Le Dolomiti, con la loro incredibile bellezza riconosciuta a livello mondiale per criteri estetici, paesaggistici e geologici, hanno una storia affascinante legata allo sviluppo dello sci e dei relativi impianti di risalita. Sebbene le origini dello sci siano antiche e dibattute, con ritrovamenti che attestano la sua pratica in diverse regioni del mondo fin da tempi remoti, è nel XX secolo che si assiste a una vera e propria rivoluzione nel modo di vivere la montagna d'inverno.
Le Origini dello Sci e la sua Diffusione
La parola "sci" deriva dall'antico norvegese "saa" e "suk", che indicavano un pezzo di legno. Oggi, la grafia "sci" è utilizzata in molte lingue, tra cui l'italiano, mentre altre come il tedesco e lo spagnolo hanno adattato il termine alle proprie regole linguistiche (Schier e esquís). Le prime testimonianze storiche suggeriscono che la pratica dello sci risalga addirittura al 2000 a.C. in Iran, dove antiche tribù avrebbero utilizzato pelli di animali per creare gli sci. Altri ritrovamenti in varie regioni e periodi storici indicano una possibile origine nelle popolazioni delle regioni montuose dell'Asia, anche se questa ipotesi non è mai stata verificata.
Sondre Norheim è universalmente riconosciuto come il pioniere dello sci moderno, avendo ideato equipaggiamenti e tecniche che sono alla base della pratica attuale. Nonostante non vi siano prove concrete di sue invenzioni dirette, la sua influenza sulle generazioni successive è stata determinante. L'utilità degli sci per scopi militari ha inoltre accelerato il loro sviluppo e la loro diffusione. Nel 1850, gli sci furono impiegati nei giacimenti auriferi della Sierra Nevada e, successivamente, nel 1856, per il trasporto della posta tra Carson City e Placerville, coprendo 150 km in quattro giorni. L'impresa del norvegese Fridtjof Nansen, che nel 1888 attraversò la Groenlandia sugli sci, contribuì ulteriormente a diffondere l'interesse per questo sport, culminando nella pubblicazione del suo resoconto nel 1890.

I Primi Impianti di Risalita e lo Sviluppo del Turismo Invernale
Nei primi anni del '900, le Dolomiti iniziarono a farsi conoscere come meta per la pratica del nuovo sport invernale. Le prime competizioni contribuirono a diffondere la passione per lo sci, e con essa nacque l'esigenza di facilitare la risalita dei pendii. Prima dell'avvento delle seggiovie e delle moderne funivie, i mezzi di risalita erano costituiti da funivie e slittovie.
Le prime "settimane bianche" come evento commerciale furono organizzate in Svizzera nel 1903. L'aristocrazia inglese giocò un ruolo chiave nel rendere celebri le vacanze invernali in località come St. Moritz. In Italia, la nascita dello Ski Club Torino nel 1901, il primo in assoluto, segnò un passo importante per l'organizzazione e la promozione dello sci. Adolfo Kind, figura centrale nella storia dello sci italiano, fu nominato direttore dello Ski Club Torino nel 1902 e si adoperò per lo sviluppo della pratica sciistica, organizzando escursioni e sperimentando nuove tecniche.
Le prime stazioni sciistiche italiane, tuttavia, non disponevano di impianti di risalita nel senso moderno del termine. Gli sciatori salivano a piedi, con gli sci in spalla o utilizzando le pelli di foca, e le gare si svolgevano in condizioni simili. La distinzione tra sci alpino e sci alpinismo era meno netta, con la pratica concentrata nei "campi da sci" vicini ai paesi, dove la neve veniva battuta dal passaggio degli sciatori o, eccezionalmente, con rulli trainati a mano.

Innovazioni Tecnologiche e Crescita delle Stazioni Sciistiche
Le innovazioni tecnologiche furono cruciali per lo sviluppo dello sci alpino e degli impianti di risalita. Nel 1850, Matthias Zdarsky, definito il "Padre dello sci alpino", modificò gli sci norvegesi accorciandoli e inventando un attacco innovativo. Nel 1896, pubblicò un manuale di tecniche sciistiche che includeva il cristiania e l'appoggio del peso verso l'interno degli sci. Georg Bilgeri, nel 1910, introdusse l'uso di due racchette e si concentrò sulla tecnica dello spazzaneve.
La prima scuola di sci in Austria fu fondata da Hannes Schneider a St. Anton nel 1922. Negli Stati Uniti, la prima scuola di sci in una località turistica americana aprì a Sugar Hill, New Hampshire, nel 1929. Nel 1932, Alex Foster realizzò il primo traino con la fune, utilizzando un'automobile e una corda.
Le prime gare combinate di salto con gli sci si tennero in Norvegia nel 1843, mentre nel 1862 si svolse la prima competizione di solo salto. Nel marzo del 1928, le specialità di sci alpino e slalom moderno furono riunite per la prima volta nella gara internazionale Arlberg-Kandahar. La Federazione Internazionale Sci (FIS) iniziò a organizzare gare ufficiali, contribuendo alla standardizzazione delle discipline.
Le Dolomiti videro la nascita di importanti impianti negli anni successivi. Tra il 1955 e il 1975, furono costruite numerose seggiovie, skilift e funivie che collegavano diverse località, trasformando radicalmente l'esperienza sciistica:
- Seggiovia Corvara, Col Alto - anno 1955
- Marmolada - anno 1959
- Colfosco in Badia - anno 1960
- Passo di Campolongo - anno 1960
- SKilift Gardeccia, Val di Fassa - anno 1965
- SKilift Cima Pordoi 2.950 m - anno 1965
- Funivia Passo Pordoi - anno 1965
- Rifugio Pralongia, San Cassiano - anno 1965
- "Pralongià", San Cassiano - anno 1969
- Telecabina Forcella Sassolungo, Passo Sella - anno 1970
- Passo Gardena - anno 1970
- "Col Pradat", Colfosco - anno 1970
- Colfosco in Badia - anno 1970
- G. Rifugio La Brancia, San Cassiano - anno 1970
- Cima Sappada - anno 1959
- Rifugio La Brancia, San Cassiano - anno 1975
La costruzione della seggiovia Cima Tognola
Nel 1979, la Valle Isarco divenne l'ultima valle altoatesina a essere collegata al circuito sciistico. La costruzione di questi impianti ha permesso di raggiungere quote sempre più elevate, come il ghiacciaio della Marmolada, e di estendere il comprensorio sciistico a oltre 1.200 km di piste, offrendo agli sciatori panorami mozzafiato sulle incredibili montagne dolomitiche.
