Olimpiadi Invernali: debutto storico per sei nazioni

Le Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018 segnano un momento storico con la partecipazione di sei Paesi che vi prenderanno parte per la prima volta in assoluto. Ecuador, Eritrea, Kosovo, Malesia, Nigeria e Singapore sventoleranno le proprie bandiere ai Giochi invernali grazie ad almeno un atleta, ognuno considerato un eroe nazionale per aver abbattuto una barriera storica per il proprio Paese.

Klaus Jungbluth Rodriguez: il pioniere dell'Ecuador nel sci di fondo

Il Paese sudamericano, situato ai piedi delle Ande, sarà rappresentato ai Giochi da Klaus Jungbluth Rodriguez. Trentotto anni, fisioterapista con un master e un dottorato in fisiologia dello sport, ha un passato di studi in Norvegia e nella Repubblica Ceca. È stata proprio la sua permanenza in Europa a fargli scoprire lo sci di fondo, una passione che ha continuato a coltivare, anche se per molto tempo solo sull'asfalto, una volta tornato in patria, tra le strade di Guayaquil. Soprannominato "l'uomo sull'asfalto", Jungbluth Rodriguez ha dimostrato una dedizione eccezionale per raggiungere il suo sogno olimpico.

Klaus Jungbluth Rodriguez in azione con gli sci di fondo

Con un desiderio così forte di partecipare ai Giochi Invernali, ha di fatto creato la Federazione di sci ecuadoregna, dopo aver lavorato per il comitato olimpico del suo Paese. Nel 2015, aveva accompagnato l'Ecuador ai Giochi Panamericani, ma solamente in veste di fisioterapista. "Sono orgogliosissimo", ha raccontato dopo essersi qualificato grazie al 146esimo posto ai Mondiali di fondo in Finlandia, "è difficile spiegare quest'emozione dopo così tanti anni di duro lavoro".

Nigeria: il team di bob femminile che ha conquistato i social

Tra le atlete con il maggiore "hype" di queste Olimpiadi figurano Seun "Miss Amazing" Adigun e le sue compagne di bob a due, Ngozi Onwumere e Akuoma Omeoga. Questo team interamente femminile, molto attivo sui social media e ben sponsorizzato, porta la nazione africana ai Giochi invernali per la prima volta, forte anche dell'esperienza maturata nelle edizioni estive. Seun, prima di diventare pilota di bob, ha gareggiato nei 100 metri a ostacoli a Londra 2012; Ngozi ha partecipato agli African Games tre anni prima, e Akuoma ha gareggiato a livello universitario. Cresciute tutte negli Stati Uniti, si sono conosciute in Texas e hanno iniziato ad allenarsi con un bob di legno chiamato "Mayflower", in onore della nave dei Padri Pellegrini.

Il team di bob femminile nigeriano con il loro bob

Eritrea: Shannon Ogbani-Abeda, un talento nato in Canada

Nato nel 1996 ad Alberta, in Canada, Shannon Ogbani-Abeda, figlio di due genitori eritrei fuggiti durante la diaspora, non è il primo africano nello sci alpino ai Giochi, ma è l'unico nella storia a competere per il Paese dell'Africa orientale. Cresciuto a Calgary, dove le Olimpiadi invernali sono un evento di grande importanza, ha iniziato a sciare da bambino ("Ma io volevo giocare a hockey"), arrivando a competere ai Giochi Olimpici della Gioventù a Innsbruck nel 2012. Due anni dopo, ha sfiorato la qualificazione per Sochi, fallendola per poco. Ha deciso di riprovarci, ma un grave infortunio nel 2016 ha rischiato di compromettere la sua carriera.

Kosovo: Albin Tahiri, un sogno condiviso con il padre

Quando Albin Tahiri iniziò a sciare in Slovenia, dove era nato da padre kosovaro, "il Kosovo non era ancora uno Stato indipendente". Ora che lo è diventato, Albin ha voluto regalare questa soddisfazione a suo padre, gareggiando in tutte le competizioni di sci alpino, soprattutto le più veloci, sotto la bandiera del Paese riconosciuto come indipendente dall'ONU solo nel 2015. L'anno successivo, a Rio, la kosovara Majlinda Kelmendi ha debuttato alle Olimpiadi estive conquistando una medaglia d'oro nel judo. È difficile che Tahiri, il primo atleta del suo Paese ai Giochi Invernali, possa replicare un tale successo.

Malesia: due atleti in discipline diverse

Il Paese del Sud-est asiatico ha deciso di esagerare per il suo debutto ai Giochi Invernali, portando non uno, ma ben due atleti in due discipline completamente diverse. Il primo malese a qualificarsi è stato lo sciatore diciottenne Jeffrey Webb, figlio della vicepresidente della neonata federazione sciistica malese. Si è allenato principalmente negli Stati Uniti, dove vive con la famiglia da quando aveva 5 anni, e in Svizzera. "Il mio idolo è Marcel Hirscher", ha raccontato prima di partire per la Corea, dove sperava di scambiare un selfie con lui. Dopo di lui, si è guadagnato un posto in Corea anche il pattinatore di figura Julian Yee, ventiduesimo ai recenti Mondiali di Helsinki, seguito su Instagram da oltre 20.000 persone. Ex membro della nazionale di short track, si è dedicato al pattinaggio di figura nel 2001. Anche lui è figlio di un'esponente della federazione ed è stato scelto per portare la bandiera, anche per la sua notorietà.

Il pattinatore di figura malese Julian Yee durante una performance

Singapore: Cheyenne Goh, la pioniera del ghiaccio

Cheyenne Goh, nata a Singapore 18 anni fa, ha scoperto il ghiaccio grazie all'hockey. Poi, nel 2010, ha "visto per la prima volta lo short track in TV, guardando le Olimpiadi di Vancouver" e ha deciso di provare. Ha fatto bene: oggi è la prima e finora unica atleta del suo Paese a essersi mai qualificata per i Giochi Invernali. Per vincere una medaglia, lei che al massimo è arrivata 46esima ai recenti Mondiali di Rotterdam, ci vorrebbe un'impresa alla Steven Bradbury, l'uomo che vinse uno degli ori più incredibili di sempre perché tutti i suoi avversari caddero dal quarti di finale in avanti. "Lui è il mio eroe", ha dichiarato Cheyenne.

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