Introduzione al Percorso
Il Passo Cirelle è un valico di alta quota che collega il Val di Contrin, e di conseguenza l'alta Val di Fassa, con il Passo San Pellegrino. Storicamente, durante la Prima Guerra Mondiale, ha rappresentato la linea di confine tra i territori italiani e quelli asburgici, lasciando ancora oggi tracce del conflitto nella parte alta del percorso.

Descrizione dell'Itinerario da Col de Mez / Valfredda
Partendo dal parcheggio di Col de Mez, si imbocca la strada forestale che conduce ai casoni di Valfredda. Dopo circa 200 metri, si svolta a sinistra e si risale lungo l'antica pista da sci alpino, facilmente riconoscibile. Proseguendo lungo questa pista, una volta usciti dal bosco, l'obiettivo sono i casoni di Fuchiade, visibili sulla sinistra.
Giunti al Rifugio Fuchiade, si seguono le indicazioni per il Passo Cirelle, puntando al pulpito visibile di fronte, punto di inizio della valle di Tasca. Si prosegue lungo questa valle e, appena possibile, ci si porta sulla destra per percorrere il pendio che conduce a un ultimo vallone verso il Passo delle Cirelle.
Possibile Estensione: Cime Cadine
Dal Passo Cirelle, con un ulteriore dislivello di 200 metri, è possibile raggiungere sulla sinistra una delle Cime Cadine. Trovandosi a quota 2885 metri, il panorama a 360 gradi è spettacolare, offrendo una vista su tutte le cime del gruppo della Marmolada.

Discesa e Percorsi Alternativi
Per la discesa, si ripercorre a ritroso la linea di salita fino alla valle di Tasca. Giunti al punto in cui si era svoltato a destra, si prosegue dritti lungo la valle stessa, affrontando altri 100 metri di dislivello in salita. Successivamente, ci si sposta sul grande pendio a sinistra e, con diverse svolte a "zeta", si superano altri 150 metri di ascesa che conducono alla Forcella Laghet. Da qui si ammira la famosa Cima de l’Omo e il Passo San Pellegrino con i suoi impianti.
Da Forcella Laghet inizia una discesa molto impegnativa attraverso un canalone inizialmente ripido, che poi si apre diminuendo la pendenza. Si prosegue tenendo le piste da sci di Cima Uomo sulla destra e dirigendosi verso sinistra si trova un'altra piccola valle che riporta direttamente a Fuciade.
Se le energie lo consentono, superando il crinale che separa Fuciade da Valfredda, ci si ritrova in quest'ultima e si può proseguire la discesa verso Col de Mez lungo la strada pastorale. Questo percorso è considerato molto impegnativo e lungo.
Discesa verso Fuciade da Passo Cirelle (variante)
Affrontando la parte più tecnica dell'itinerario, la discesa verso la verde conca di Fuciade si presenta attraverso un ripido e lungo ghiaione che si estende sotto le pareti delle Cime Cadine. Nella parte alta, dove ghiaia fine si alterna a terriccio, è consigliabile seguire lo zigzag per evitare di scivolare. Terminata questa prima parte, la traccia piega a destra in uno stretto corridoio roccioso da superare con attenzione. La parte inferiore del ghiaione può essere percorsa seguendo la traccia diretta a valle, grazie alla profondità e stabilità della ghiaia. Successivamente, un sentiero stretto permette di superare in discesa un dislivello erboso con tornanti, per poi attraversare nuovamente la parte bassa del ghiaione. Raggiunta la fondovalle, l'ambiente roccioso lascia il posto ai prati verdi di Fuciade. Attraversato il torrente, si prosegue in leggera discesa fino al Rifugio Fuciade (1998m).
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Itinerario da Alba di Canazei / Val de Contrin
Un punto di partenza alternativo è Alba di Canazei, nei pressi del parcheggio della funivia del Ciampac. Da qui si imbocca la strada carrozzabile che entra nel bosco. Dopo un tratto pianeggiante, la pendenza aumenta con ripidi tornanti che conducono alla Baita Locia Contrin (1736m).
Dalla Baita si imbocca il sentiero n°602 ed si entra nella Val de Contrin, dominata dal Gran Vernel a est e dal Colac a ovest. Il sentiero prosegue pianeggiante per oltre un chilometro costeggiando il Ruf de Contrin. Dopo aver attraversato il fiume, la pendenza aumenta leggermente risalendo i prati orientali della vallata. Superata la Baita Cianci (1814m), il tracciato si fa più stretto e ripido, con un fondo sassoso che può rendere difficoltosa la camminata.
In circa 20 minuti si raggiunge il Rifugio Contrin (2016m), situato in una conca erbosa all'imbocco della Val Rosalia, ai piedi della Forcella Marmolada e del Passo di Ombretta.
Verso il Passo Cirelle dal Rifugio Contrin
Inizia la parte più spettacolare dell'itinerario. Il Passo Cirelle non è ancora visibile, ma sul crinale roccioso a sud si intravedono i ghiaioni finali verso la meta. Si imbocca il sentiero n°607 che risale il prato, attraversa un piccolo torrente per poi entrare nel bosco, dove la pendenza si fa più impegnativa. Dopo un cancello per il bestiame, si raggiunge una radura e il sentiero prosegue sulla sinistra con pendenza costante tra rocce e prati fioriti.
I prati lasciano gradualmente spazio alle rocce, ma il percorso rimane agevole e ben segnalato con bolli bianchi e rossi. Giunti a un pianoro roccioso ai piedi del Sasso Vernale (3058m), il sentiero prosegue su ghiaione sul lato sinistro della vallata, con pendenze gradevoli e qualche gradino roccioso.
Superata una piccola croce in legno e filo spinato, si incontra il bivio per il Passo Ombrettola (2864m). Si prosegue sul sentiero a destra, costeggiando vallette rocciose con residuati bellici della Grande Guerra. Un ultimo tratto ripido con gradoni rocciosi porta agli ultimi tornanti e a un tratto pianeggiante che conduce al valico del Passo Cirelle (2683m). Il passo offre un panorama spettacolare sulla Cima Ombretta e il Sasso Vernale a est, e su Cima Uomo (3010m) a ovest.
Itinerario da Miralago / Passo San Pellegrino
Il percorso inizia nel parcheggio dell'albergo Miralago (1920 m), poco sopra il Passo San Pellegrino. Il tracciato, quasi pianeggiante, si sviluppa su una pista ben battuta fino a raggiungere la località Fuciade, nota per le sue costruzioni in legno e il meraviglioso panorama sul Sasso di Tasca, Sasso di Valfredda, Punta Zigolè e Cima Uomo.
Nei pressi della chiesetta, si seguono le tracce di altri scialpinisti. Si sale sui costoni del Sasso di Tasca fino a raggiungere una larga conca (circa 2340 m) con un grande ometto di sassi e un cippo commemorativo.
Oltre la conca, la salita diventa più ripida e impegnativa, richiedendo numerosi zig-zag fino a un traverso molto esposto e inclinato, dove la prudenza consiglia l'uso di ramponi. Superato questo tratto, in prossimità del Passo Cirelle, si ritorna all'uso delle ciaspole fino al passo, racchiuso tra i contrafforti di Punta Zigolè e l'ampia dorsale di Cima Cadine.
Esplorazione nei Dintorni del Passo Cirelle
Dal passo, è possibile scendere brevemente verso la valle di Contrin, godendo della vista sulla parete sud della Marmolada e sul Sasso Vernale. Un cartello indica una postazione di cannonieri italiani risalente alla Prima Guerra Mondiale, distante circa 15 minuti.

Livello di Difficoltà e Considerazioni Tecniche
Il livello di difficoltà generale del percorso è considerato medio/impegnativo. Si raccomanda di partire con uno zaino contenente abbigliamento adatto alla stagione.
L'assicurazione RCT è inclusa. Per disdette nelle ultime 24 ore è previsto il pagamento dell'intera quota.
Descrizione del Percorso per il Mulàz (con riferimento a Pale di San Martino)
Il Mulàz è una delle cime sciisticamente più interessanti delle Alpi Orientali, soprattutto per le difficili discese sul versante Nord-orientale. La partenza è dal parcheggio all'imbocco della Val Venegia (1675 m).
Salita: Dal parcheggio si percorre la strada forestale sul fondovalle per circa 5 km fino al Pian della Vezzana. Lasciata la strada per Baita Segantini, si sale lungo l'ampio vallone che separa il massiccio del Mulàz dalla catena settentrionale delle Pale fino a raggiungere il Passo del Mulàz (2619 m).
Discesa: Dalla cima, si ripercorre l'itinerario di salita fino al Passo del Mulàz. Dal passo, invece di scendere sul versante Ovest, si scende sul lato Nord-est, verso la Val Biois, raggiungendo il Rifugio Mulàz (2571 m). Ci si porta sui pendii morenici del versante settentrionale delle Cime di Focobon, costeggiando i Campanili dei Lastei, fino all'ampio versante sovrastante Casera Focobon. Giunti quasi alla base del versante, si percorre un tratto pianeggiante che conduce all'imbocco del canale del torrente Focobon, che si fa via via più stretto e irregolare (la difficoltà dipende dalle condizioni di innevamento e dal rischio valanghe).

