ad esempio, è una reinterpretazione che parla sia ai contemplativi che agli intraprendenti, riproponendo una silhouette leggendaria e mantenendo l'affidabilità che contraddistingue il marchio. Queste scarpe, prodotte in numero ristretto, sono pensate per far rivivere le grandi emozioni del passato con il rigore tecnico odierno, offrendo isolamento ottimizzato, tenuta del piede e suole performanti. Rappresentano non solo un pezzo da collezione, ma un invito a essere indossate e vissute.

Un altro esempio è l'edizione Zero8, che trae ispirazione dal leggendario modello Rock Star degli anni '70. Zero8 è concepita per la vita quotidiana degli sportivi, offrendo un look vintage senza sacrificare la funzionalità. Si tratta di una scarpa che si integra perfettamente nella routine urbana e nelle escursioni nella natura, con finiture pensate per la durabilità.
La longevità di marchi come SCARPA si basa su tre generazioni di artigiani e atleti che hanno curato ogni dettaglio: dalla forma della scarpetta al sistema di allacciatura, dalle combinazioni di suole ai materiali resistenti. Questo mix di tradizione e innovazione consente a SCARPA di rimanere all'avanguardia, offrendo scarpe adatte all'alpinismo, allo sci alpinismo e al trekking, con un comfort che non compromette la performance.
L'Evoluzione delle Calzature da Alpinismo: Uno Sguardo Storico
Guardando indietro, gli scarponi dei pionieri dell'alpinismo erano simili alle migliori calzature dei montanari. Realizzati in ottimo cuoio, resi flessibili dall'uso e dall'impiego di grasso impermeabilizzante, presentavano suole robuste ma non rigide. Per garantire stabilità su neve e ghiaccio, si ricorreva alla chiodatura delle suole.
Un esempio storico è quello di Quintino Sella, che prima di partire per il Monviso nell'agosto del 1963 si preoccupò di "armare" le suole delle proprie calzature con "convenienti chiodi". Anche il nipote Vittorio, celebre fotografo, per la spedizione al K2 nel 1909, si fece confezionare un paio di scarponi speciali, con uno strato di sottile pelliccia tra tomaia e fodera interna e con suole munite di chiodi non passanti per migliorarne la termicità.

I primi ramponi, come quelli mostrati da Horst Fankhauser, erano massicce fucine di ferro a dieci punte. Fankhauser stesso, nel 1972, collaborò con la Stubaier Werkzeugindustrie per creare una chiusura personalizzata con cinture di cuoio, pensata per la sua scalata del Manaslu.
La Rivoluzione della Suola Vibram
Una svolta epocale nella storia dell'alpinismo è legata alla tragedia in Val Masino degli anni Trenta. Vitale Bramani, assistendo alla morte per assideramento di giovani alpinisti sorpresi dalla tempesta in scarpette di corda mentre i pesanti scarponi chiodati erano rimasti alla base delle rocce, decise di cercare una soluzione. L'imprenditore alpinista lombardo, in collaborazione con la Pirelli, creò la rivoluzionaria gomma a carrarmato.
Questa invenzione mirava a realizzare una suola universale che coniugasse le esigenze dell'avvicinamento e della scalata. Dopo iniziali difficoltà nel trovare la mescola giusta, Bramani e Pirelli svilupparono una gomma leggera, impermeabile e performante sia sulla neve che sulla roccia. Nel 1936, Giusto Gervasutti collaudò il prototipo di scarpa "tra la pedula e lo scarpone" sulla seraccata della Vallée Blanche, dimostrando la leggerezza delle calzature rispetto ai tradizionali scarponi chiodati.

Nel 1937, Bramani collaudò le nuove suole aprendo una via sul Pizzo Badile, segnando un punto di svolta per l'alpinismo. Di lì a poco nacque il marchio Vibram, coniato dalle iniziali di Vitale Bramani. Nel 1947 iniziò la produzione del "carrarmato" di gomma, e nel 1955, la spedizione italiana al K2 fu equipaggiata con le suole marchiate dall'ottagono giallo, consacrando la suola in gomma scolpita come un'icona.
Tradizione e Sostenibilità nell'Alpinismo
Oggi, l'approccio all'alpinismo combina la tecnologia moderna con una crescente consapevolezza ambientale. Marchi come SCARPA sono impegnati nell'uso di materiali sostenibili, processi di produzione responsabili e nella riflessione sulla riparabilità dei prodotti. L'obiettivo è garantire che l'outdoor rimanga praticabile per le generazioni future.
Horst Fankhauser, guida alpina con decenni di esperienza, riflette su come, in passato, l'approccio alla montagna fosse intrinsecamente più ecologico. L'uso di materiali naturali come la lana di pecora per l'abbigliamento e la carta come imballaggio per il cibo, insieme alla condivisione dei passaggi in auto o l'uso dei mezzi pubblici, rappresentano esempi di una sostenibilità vissuta, anche se non sempre etichettata come tale.

Fankhauser sottolinea come i vestiti di lana fossero funzionali, traspiranti e si asciugassero rapidamente. I guanti di lana potevano essere rinforzati con un secondo paio di tela di vela. La semplicità e la durabilità erano i principi guida.
L'idea di "ridurre l'immondizia" e il "car sharing" erano pratiche comuni. La raccolta dei rifiuti attorno ai rifugi, un tempo un'attività necessaria, oggi è notevolmente diminuita, segno di una maggiore attenzione da parte dei frequentatori della montagna. L'organizzazione dei tour in anticipo, spesso condividendo passaggi e scegliendo punti di partenza strategici, favoriva la creazione di comunità e la riduzione dell'impatto ambientale.
Consigli Pratici per un Alpinismo Consapevole
Ispirandosi ai vecchi tempi, si possono trarre semplici suggerimenti per un approccio più consapevole all'outdoor:
- Non seguire ogni moda dell'outdoor e dell'attrezzatura; prediligi la funzionalità e la durabilità.
- Considera alternative all'uso dell'auto individuale per raggiungere i luoghi di partenza dei trekking.
- La protezione della natura implica non solo portare a valle la propria immondizia e riciclarla correttamente, ma anche ridurre al minimo la produzione di rifiuti.
- Utilizza la carta come imballaggio al posto della plastica, quando possibile.
La scelta dell'attrezzatura deve basarsi sull'utilizzo specifico, non solo sull'estetica. Informarsi sulla calzata, sull'adattamento e sulla suola è fondamentale. In caso di dubbi, chiedere consiglio a esperti può aiutare a scegliere il paio più adatto al proprio profilo e ai terreni preferiti, trasformando ogni uscita in montagna in un'esperienza più sicura e gratificante.
