Caduta multipla nella short track: la dinamica e le conseguenze
Durante il quarto di finale della gara femminile dei 1.500 metri di short track, svoltasi venerdì 20 febbraio, si è verificato un clamoroso incidente con una caduta multipla che ha coinvolto tre atlete, tra cui la campionessa italiana Arianna Fontana.
Nell'incidente è rimasta ferita la pattinatrice polacca Kamila Sellier, che è stata soccorsa dai sanitari e trasportata via in barella. La gara è stata interrotta per permettere l'intervento dei soccorritori e le operazioni di soccorso.
La gara è poi ripresa senza l'atleta infortunata e senza la statunitense Kristen Santos-Griswold, che è stata squalificata. Arianna Fontana ha riportato qualche problema, ma è riuscita a tornare in pista, qualificandosi prima per la semifinale e poi per la finale.

Il grave infortunio di Kamila Sellier
Kamila Sellier ha riportato un bruttissimo infortunio. Nello scontro in pista, la pattinatrice polacca ha subito un vistoso taglio sul volto, che ha causato un'importante perdita di sangue. Ha riportato una profonda ferita al volto Kamila Sellier, la pattinatrice polacca che è rimasta ferita durante il quarto di finale della gara femminile dei 1.500 metri di short track di venerdì 20 febbraio.
La dinamica dell'incidente
L'incidente è avvenuto in curva: la statunitense Kristen Santos-Griswold e la polacca Kamila Sellier, entrambe poi squalificate, erano impegnate nel sorpasso di Arianna Fontana. Tra le due c'è stato un contatto e Santos-Griswold, cadendo, ha ferito al volto Sellier con la lama del pattino.
Un telo bianco è stato steso per proteggere la pattinatrice dallo sguardo del pubblico. Sellier è stata caricata in barella e portata fuori dalla pista. Secondo i media polacchi, è stata trasportata in ospedale con una guancia suturata, un trauma allo zigomo e un gonfiore tale da impedirle di aprire l'occhio.
Lo short track è una disciplina che richiede centimetri e velocità pura, dove il confine tra il successo e l'errore è sottilissimo. Durante i quarti di finale dei 1500 metri, Kamila Sellier stava conducendo una gara magistrale. Un contatto fortuito durante un sorpasso ha però innescato una caduta collettiva che ha coinvolto anche l'azzurra Arianna Fontana. Nel groviglio di lame e ghiaccio, la pattinatrice polacca ha riportato una ferita al volto causata dal pattino di un'avversaria.
I soccorsi sono scattati all'istante all'interno della Skating Arena. I medici hanno applicato i primi punti di sutura direttamente nei locali dell'arena per tamponare l'emorragia. Poco dopo, una nota ufficiale della federazione polacca ha rassicurato: "L'occhio di Kamila non ha subito lesioni interne".
Il momento più critico è avvenuto durante l'evacuazione dalla pista. Per proteggere la privacy dell'atleta e la sensibilità degli spettatori, i sanitari hanno utilizzato un lenzuolo bianco durante le prime cure. Tuttavia, mentre la barella lasciava il ghiaccio verso l'ambulanza, Kamila ha sollevato la mano per salutare la folla.
Dopo le prime cure in pista, l'ambulanza ha trasportato Sellier in ospedale per ulteriori indagini. I medici stanno eseguendo esami neurologici per escludere conseguenze legate all'impatto della nuca sulla superficie ghiacciata. Oltre alla ferita al volto, la preoccupazione principale riguarda la gestione di un eventuale trauma cranico.

Le reazioni e le implicazioni dell'incidente
Dall'altra parte della medaglia c'è l'amarezza di Kristen Santos-Griswold. L'americana, la cui lama ha colpito accidentalmente Kamila Sellier, ha subito una squalifica per un cambio di corsia giudicato irregolare. Le sue lacrime a bordo pista hanno mostrato il lato più fragile dello sport: la consapevolezza di aver causato, seppur involontariamente, un infortunio a una collega.
L'incidente ha riacceso i riflettori sull'attrezzatura di sicurezza. Kamila Sellier indossava i classici occhiali protettivi che, però, sono volati via durante l'impatto. In questa specialità non esiste l'obbligo di utilizzare la visiera integrale antilama, una maschera trasparente che copre interamente il volto. Sebbene garantisca una protezione totale, molte atlete la rifiutano per paura che si appanni o che riduca la visibilità laterale.
Durante la caduta che ha coinvolto anche Arianna Fontana, l'atleta polacca è stata ferita al volto dal pattino dell'americana Santos. Le immagini sono state scioccanti. Durante i quarti di finale dei 1500 metri femminili di Short track, in una maxi caduta che ha coinvolto anche la nostra Arianna Fontana, la polacca Kamila Sellier è stata colpita al volto dalla lama del pattino della statunitense Santos.
A salvare da danni peggiori l'occhio sinistro di Sellier sono stati gli occhiali indossati dalla polacca. La lama le avrebbe tagliato mezza palpebra, senza però toccare il bulbo oculare. All'atleta sono stati applicati dei punti di sutura alla guancia ancora all'interno del palazzetto, prima del trasporto in ospedale per gli accertamenti del caso.
Successivamente, la 25enne ha subito un intervento chirurgico facciale. "L'area è tumefatta", ha spiegato Konrad Niedzwiedzki, portavoce della federazione polacca. "Kamila stanotte ha dormito poco. Già ieri sera il dottor Hubert Krysztofiak mi ha spiegato che dovrà essere sottoposta a esami specifici per verificare la mobilità del bulbo oculare. I primi responsi sono rassicuranti e questa è la cosa più importante".
Altri incidenti e momenti critici nel pattinaggio olimpico
Pattinaggio di figura: un costume impigliato e un cameraman travolto
In un contesto diverso, ma sempre legato alle competizioni su ghiaccio, si sono verificati altri episodi degni di nota. La coppia canadese di danza su ghiaccio, composta da Piper Gilles e Paul Poirier, si è esibita nella specialità del pattinaggio di figura, ottenendo un punteggio di 86,18 e piazzandosi in terza posizione. Questo risultato, alle spalle di Francia e USA, ha permesso ai canadesi di conquistare la qualificazione per la fase finale.
Durante l'esibizione, Gilles è riuscita ad evitare un inconveniente non da poco conto: il costume del compagno di gara Poirier si è impigliato nei collant della stessa Gilles. Prontamente, lei è riuscita ad evitare che il vestito di Poirier toccasse il ghiaccio. Stando al regolamento olimpico ufficiale, se una parte dell'attrezzatura tocca il ghiaccio, si riceve una penalità.
Nel pattinaggio di velocità, gli incidenti sono sempre dietro l'angolo. Alle Olimpiadi, non sono stati solo gli atleti a subire conseguenze, ma anche uno sfortunato cameraman che stava cercando di riprendere la gara in pista. L'uomo, falciato da uno dei protagonisti della sfida, è rimasto steso e dolorante senza realizzare immediatamente quanto accaduto.

L'episodio si è verificato in occasione di una delle semifinali dello Short Track Speed (1000 metri). Nelle fasi finali, Felix Roussel ha provato a cambiare corsia, finendo per scivolare sul ghiaccio con Liu Shaoang che arrivava alle sue spalle. C'è stato un contatto? Difficile stabilirlo, visto che tutto è stato molto veloce, e il canadese è andato giù perdendo il controllo.
Mentre tagliava la pista, Roussel ha finito per travolgere un cameraman che si stava muovendo sui pattini per cercare di riprendere la gara da vicino. L'addetto ai lavori ha subito questo tackle pericoloso ed è caduto sul ghiaccio a sua volta, mentre il pattinatore non si è fermato. Il cameraman si è accasciato ed è sembrato anche dolorante, dopo aver sbattuto a petto in giù.
Nonostante l'accaduto, i giudici non sono intervenuti e l'eventuale contatto che ha portato alla caduta del canadese non è stato considerato tale da comportare una penalità per i protagonisti. Il fatto che entrambi abbiano fatto flop non ha alimentato polemiche.
Il tonfo di Ilia Malinin e la sorpresa del podio
Un altro momento di shock ha riguardato Ilia Malinin, il 21enne pattinatore capace di stare sollevato a 80 centimetri da terra e considerato il re dei salti quadrupli sul palcoscenico olimpico. Malinin ha "fatto flop", con scivoloni inediti che hanno trasformato quella che doveva essere la sua notte magica in un incubo. La prova individuale del pattinaggio di figura si è chiusa con un ottavo posto choc e le lacrime.
Nello stupore generale, il kazako Michail Shaidorov è stato incoronato nuovo re. Shaidorov, l'outsider, con salti potenti e puliti ha approfittato del "black out" del superfavorito e si è preso il trono olimpico, con un punteggio di 198,64 nel libero per un totale di 291,58.
Medaglia d'argento è andata al giapponese Yuma Kajiyama, anche a lui la tensione ha giocato brutti scherzi: il peso dei cinque cerchi ha macchiato la sua prova con una caduta. Nonostante ciò, il punteggio è stato sufficiente per salire sul podio.
Sorride anche l'altro nipponico Shun Sato, che aveva perso le speranze e invece, complice la peggiore prova di Malinin, ha strappato un bronzo che fino alla sua esibizione sembrava perso.
Molte le cadute che hanno condizionato anche il francese Adam, a cui il bell'omaggio all'Italia non è bastato. Arrivato a un passo dal podio dopo il corto, ha rovinato la prova con errori fin dall'avvio, facendolo scivolare in settima posizione. Dietro Malinin si è piazzato l'azzurro Daniel Grassl, seguito da Matteo Rizzo.
Qualcuno aveva definito Malinin "arrogante, superbo" per aver ostentato i salti perfetti in prova. Il "marziano" si è dimostrato fragile, finendo scomposto sul ghiaccio lui che su quel ghiaccio aveva reinventato l'armonia delle linee. Non a Milano, non ai suoi primi Giochi: un oro lo aveva vinto con la squadra, questo era quello della consacrazione, ma invece è finito in lacrime.
