L'escursione al Colle Valdobbia, dove sorge l'Ospizio Sottile, è un percorso che, sebbene in parte ripido, è ben segnalato e conduce a una meta splendida che ripaga ampiamente della fatica. Per secoli, il Colle è stato un importante punto di transito per gli emigranti valsesiani diretti verso Gressoney, la Svizzera e la Francia.
Accesso e Itinerario dal Piemonte
Partendo da Riva Valdobbia, si raggiunge Cà di Janzo, dove è possibile lasciare l'auto. Proseguendo a piedi, si superano le frazioni di Ca’ Piacentino, Ca’ Morca e Ca’ Verno fino ad arrivare a S.Antonio. Durante il periodo estivo, è possibile evitare questa prima parte del percorso prendendo la navetta che da Alagna porta direttamente a Sant'Antonio.
Da Sant'Antonio, inizia una comoda carrozzabile sterrata che, su un percorso prevalentemente pianeggiante (sentiero 201), conduce alla frazione Peccia (circa 1 ora di cammino). Attraversata la frazione e proseguendo su sentiero, si raggiunge il Ponte Napoleonico. Dopo aver superato il ponte in pietra, si volta a destra, dove il sentiero inizia a salire gradualmente. Il percorso porta prima all'Alpe Montata e, superata quest'ultima, si attraversa in falsopiano un suggestivo lariceto. Al limitare del bosco, è possibile scegliere tra due opzioni: proseguire a destra sul sentiero diretto per l'Ospizio Sottile (circa 2 ore e 30 minuti) o deviare a sinistra, raggiungendo il Larecchio (1910 m, circa 1 ora).
Continuando dall'Alpe Larecchio, si giunge al Lago Balma e da qui si raggiunge l'Ospizio Sottile (2480 m), situato sul confine con il versante valdostano.

Accesso e Itinerario dalla Valle d'Aosta
Il Rifugio Ospizio Sottile è raggiungibile anche dalla Valle d'Aosta. Si segue l'autostrada A5 fino a Pont Saint Martin. Dall'uscita autostradale, si svolta a destra sulla Strada Statale 26 fino alla rotatoria, da cui si seguono le indicazioni per la Strada Regionale 44 della valle di Gressoney. Risalendo la Valle del Lys, si raggiunge Gressoney Saint Jean (1385 m). Poco prima dell'abitato, in località Verdebio (Valdobbia), parte il sentiero che conduce al Rifugio Ospizio Sottile (2480 m), raggiungibile in circa 2 ore e 30 minuti di cammino. Il percorso, parte della Grande Traversata delle Alpi (GTA), presenta un dislivello di 1095 metri.
Storia del Colle Valdobbia e dell'Ospizio Sottile
Il Colle di Valdobbia ha una storia secolare come via di transito fondamentale. Era una tappa obbligata per gli emigranti che si recavano all'estero e ne rientravano, percorrendo la Grande Strada d'Aosta, un'antica Via Regia che collegava le terre del Ducato di Milano con la Valle d'Aosta, la Francia e la Svizzera. La strada risaliva la Valgrande fino a Riva Valdobbia, percorreva la Val Vogna e il Vallone di Valdobbia, attraversava il Colle per scendere a Gressoney-St. Jean. Da qui, valicando i colli della Ranzola e di Joux, raggiungeva Aosta, da dove si diramava verso il Grande o il Piccolo San Bernardo. Questo itinerario era frequentato non solo da mercanti, ma soprattutto da emigranti stagionali che partivano a marzo per lavorare e tornavano in patria tra novembre e dicembre. Le condizioni climatiche avverse e le valanghe causarono numerose vittime.
Nel 1787, Gian Giuseppe Liscotz di Gressoney e il capitano Giovanni Giuseppe Gianoli di Riva costruirono sul Colle Valdobbia una stalla e una cappella. Tuttavia, questi ricoveri si rivelarono inadeguati per l'intenso traffico. Una disgrazia avvenuta nel 1820 spinse Nicolao Sottile, canonico nativo di Rossa in Val Sermenza e figlio di emigranti, a finanziare la costruzione a sue spese dell'Ospizio, ultimato nel 1823. Nacque così il primo Ospizio alpino, il più alto delle Alpi, garantendo un transito più sicuro per i viandanti. Il canonico mantenne l'Ospizio aperto durante l'inverno dal 1822 al 1831, prima di cederlo al Comune di Riva Valdobbia. Per 23 anni, dal 1833 al 1856, Giacomo Clerino, un ex soldato napoleonico, svolse il difficile compito di custode. L'ospizio accolse anche personalità di rilievo, tra cui principi e regnanti.
Nel 1871, l'ospizio acquisì ulteriore importanza con l'istituzione dell'Osservatorio meteorologico del Colle di Valdobbia, il primo in Piemonte. Nel 2002, il rifugio è stato riaperto dopo una completa ristrutturazione.

Caratteristiche del Rifugio
Il Rifugio Ospizio Sottile (2480 m), situato sul confine tra Valle d'Aosta e Piemonte, rispecchia le antiche tradizioni montane. La cucina propone prodotti a km 0 provenienti da aziende agricole locali, valorizzando lo spirito di montagna e la ricerca degli antichi sapori. Tra le specialità si annoverano il pane fatto in casa, gli agrodolci da accompagnare al formaggio stagionato, la polenta macinata dal mulino e cotta sulla stufa, e la grappa con le erbe di montagna. L'edificio, un fabbricato in pietra e legno perfettamente integrato con l'ambiente, si sviluppa su due piani.
Al piano terreno si trovano un angolo bar, due salette da pranzo, la cucina e le dispense. L'ospitale e spazioso salone riscaldato funge non solo da sala da pranzo, ma anche da sala lettura e locale di aggregazione, utilizzato per la proiezione di diapositive. Al piano superiore sono ubicate confortevoli camere private da 2 o 4 letti, ideali per le famiglie, e una camerata con 12 posti letto. È obbligatorio l'uso del sacco a pelo o sacco letto (in vendita presso il rifugio).
Il rifugio dispone di due servizi comuni con acqua calda corrente, due docce e illuminazione elettrica. Per quanto riguarda l'ingresso con cani, sono ammessi ma non nelle camere.

Escursioni in ciaspole e pericoli
Il Rifugio Ospizio Sottile è un luogo ideale per godersi lunghe passeggiate nella natura incontaminata, specialmente in inverno con le ciaspole. Da Sant'Antonio parte un sentiero che, su un percorso facile e pianeggiante, conduce alla frazione Peccia, caratterizzata dall'architettura Walser e dalla chiesa di San Grato. La zona è fortemente permeata dall'antica cultura Walser.
È importante sottolineare che, nonostante l'apparente innocuità di alcuni tratti, la valle è soggetta a rischio di slavine su entrambi i versanti, potenzialmente rovinose in caso di forte innevamento. La strada di accesso viene chiusa quando il pericolo lo richiede e, una volta cessato, viene sgombrata fino a Sant'Antonio, da dove inizia una traccia battuta dal gatto delle nevi fino a Peccia. Si consiglia vivamente di chiedere informazioni ai rifugi della zona (Edelweiss e Valle Vogna), all'ufficio turistico locale e al comune prima di intraprendere l'escursione, specialmente in inverno. La ciaspolata, pur potendo essere considerata "di fondovalle", presenta un notevole rischio di slavine e va intrapresa solo quando le condizioni lo consentono. In alcuni tratti, le pendenze aumentano significativamente dopo San Grato, seguendo la linea del sentiero estivo. La mulattiera ha un'origine antica ed è stata per secoli un passaggio per viandanti, mercanti e contrabbandieri tra la Pianura Padana e la Valle d'Aosta.
I Walser e la loro eredità
I Walser, definiti "il più nobile popolo delle Alpi", erano popolazioni di stirpe germanica che valicarono lo spartiacque alpino per insediarsi in diverse località del versante meridionale della catena, in particolare nel Piemonte settentrionale e in Valle d'Aosta. L'isolamento e le difficoltà affrontate hanno sviluppato nel popolo Walser una grande competenza tecnica e forme di organizzazione sociale uniche. La loro provenienza è legata al territorio ora noto come Vallese (da cui il nome "walser" come contrazione di "walliser"), in Svizzera. Località come Alagna, Riva Valdobbia, la Val Formazza, alcuni paesi della Valle del Lys e Macugnaga rappresentano scrigni preziosi della cultura Walser.
L'architettura Walser è visibile in borghi come Peccia, dominato da case tipiche e dalla chiesa di San Grato. Questo edificio, più propriamente un oratorio, risale almeno al '600 ed è dedicato al vescovo di Aosta. Presenta una facciata in stile valsesiano con tetto a capanna coperto in piode e, all'interno, un altare ligneo.

Itinerari ad anello e deviazioni
Per chi dispone di tempo e desidera esplorare ulteriormente la zona, è possibile organizzare giri ad anello che collegano diverse località. Un esempio è l'itinerario che, imboccando il sentiero 11 nei pressi di Valdobbia Inferiore, sale attraverso un bosco pendente e tortuoso fino al limite degli alberi, dove il panorama si apre su Gressoney. Si supera l'alpeggio di Cialfrezzo, proseguendo su un sentiero regolare. Questo percorso si inserisce nella storica Grande Strada d'Aosta.
È possibile anche fare una breve deviazione dall'Ospizio Sottile per raggiungere il Lago della Balma. A meno di dieci minuti di cammino, si ammira il lago, uno specchio d'argento situato circa 140 metri più in basso. Un micro laghetto delizioso, circondato da massi lisci, si trova anche nel punto di osservazione.
Un altro itinerario ad anello prevede la discesa dall'Ospizio in direzione nord-est, per poi piegare verso nord-ovest e imboccare il sentiero 1B/201B in direzione Passo di Valdobbiola (2635 mslm). Questo percorso, che attraversa un ambiente roccioso con specchi d'acqua e vegetazione tipica, richiede circa cinquanta minuti di moderata salita. La discesa, lunga quasi 1200 metri di dislivello, è semplice e passa accanto a malghe abbandonate, per poi rientrare nel bosco e sbucare a sud di Gressoney-La-Trinité. Da qui, seguendo il sentiero sulla sinistra del Lys, si ritorna a Gressoney-Saint-Jean costeggiando il campo da golf.
Informazioni pratiche e consigli
L'escursione al Rifugio Ospizio Sottile è classificata di medio-alta difficoltà, soprattutto per il dislivello complessivo. I giri ad anello sono particolarmente lunghi e adatti a persone ben allenate. Vivere ed esperire la montagna richiede prudenza, preparazione ed esperienza.
Coordinate geografiche:
- WGS: 45.788442 Lat. - 7.865804 Lon.
- GPS: 45°47'18''N - 7°51'56''E
Tempi di percorrenza indicativi:
- Da Gressoney-St. Jean: 2h30min (dislivello 1095 m)
- Da S. Antonio: 3h
Contatti:
- Nome gestore: Simone Polenghi
- Telefono: (+39) 328.4754869
L'area circostante il rifugio offre numerose opportunità per escursioni con le ciaspole, permettendo di immergersi nella natura incontaminata.
