La vetta della Laurasca, conosciuta localmente come “Piz d’la Brasca”, rappresenta un punto di confine tra la Valle Vigezzo e offre una vista impareggiabile sull'area selvaggia del Parco Nazionale della Val Grande. Da questa posizione privilegiata, è possibile ammirare la Val Pogallo, dominata dal Pizzo Marona e dal Monte Zeda.
Itinerario per la Vetta della Laurasca da Malesco
L'itinerario inizia dalla località Fondi li Gabbi in Valle Vigezzo, raggiungibile seguendo la strada che conduce alla Val Loana. Da qui, si prosegue lungo la strada fino a raggiungere Le Fornaci, situata a 1344 metri di altitudine.
Una volta giunti a Le Fornaci, è necessario scendere verso il fiume, attraversarlo e dirigersi in direzione Sud-Ovest. L'obiettivo è risalire il vallone, cercando di mantenere il sentiero estivo fino all'Alpe Cortenuovo (1792 mt). Da qui, si devia a sinistra per raggiungere l'Alpe Scaredi, situata a 1840 metri d'altitudine.
Dall'Alpe Scaredi, si scende leggermente nella conca sottostante in direzione Sud, per poi risalire il pendio successivo, passando alla sinistra di una bastionata rocciosa. Successivamente, si devia a destra e, con una diagonale su terreno ripido, si giunge ad una dorsale. Il tratto seguente è particolarmente delicato e potenzialmente pericoloso a causa del rischio di valanghe. Si consiglia di superarlo con un traverso a mezzacosta, eventualmente proseguendo a piedi fino a raggiungere una piccola conca, da cui si accede alla cresta Sud-Ovest.
Per questo itinerario, le mappe di riferimento includono Kompass f. 89 Domodossola, CNS f. 285 Domodossola, CET n. 4 e G4M n.
Raggiungere la Zona: Indicazioni Stradali
Per chi proviene da Gravellona Toce, è necessario seguire la SS33 Superstrada dell’Ossola fino all’uscita per Masera/Valle Vigezzo. Da lì, si prosegue fino a Malesco.
A seconda delle condizioni della strada e della stagione, è possibile proseguire dal parcheggio del "tornante di Arnoga" fino al parcheggio P4. È importante notare che, fino a stagione inoltrata, la strada è chiusa da una sbarra. Chi decide di oltrepassarla lo fa a proprio rischio, poiché fermarsi alla sbarra comporta diversi chilometri di portage su asfalto.

Descrizione dell'Itinerario dal Parcheggio P4
Dal parcheggio P4, si prosegue sulla stradina fino a raggiungere le viste del rifugio Viola. A seconda delle condizioni di innevamento, è possibile iniziare la salita in diagonale, rimanendo a sinistra del Pizzo Bianco, per poi entrare nella val Cantone.
Si procede mantenendosi sotto il versante ovest del Pizzo della Valle. Continuando in direzione nord, si imbocca il canalone sud del Pizzo Zembrasca. Questo canalone conduce al colletto Q3037m. Un'alternativa, percorsa da alcuni sci alpinisti, è il canale Sud Est, situato alla destra della vetta. Questo canale è piuttosto ripido e richiede condizioni adatte per essere affrontato in sicurezza.

Esperienza di Sci Alpinismo della Sportiva Palü Poschiavo: Piz Cunfin e Pizzo Zembrasca
Inizialmente, la gita organizzata dalla Sportiva Palü Poschiavo sul Pizzo di Dosdè sembrava non poter decollare. Le cause principali erano lo scarso innevamento, specialmente sul versante Sud delle Alpi, e il numero esiguo di partecipanti, che per un certo periodo ha messo a rischio l'annullamento dell'uscita.
Sabato pomeriggio, dieci partecipanti si sono messi in cammino, con gli sci rigorosamente in spalla, in direzione del Rifugio Saoseo. Durante la cena, Matteo, il responsabile della gita, dopo aver consultato Bruno, ha aggiornato il programma. L'obiettivo è stato modificato: invece della cima inizialmente prevista, si sarebbe salito su due altre cime della Val da Camp, alla ricerca di pendii sciabili.
La giornata è iniziata presto la domenica mattina. Dopo aver atteso l'arrivo di Daniele e Achille, poco dopo le sei, il gruppo è partito. Il primo obiettivo era il Piz Cunfin (2904 mt), raggiunto dopo circa tre ore di marcia, verso le nove.
Dopo una breve pausa, è iniziata la discesa dal versante Nord della montagna. Il pendio era coperto da un ottimo strato di neve fresca e polverosa, caduta la settimana precedente, offrendo condizioni ideali per ogni sci alpinista.

Giunti in prossimità del Lago di Val Cantone, a circa 2500 metri, sono state rimontate le pelli di foca per iniziare la salita verso la seconda cima della giornata: il Pizzo Zembrasca (3089 mt).
La discesa dal Pizzo Zembrasca è avvenuta lungo il versante Sud, ripercorrendo lo stesso canalone che aveva richiesto fatica durante la salita. Questa volta, però, il canalone ha regalato una sciata entusiasmante su neve primaverile.
Al termine della discesa in Val Cantone, il gruppo si è trovato a poca distanza dal Rifugio Val Viola, noto ai turisti della Valposchiavo come Polentahütte, situato sul versante italiano della Val da Camp. La gita, nonostante le premesse non ottimali, si è rivelata avvincente, e la scelta dell'itinerario alternativo si è dimostrata vincente, regalando una giornata di sci alpinismo memorabile.
