Le scale di risalita per i pesci rappresentano opere ingegneristiche sempre più richieste dalle amministrazioni, a fronte del crescente riconoscimento della segmentazione dell'ambiente fluviale come causa principale del degrado degli ecosistemi acquatici. La fauna ittica, infatti, necessita di poter risalire e scendere lungo il corso d'acqua per adattarsi alle variazioni stagionali e ricercare condizioni ambientali ottimali, quali la velocità della corrente, la temperatura e l'ossigenazione.
In Italia, le leggi che prescrivono la realizzazione di queste strutture risalgono a periodi molto antichi, antecedenti alla costituzione della Repubblica. Tuttavia, la loro implementazione è stata storicamente sporadica. Solo di recente, con l'intervento dell'ex Genio Civile e, successivamente, delle Amministrazioni Regionali, la richiesta di scale di risalita è aumentata significativamente, spesso in concomitanza con interventi di recupero su opere trasversali preesistenti.

È fondamentale sottolineare che esistono pochi esempi di scale di risalita veramente efficaci. Il loro corretto funzionamento dipende da una molteplicità di variabili difficilmente controllabili, e le condizioni della corrente al loro interno non sempre risultano favorevoli alla migrazione dei pesci. Laddove possibile, si dovrebbe privilegiare la realizzazione di strutture che emulino le condizioni naturali. Inoltre, queste opere sono spesso vulnerabili al passaggio delle piene e possono diventare impraticabili a causa del deposito di materiale solido.
Progettazione e Posizionamento delle Scale di Risalita
I passaggi per i pesci sono spesso strutture di dimensioni limitate, integrate in infrastrutture di maggiore entità. Ciò rende la loro individuazione da parte della fauna ittica un'impresa ardua, paragonabile alla ricerca di un ago in un pagliaio. Poiché la fauna ittica tende a migrare seguendo il flusso principale della corrente, la scala deve essere posizionata nella zona dove si concentra la portata fluviale. È tuttavia necessario prestare attenzione a evitare eccessive turbolenze all'ingresso della struttura.

Particolare cura deve essere posta per evitare che i pesci vengano intrappolati o spaventati da organi meccanici come turbine o paratoie. La velocità della corrente all'ingresso della scala non dovrebbe superare i 0,5 m/s. Per proteggere la scala dall'ingresso di materiale flottante, è opportuno studiarne la posizione in relazione alla tipologia di materiale trasportato e ai percorsi preferenziali, o predisporre adeguate strutture di deviazione.
Caratteristiche Idrauliche e Strutturali Ottimali
La progettazione della scala deve garantire condizioni di deflusso idrico che siano attrattive per la fauna ittica e che non rendano la risalita disagevole o impossibile. Tutti i passaggi obbligati devono essere sufficientemente larghi per consentire il transito dei pesci, garantendo al contempo un'adeguata altezza d'acqua. L'utilizzo di flussi idrici di supporto generati con acqua diversa da quella del fiume potrebbe avere un effetto deterrente.
Nel caso di scale a bacini successivi, la potenza dissipata (P) nel salto tra bacini non dovrebbe superare i 150-200 W/m³. Tale potenza può essere calcolata con la formula P=γQΔH, dove γ è il peso specifico dell'acqua, Q è la portata nella scala e ΔH è il dislivello dei peli liberi tra un bacino e l'altro. La velocità idrica massima all'interno della scala non dovrebbe mai eccedere i 2 m/s.
Le scale devono prevedere zone di riposo dove i pesci possano recuperare le energie necessarie per proseguire la risalita. La pendenza della scala dovrebbe essere compresa tra 1/5 e 1/10. Il fondo della scala dovrebbe essere ricoperto da un substrato di almeno 20 cm dello stesso materiale presente nell'alveo fluviale.
È necessario interdire la pesca non solo lungo la scala, ma anche in prossimità delle zone di ingresso e uscita. Alcune amministrazioni impongono di non presidiare gli ingressi delle scale con organi di regolazione, come le paratoie.
Le linee guida della FAO forniscono specifiche dettagliate, soprattutto per la progettazione delle scale rustiche. È importante ricordare che le condizioni di deflusso delle correnti nelle scale di risalita rendono l'ipotesi di corrente gradualmente variata poco attendibile, amplificando l'incertezza dei calcoli.
Tipologie di Passaggi per Pesci
La classificazione moderna delle tipologie di passaggi per pesci distingue tre categorie principali:
- Passaggi Tecnici: sono le tipologie più comuni, collaudate e simili a opere di ingegneria civile tradizionali. Privilegiano l'uso di murature, parti metalliche o meccaniche (paratoie) e non imitano le condizioni naturali come rapide o rocciosità.
- Passaggi Semi-Naturali (Close to Nature): si tratta di passaggi artificiali progettati per imitare il più possibile le caratteristiche naturali del corso d'acqua, attraverso la creazione di rapide, piccoli corsi d'acqua o tributari. Possono essere realizzati anche con tecniche di ingegneria naturalistica, come rampe in pietrame senza uso di calcestruzzo.
- Passaggi Speciali: opere che consentono il passaggio dei pesci senza ricostituire radicalmente la continuità fluviale. I pesci vengono spostati passivamente o indotti a passare, ma il corso d'acqua rimane funzionalmente interrotto. Esempi includono le chiuse da pesci (simili alle conche di navigazione) e gli ascensori da pesci, che trasportano i pesci tramite vasche sollevate meccanicamente.
Esistono inoltre tipologie specifiche come le scale per anguille, costituite da canalette sintetiche con setole che rallentano il flusso idrico, permettendo la reptazione del pesce. Un'altra soluzione è la creazione di un canale artificiale che bypassa lo sbarramento, ricreando un corso d'acqua con un elevato grado di naturalità.
Come fanno i pesci a respirare sott’acqua?
Le tipologie di passaggi possono includere:
- Scale a bacini digradanti: prevedono una successione di bacini intercomunicanti a diverse altezze. Le comunicazioni possono avvenire tramite aperture superficiali a sfioro, fessure verticali o orifizi sul fondo.
- Canali di scivolo con deflettori: utilizzano una serie di deflettori inclinati per rallentare la velocità idrodinamica.
- Scale per anguille: canalette con setole sintetiche per facilitare la risalita.
- Canali artificiali di bypass: creano un percorso alternativo che ripristina la continuità fluviale.
- Passaggi con finestre a vetri: consentono il monitoraggio degli spostamenti della fauna ittica.
- Ascensori per pesci: dispositivi meccanici di sollevamento.
Legislazione e Normative
La normativa italiana prevede l'obbligo di realizzare dispositivi di risalita in prossimità degli sbarramenti idrici fin dal Regio Decreto 1486 del 1914 ("Regolamento per la pesca fluviale e lacuale"), ribadito dall'articolo 10 del "Testo Unico delle leggi sulla pesca" (R.D. 8/10/1931, n. 1604). A livello comunitario, la principale direttiva di riferimento è la Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Acque), recepita in Italia con il D.Lgs. 26 Maggio 1982.
La Food and Agriculture Organization (FAO), attraverso la sua European Inland Fisheries Advisory Commission (EIFAC), ha istituito un gruppo di lavoro dedicato ai passaggi per pesci ("Working Party on Fish Passage Best Practices") per riorganizzare criteri pianificatori, tecnici e gestionali nella progettazione di queste opere, ormai considerate essenziali per la tutela della biodiversità.
Esempi e Progetti in Italia
I più antichi impianti di rimonta in Italia risalgono agli anni Novanta dell'Ottocento, con il primo realizzato a Sesto Calende nel 1891. Dopo un periodo di scarso interesse, l'attenzione verso queste opere è riemersa negli anni '80 e '90, portando all'elaborazione di linee guida internazionali e nazionali.
Un esempio significativo di progetto integrato è quello relativo alla scala di risalita dei pesci sul Po a Isola Serafini (Piacenza). Inaugurata nel 2017, quest'opera ha permesso di ripristinare la continuità ecologica del fiume, interrotta dalla diga della centrale idroelettrica, favorendo la migrazione di numerose specie ittiche, tra cui lo storione cobice. L'infrastruttura è diventata un punto di riferimento per la gestione sostenibile dei grandi fiumi e un luogo di educazione, turismo e difesa del territorio. Un accordo triennale tra la Regione Emilia-Romagna e diversi enti mira a potenziare la gestione, la fruizione pubblica e la valorizzazione di questa scala, trasformandola in uno spazio accessibile a scuole, famiglie e cittadini.

Questo progetto, che include anche un Infopoint, sottolinea l'importanza di coniugare tutela ambientale, sicurezza del territorio, innovazione, educazione e sviluppo locale. L'opera è aperta al pubblico e permette di osservare in diretta il passaggio dei pesci, comprendendo il funzionamento di un corridoio ecologico restituito alla natura.
Sfide e Criticità
Una delle principali criticità in Italia è la mancanza di un'autorità centrale dedicata alla pianificazione, sviluppo, controllo e collaudo dei dispositivi di risalita. Inoltre, vi è una carenza di manualistica di riferimento in lingua italiana. Questi fattori contribuiscono a una situazione in cui l'obbligo di legge viene spesso vanificato dal comportamento elusivo dei vari soggetti coinvolti nella realizzazione di opere idrauliche.
L'efficacia delle scale di risalita è compromessa dalla difficoltà di replicare condizioni naturali e dalla vulnerabilità a eventi idrologici estremi e al deposito di sedimenti. La corretta individuazione del punto di salita ottimale, che varia a seconda delle specie ittiche, rappresenta un'ulteriore sfida progettuale.
