Rocca Nera e Chianale: Itinerari di Sci-alpinismo e Boulder

Sci-alpinismo: L'Anello del Becco Nero e l'Ascesa al Col Longet

L'esplorazione della Rocca Nera e dei suoi dintorni offre diverse opportunità per gli amanti della montagna, sia in inverno che in estate. Uno degli itinerari più interessanti combina lo sci-alpinismo con l'arrampicata su roccia, creando un'esperienza completa e appagante.

L'Ascesa attraverso Canali Rocciosi

Uscendo dal bosco, ci si trova di fronte ad una bastionata rocciosa superabile in due tratti. È consigliabile prendere il canale che, apparentemente, non porta da nessuna parte e che si reperisce a destra, faccia a monte, nella parte bassa. Dopo un secondo canale, si giunge ad una sella con delle baite. Da lì, si scende per qualche metro in una gola, la si attraversa e si continua a salire in direzione sud, fino a sbucare al primo lago.

Schema dell'itinerario di sci-alpinismo con i canali e i laghi da attraversare

Dal primo lago, ci si attraversa verso nord e, dal suo fondo, ci si trova praticamente sotto al Col de Longet. A questo punto, mancano pochi metri all'attacco della parte di arrampicata, che si trova proprio al limite della parte nord-ovest della parete. Oltre non si può andare, perché si incontra il dirupo che porta a Saint Véran.

Condizioni della Neve e Sicurezza in Salita

La salita è stata descritta come sicura, con neve a tratti durissima. L'arrampicata è stata definita facile e divertente, ma è indispensabile avere con sé una corda, un discensore, due rinvii allungabili. Si consiglia di portare anche un paio di chiodi, poiché non è detto che le soste non siano coperte di neve.

Dettaglio della parete rocciosa con indicazioni per l'attacco della parte di arrampicata

Discesa e Variazioni dell'Itinerario

Ripresi gli sci, è possibile scendere sul versante francese verso il rifugio, fino a circa 2.700/2.600 metri, e poi ripellare fino al Colle di Saint Véran. Questo percorso permette di fare il giro completo, scendendo su un terreno più adatto alla sciata e senza dover affrontare risalite.

L'intero percorso si svolge in ombra, il che significa che la neve è dura ma liscia e uniforme. Nonostante la qualità della sciata, il giro è considerato molto bello. Per chi ha completato l'itinerario, il tempo impiegato è stato di circa 8 ore abbondanti, con un dislivello di circa 1800 metri.

Condizioni Nevose e Stagionalità

L'innevamento è abbondante e permette di partire sci ai piedi direttamente dall'auto. Tuttavia, la bassa temperatura registrata per tutta la giornata non ha favorito la sciata, che è risultata su crosta portante, lavorata dal vento in alto, e su crosta non portante dai 2500 metri in giù. Dato il periodo, il sole non ha lavorato molto la superficie nevosa. Per una discesa più divertente, si consiglia di attendere ancora 3-4 settimane. La progressione in salita è stata anch'essa su placche molto dure, alternate a tratti di neve più morbida.

Arrivati sci ai piedi al colle sotto la vetta, ci si attrezzava per salire l'ultimo tratto. Raggiunto l'attacco, un ottimo punto di ancoraggio è offerto da due cunei di ferro. Il tratto esposto prima dell'ingresso nel canale (4-5 metri dopo il primo ancoraggio) è facilmente proteggibile grazie a un moschettone in acciaio fissato alla roccia. La salita nel canale è divertente e breve. Sono stati utilizzati 1 friend (piccolo) a 3 metri dall'inizio del canale e successivamente 3 fettucce (lunghe) attorno a massi sporgenti.

Alternativa di Discesa dalla Forcella

Un'interessante alternativa di discesa è stata effettuata scendendo direttamente dalla forcella a quota 3080 metri. Un canale interessante riporta velocemente nel vallone di salita, evitando la necessità di circumnavigare la montagna. Questa opzione è valida anche in salita, con un canale di 150 metri a 35-40°.

Tecnica e pratica di discesa nello sci alpinismo

L'anello effettuato scendendo direttamente dalla forcella di quota 3080 metri verso il Lago Blu ha permesso di evitare i pendii di neve brutta e ormai scoperti del versante francese. La neve sul versante italiano è comunque considerata non ottimale per la sciata, ma la cima offre un panorama di grande prestigio.

Boulder a Chianale: Un'Area da Scoprire

Le valli cuneesi continuano a offrire nuove opportunità, soprattutto nel campo del boulder in quota. La Valle Varaita, sebbene meno frequentata dai boulderisti, nasconde un'area montana di grande interesse, individuata inizialmente da Marco Torielli.

Primi Approcci e Esplorazione

Le prime esplorazioni sono iniziate a fine ottobre 2013, partendo a piedi da Chianale (la strada per il Colle dell'Agnello era già chiusa) verso i primi massi adagiati alle Grange Cheiron (2400 metri). L'avvicinamento, effettuato attraverso prati più o meno ripidi, ha permesso di apprezzare il paesaggio caratterizzato da forti colori autunnali. Dopo una giornata dedicata alla ricerca e alla pulizia delle linee sui primi due massi isolati, è emersa la motivazione per tornare.

Panorama autunnale della Valle Varaita con i primi massi individuati

Nell'estate del 2014, grazie anche a Marco Torielli, è stato individuato un accesso più comodo a un gruppo di massi più numeroso, precedentemente avvistato in lontananza. Dopo diverse giornate dedicate a selezionare i massi più interessanti, l'attenzione è stata catturata da un masso più alto, situato in cima a un pendio ripido. Davanti a questo masso, si apriva un grande muro strapiombante di colore azzurro e nero, alto una dozzina di metri, completamente in piano e all'ombra. È stato subito deciso di provare a chiodare almeno le linee più evidenti, molte delle quali si sono rivelate molto dure.

La Falesia sotto la Rocca Bianca

La piccola falesia si trova proprio sotto la cima de La Rocca Bianca. In questo paesaggio così ampio, la vegetazione è rada, ma la presenza di prati costellati di timo, stelle alpine e qualche raro narciso conferma l'ambiente alpino. Solo verso fine stagione ci si è dedicati ai massi, rimandando lo sviluppo principale alla stagione successiva.

L'area boulder, sebbene più bassa rispetto alla falesia, si trova comunque a 2500 metri di altezza. Questa quota ha reso l'area una meta ideale per sfuggire al caldo della pianura durante le estati successive.

Esperienze di Campeggio e Arrampicata

Una delle esperienze più belle vissute a Chianale è stata quella di passare due notti in tenda tra i massi, in un contesto paesaggistico unico, dove solo il suono delle marmotte rompeva il silenzio. Il panorama al risveglio, con i tetti della borgata di Chianale, il lago di Pontechianale e qualche camoscio in lontananza, offriva un inizio di giornata di boulder con uno spirito completamente diverso, senza guide o riferimenti.

Non dovendo scendere alla macchina e potendo scalare fino al tramonto, si potevano sfruttare le ore migliori per l'aderenza. Dalle 16:30/17:00 il sole passava dietro alle cime, causando un immediato abbassamento della temperatura e un grip che a luglio/agosto sarebbe stato più difficile da trovare.

Il Masso di Dolores

Uno dei massi a cui sono state dedicate molte energie è quello di Dolores. Il suo lato strapiombante offre numerosi passaggi duri e all'ombra, mentre il lato opposto presenta qualche passaggio ideale per il riscaldamento. Esiste anche un video dedicato al passaggio Dolores.

Tecnica e pratica di discesa nello sci alpinismo

Accessibilità e Condizioni dei Massi

Scalare in quest'area richiede motivazione e la disponibilità a investire tempo nella pulizia delle linee, che potrebbero rivelarsi troppo facili o troppo difficili, ma quasi sempre meritano lo sforzo. I massi più belli sono ben evidenti e situati su un pianoro, con il vantaggio di avere quasi sempre una buona caduta in piano.

L'area richiede pulizia ogni estate, ma la bellezza del luogo e la quantità di linee ancora da aprire mantengono vivo l'interesse. Non è un posto immediato; la ricerca e la pulizia delle linee possono assorbire gran parte della giornata, scoraggiando chi si aspetta di provare vari passaggi al limite in poche ore. La presenza di più frequentatori aiuterebbe a mantenere le linee più belle sempre pulite.

Attualmente non esiste una guida stampata o online. La presentazione dell'area nasce dal desiderio di condividere ciò che è alla portata di chiunque abbia voglia di affrontare un po' di sentiero e spirito di avventura, sperando che una maggiore frequentazione possa aiutare i massi a mantenersi più agibili tra una stagione e l'altra.

Parco e Arrampicata a Chianale

Non ci sono vincoli dei parchi, quindi è possibile lasciare la tenda montata tra i massi anche durante il giorno. Tuttavia, dato che il sentiero è battuto dagli escursionisti che si dirigono verso la Rocca Bianca, sarebbe opportuno mimetizzare la tenda tra i massi.

La flora cambia mensilmente: i prati si colorano di blu, rosa e fiordalisi, con una notevole fioritura di stelle alpine. Si raccomanda di preservare il più possibile questi luoghi incontaminati.

I massi sono spesso molto alti e, nonostante la caduta quasi sempre buona, l'uso di più crashpad è consigliato. Venire in gruppo è un'ottima opzione. Le uscite meritano di essere spazzolate e arrampicate fino in cima con magnesite e spazzola di ferro.

Le basi, dove spesso si trova più acqua, sono state sistemate negli anni, ma lo scioglimento della neve rende comunque necessaria un po' di pazienza e una risistemata, soprattutto ad inizio estate.

L'esposizione dei massi varia tra sole e ombra. Una giornata calda ma ventilata è ideale; al contrario, una giornata con molto sole e poca aria può essere impegnativa, favorendo la ricerca di linee nuove. Le luci e ombre, in mezzo alle nuvole durante un tardo pomeriggio estivo, creano uno spettacolo indimenticabile.

La roccia è un serpentino molto tagliente e abrasivo, che in alcuni punti ricorda il calcare, ma la sua consistenza varia a seconda dei lati dei massi. In alcuni casi è più liscia, in altri più rugosa e ricca di concrezioni. In giornate calde, alcune prese potrebbero scoraggiare, ma con il fresco e il vento giusto l'arrampicata diventa molto più divertente.

I telefoni cellulari hanno una ricezione discretamente buona.

Come Arrivare a Chianale

Da Cuneo si segue la statale per la Val Varaita, passando per Piasco, Melle, fino a Pontechianale e poi Chianale, in direzione Colle dell'Agnello. Superato il piccolo paese, si trova il parcheggio dei camper sulla sinistra (un'opzione comoda per dormire in furgone). Dopo tre tornanti, si giunge ad un piccolo parcheggio da cui si vedono sulla sinistra le indicazioni per il sentiero bianco e rosso U19 per il Colle di Saint Véran. I cartelli indicano anche a 15 minuti di distanza il ricovero Carlo Emanuele, punto di passaggio obbligato per raggiungere i massi.

Accesso ai Massi

Dal parcheggio, seguire le indicazioni per il ricovero Carlo Emanuele, proseguendo poi sempre seguendo i bollini bianchi e rossi per il Colle di Saint Véran, ben visibili lungo il sentiero. Presto si inizieranno a vedere i massi sulla sinistra, con la tentazione di tagliare per i prati per raggiungerli "al dritto". Si sconsiglia questa opzione a causa di salti di roccia non visibili dal sentiero. L'accesso più lungo ma più comodo eviterà di vagare per ore alla ricerca di una scorciatoia.

Dopo circa un'ora di camminata in leggera salita, superata una rampa un po' più impegnativa, si può tagliare a sinistra scendendo per piccoli sentieri verso il fiume. Una volta attraversato il fiume, ci si trova davanti ai massi principali. La deviazione per scendere si trova qualche centinaio di metri prima di un pilastro con una madonnina sulla destra. In totale, l'avvicinamento richiede circa un'ora e un quarto di sentiero. Si consiglia di portare molta acqua, poiché ci si trova a 2500 metri e l'avvicinamento è al sole.

Prestare attenzione al percorso di ritorno verso la macchina. Evitare di tagliare per prati dai massi più bassi, poiché ci sono salti di roccia non visibili ed estremamente pericolosi in caso di nebbia fitta, spesso presente al pomeriggio. È necessario seguire lo stesso percorso dell'andata, rientrando sul sentiero segnalato con i bollini bianchi e rossi in circa dieci minuti. Verso la fine del sentiero, a quasi un'ora di camminata dai massi, c'è un bivio da prendere a sinistra verso il ricovero Carlo Emanuele, segnalato da una grossa scritta rossa su un masso.

Stagione Ideale

L'area è estremamente estiva, anche se molti massi sono esposti al sole. Fino alla tarda primavera, la strada per il Colle dell'Agnello potrebbe essere chiusa, rendendo il parcheggio non raggiungibile (accesso dalla borgata Chianale: 1 ora e 45 di marcia). Se ha nevicato molto durante l'inverno, fino a metà giugno potrebbe esserci molta acqua sotto ai massi a causa dello scioglimento della neve.

È consigliabile frequentare l'area da fine giugno/inizio luglio in avanti. Ad inizio stagione, potrebbero presentarsi varie problematiche, come l'assenza di magnesite sui massi o giornate estremamente calde e senza aria. A settembre, le condizioni potrebbero essere molto buone, ma è fondamentale monitorare le previsioni meteo, soprattutto per quanto riguarda l'intensità e la direzione del vento e le temperature. A 2500 metri di quota, è necessario non sottovalutare le condizioni di alta montagna, anche in giornate calde.

Come scriveva Marco Torielli, questo è un posto per intenditori: anche nelle giornate più calde, quando in pianura è impossibile arrampicare, quassù all'ombra il fresco è assicurato.

Logistica e Consigli

Per chi desidera soggiornare a Chianale senza dormire tra i massi, è possibile sostare con il camper o il furgone nell'area camper gratuita situata subito dopo il paese sulla sinistra. Quest'area può essere congestionata nei sabati sera estivi.

Poco prima di giungere a Pontechianale, si trova il Rifugio Allevè, consigliato per una sosta caffè o una crostata fatta in casa prima della camminata.

Si menziona l'esistenza a Chianale di un ristorante museo (Le Montagnard), noto per la sua ottima cucina, sebbene non visitato dagli autori.

Se quest'area avesse la frequentazione di altri siti più famosi in Europa, le linee più belle potrebbero diventare classici del luogo, rendendo quest'area boulder estiva competitiva con località ben più rinomate.

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