L'itinerario proposto è ideale per chi si avvicina allo scialpinismo o per chi dispone di poco tempo e desidera allenarsi durante la settimana su un percorso veloce e facile. Si risale subito dietro il ristoro seguendo prima una strada solitamente battuta e poi le piste da sci con pendenza più sostenuta.
Si mantiene per circa un'ora la pista fino ad una sella dove si incrocia la strada, in inverno chiusa, per il Passo Crocedomini. Ci si dirige ora sempre sul tracciato delle piste a sinistra, lasciando la strada, verso un ampio pianoro fuori dal bosco. Non si è ancora giunti sulla vera vetta.
Tenendo l'impianto sulla sinistra, si scollina su un pendio esposto a Ovest e si segue l'ampia cresta, facendo attenzione a non perdere quota nel sottostante canale. Superata una piccola sella, si punta dritto per la cresta sempre in direzione Sud fino a raggiungere un primo dosso dove si trova un paletto. Si è quasi arrivati: in 10 minuti, mantenendo la stessa direzione, si scende lievemente per poi risalire sempre su cresta leggermente a destra; la vetta è evidente davanti a noi.
Da evitare l'ultimo tratto dopo gli impianti in caso di recenti nevicate. Il dazio da pagare per non spallare gli sci è trovare neve pessima, almeno in questa zona. La valutazione è appunto la media tra l'orribile del Monte Croce Domini, dove si trova un'ampia scelta di tutte le nevi più brutte immaginabili (crosta, ventata, sastrugi, ghiaccio) e il buono della zona del Misa. Il Gera si salva grazie al fatto che ormai è pistata.

Caratteristiche dell'itinerario
Si tratta di un giro dal discreto sviluppo (16 km) in un ambiente comunque bello, primaverile, anche se al mattino la temperatura era resa frizzante da una leggera ventilazione da nord. Sicuramente la sciabilità è migliore con un timing più rilassato.
L'itinerario è relativamente poco impegnativo e, per di più, è adatto anche agli scialpinisti principianti. Si parte dalla piana del Gaver. Dopo un tratto semipianeggiante, si riprende a salire tenendosi ai bordi della pista e si raggiunge il Goletto di Gavero.
D'inverno è più prudente invece tenersi il più possibile discosti dal Monte in quanto spesso scarica valanghe: si procede quindi al centro dell'ampio vallone puntando in direzione dell'evidente e caratteristico affioramento roccioso chiamato Corna Bianca. Lo si aggira a sinistra e, dopo un primo tratto a saliscendi, si arriva al cospetto della testata della Val Cadino, chiusa a destra dai contrafforti delle Crocette (o Creste) di Lajone. Da qui, per una serie di ondulati pendii, in direzione Nord-Ovest, si raggiunge la diga del Lago della Vacca con l'annessa costruzione che ospita i guardiani e dove fino a pochi anni fa funzionava l'ex-Rifugio Gabriele Rosa.

La Piana del Gaver e il Monte Misa
Nell'alta Valsabbia, in Lombardia, c'è un altopiano che in inverno si riveste di un manto nevoso per ciaspolate ed escursioni memorabili. A una quota di quasi 1500 metri, la Piana del Gaver si trasforma in un punto di partenza strategico per molte avventure: una di queste è la ciaspolata che sale verso il Monte Misa, un itinerario suggestivo che regalerà ampi panorami e un'immersione totale nella natura più incontaminata.
Il percorso che ti proponiamo segue la direzione della strada principale che sale verso il passo Crocedomini, e che viene chiusa dopo le prime nevicate. La difficoltà di questo itinerario è elevata.

Percorso per ciaspolate e scialpinismo dalla Piana del Gaver
Raggiungiamo con la macchina la Piana del Gaver, a quota 1500 metri, dove inizia la nostra avventura sulla neve. Di solito il punto di partenza per le tante escursioni che si diramano da questa piana è il Bar Blumon Break, da dove parte la pista sia per le ciaspolate che per le escursioni di scialpinismo. Si consiglia di accertarsi sulle condizioni meteo e della neve prima di avventurarsi su questo itinerario, in alcuni tratti leggermente esposto e impegnativo.
Seguendo tracce spesso già battute da altri escursionisti o scialpinisti, ci dirigiamo verso i vecchi impianti sciistici, percorrendo spazi che si fanno sempre più aperti e ampi davanti a noi. Una volta arrivati sulla cresta sommitale, si raggiunge la vetta del Monte Misa, godendo di una vista mozzafiato sulle vette circostanti e sulla valle.
Ci troviamo a 2184 metri: qui, dove l'aria è più sottile, il silenzio diventa assoluto e la natura regala emozioni incredibili. Dopo una meritata sosta per recuperare energie e godere di questo spettacolo, si ripercorre la stessa traccia per tornare a valle.
Sul monte Misa con sci e ciaspole
Attrezzatura necessaria
La quota a cui ci troviamo obbliga ad avere materiale tecnico e un'ottima attrezzatura; per questa escursione sono ad esempio indispensabili degli ottimi occhiali da neve, ma anche un buon strato termico e una giacca impermeabile.
Il Monte Misa nel contesto dell'Adamello
L'alta Valsabbia offre infinite possibilità per chi ama dedicarsi a escursioni invernali o estive. Il Monte Misa ha, in questo contesto, una posizione particolarmente strategica, trovandosi sulla punta meridionale del Gruppo dell’Adamello. A differenza delle altre cime dell’Adamello, il suo accesso per pendii erbosi e risalite non troppo ripide lo rende una meta molto frequentata da scialpinisti ed escursionisti con le racchette da neve in inverno.
L'ambiente è quello tipico delle valli alpine e prealpine, con una biodiversità particolarmente ricca, come solo il Parco dell’Adamello sa offrire.
