Questa mattina, nell'auditorium della Casa della Resistenza di Fondotoce, si è aperta l'udienza preliminare del processo relativo all'incidente della funivia del Mottarone. L'evento ha segnato l'inizio di un percorso giudiziario volto a chiarire le responsabilità dietro la tragica caduta della cabina numero 3, avvenuta il 23 maggio 2021.

Leitner e le Richieste di Risarcimento
L'avvocato Paolo Corti, difensore del presidente di Leitner, Anton Seeber, ha sottolineato l'impegno della società nel farsi carico dei risarcimenti ai parenti delle vittime, nonostante si dichiari estranea alle contestazioni. "Leitner ha fatto qualcosa di straordinario in questi mesi," ha affermato Corti, "pur proclamandosi estranea alle contestazioni si è fatta carico dei risarcimenti nei confronti dei parenti delle vittime di questa assurda tragedia e lo ha fatto con denaro proprio. Abbiamo più di 50 posizioni aperte, le somme sono oggetto di riservatezza ma è una somma importante di tutto rilievo".
Corti ha specificato che tutte le posizioni relative alle richieste di risarcimento sono state chiuse, ad eccezione di quella del piccolo Eitan, la cui situazione è ancora in fase di definizione a causa di problematiche legate all'approvazione da parte di un giudice tutelare. Riguardo alle cause dell'incidente, il legale ha precisato che non sono stati riscontrati problemi nell'impianto in sé, bensì nella gestione e nell'esercizio, di competenza di altri soggetti. "Sulla fune che si è rotta, sulle cause, c'è stata una perizia che è stata acquisita ma il problema dei controlli sulla fine è una tematica che per legge attiene all'esercente e non al manutentore," ha aggiunto.
La Posizione di Gabriele Tadini e il Ruolo dei "Forchettoni"
L'avvocato Marcello Perillo, che difende Gabriele Tadini, il caposervizio che ha ammesso di aver inserito i cosiddetti "forchettoni" per inibire il sistema frenante di emergenza, non esclude la possibilità di chiedere il giudizio abbreviato, ma esclude categoricamente il patteggiamento. "Quella di Tadini è la posizione più difficile, perché ha sempre ammesso la sua responsabilità per quanto riguarda i forchettoni," ha dichiarato Perillo, aggiungendo che cercheranno "di togliere un po' di responsabilità per tutto il resto".

La Presenza di Shmuel Peleg, Nonno di Eitan
A sorpresa, a Verbania è giunto Shmuel Peleg, il nonno di Eitan, unico sopravvissuto della tragedia. "Dobbiamo fare quello che è meglio per Eitan, non per qualcuno delle famiglie. Le famiglie devono stargli vicino insieme," ha dichiarato Peleg, riferendosi anche al precedente episodio in cui aveva rapito il nipote portandolo in Israele, per il quale aveva patteggiato venti mesi. "Eitan sta bene ora, entrambe le famiglie sono con lui e questo è ciò che è importante perché Eitan ha già perso abbastanza," ha aggiunto. Peleg ha inoltre espresso la sua attesa per il processo: "Io non mi aspetto nulla, non ho alcun sentimento di vendetta, quello che voglio è essere presente per mia figlia e per la mia famiglia."
L'Incidente: 23 Maggio 2021
La tragedia si è consumata il 23 maggio 2021. La funivia che collega Stresa alla vetta del Mottarone, in funzione dalle 9:30, ha subito un gravissimo incidente intorno alle 12:30. A pochi metri dalla stazione di monte, la fune traente dell'impianto si è spezzata, causando il distacco della cabina numero 3. La cabina, dopo essere tornata indietro appesa al cavo portante a forte velocità, si è schiantata contro un pilone del tracciato, precipitando al suolo da oltre 20 metri e rimanendo incastrata in una zona boschiva.
Il bilancio iniziale fu di 13 morti, con due bambini trasportati in gravissime condizioni all'Ospedale Regina Margherita di Torino. Purtroppo, Mattia Zorloni, di 5 anni, non sopravvisse, così come i suoi genitori Vittorio Zorloni ed Elisabetta Persanini. L'altro bambino, Eitan Biran, divenne l'unico sopravvissuto, perdendo il padre Amit Biran, la madre Tal Peleg, il fratellino Tom e i bisnonni Barbara Cohen Konisky e Itshak Cohen. La famiglia, di origine israeliana, risiedeva a Pavia.
Funivia Monte Faito: la possibile ricostruzione 3D dell'incidente
Le Indagini e le Tappe del Processo
Le indagini, avviate dalla Procura di Verbania, inizialmente contro ignoti, hanno portato rapidamente a identificare i primi indagati. Il 26 maggio 2021, tre persone sono state fermate: Luigi Nerini (titolare della società di gestione), Enrico Perocchio (direttore di esercizio) e Gabriele Tadini (caposervizio). Tadini ammise di aver inserito i "forchettoni" per ovviare ai problemi del sistema frenante. Tuttavia, il 29 maggio, il Gip ordinò la scarcerazione per Nerini e Perocchio, disponendo gli arresti domiciliari per Tadini, una decisione che suscitò reazioni contrastanti.
Il 7 giugno 2021, il caso fu riassegnato a un altro Gip, Elena Ceriotti, sollevando polemiche tra gli avvocati penalisti di Verbania. Il 10 giugno, Eitan, il piccolo sopravvissuto, lasciò l'ospedale di Torino per trasferirsi a Pavia presso la zia paterna, Aya, nominata sua tutrice legale.
Il 1° luglio 2021, il numero degli indagati salì a quattordici, includendo dodici persone fisiche e due società: Ferrovie del Mottarone e Leitner. A tutti vennero contestati i reati di omicidio colposo e lesioni colpose, con le società che rispondevano anche amministrativamente. Alle persone fisiche fu contestato anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti.
L'incidente probatorio si aprì il 22 luglio 2021, con l'acquisizione di perizie tecniche. Il 1° settembre 2021, Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan, rapì il bambino portandolo in Israele, dando avvio a un'indagine per sequestro di persona.
Il 23 settembre 2021, in Israele iniziò il processo per decidere il futuro di Eitan, con la corte che stabilì una gestione condivisa prima di decidere il suo rientro in Italia il 25 ottobre. Il 8 novembre 2021, i rottami della cabina numero 3 furono recuperati.
Il 25 novembre 2021, Gabriele Tadini venne scarcerato per decorrenza dei termini di custodia preventiva. Il 15 aprile 2022, la Cassazione annullò l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Torino relativa agli arresti domiciliari per Nerini e Perocchio, rinviando per un nuovo giudizio.
Il 23 maggio 2022, in occasione del primo anniversario della strage, fu posata una stele commemorativa. Il 26 maggio 2022, venne diffusa la relazione finale della commissione di indagine ministeriale, che evidenziò problemi di gestione e manutenzione. Il 16 settembre 2022, la relazione finale dell'incidente probatorio confermò che la fune traente era già danneggiata, ma nessun controllo lo aveva rivelato.
Il 17 settembre 2022, la Cassazione confermò l'impianto accusatorio dell'inchiesta. Il 16 dicembre 2022, si concluse l'incidente probatorio. Il 13 gennaio 2023, il tribunale del Riesame decise la sospensione per un anno dall'attività per Luigi Nerini ed Enrico Perocchio. Il 18 gennaio, il Tribunale di Verbania respinse la richiesta di risarcimento avanzata da Ferrovie del Mottarone nei confronti del Comune di Stresa.
Il 21 aprile 2023, il titolare delle Funivie ricorse in appello contro la decisione del tribunale civile. Il 19 maggio 2023, la Procura chiuse le indagini, con otto indagati rimasti e sei posizioni archiviate. L'8 agosto 2023, venne pubblicata una relazione finale che avvalorava le tesi della Procura, puntando il dito sul "fattore umano".
Il 12 settembre 2023, l'avvocato Natascia Forconi annunciò che le trattative per i risarcimenti erano in corso. Il 24 novembre 2023, venne firmato un accordo per la "rinascita" della funivia, con un finanziamento di 15 milioni di euro, con l'obiettivo di riapertura entro l'estate 2025.
Il 18 dicembre 2023, si insediò il nuovo presidente del tribunale di Verbania, Gianni Macchioni.
Le Vittime e le Loro Storie
La tragedia ha spezzato le vite di 14 persone. Tra le vittime figurano:
- Famiglia Biran (origine israeliana, residente a Pavia): Amit Biran (30 anni), Tal Peleg (26 anni), Tom Biran (2 anni), e i bisnonni Itshak Cohen (82 anni) e Barbara Cohen Konisky (71 anni). Eitan Biran è l'unico sopravvissuto.
- Famiglia Zorloni (residente a Vedano Olona, Varese): Vittorio Zorloni (55 anni), Elisabetta Persanini (37 anni), e il figlio Mattia Zorloni (5 anni), deceduto in ospedale.
- Silvia Malnati (26 anni) e Alessandro Merlo (29 anni), coppia residente a Varese.
- Serena Cosentino (27 anni) e Mohammadreza Shahaisavandi (23 anni), residenti a Diamante (Cosenza).
- Angelo Vito Gasparro (45 anni) e Roberta Pistolato (40 anni), coppia residente a Castel San Giovanni (Piacenza).

La Ricostruzione Tecnica e le Ipotesi
Secondo le prime ricostruzioni, la causa principale dell'incidente sarebbe stata la rottura del cavo traente. Le indagini hanno anche evidenziato il mancato funzionamento del sistema frenante di emergenza, dovuto all'inserimento dei "forchettoni" da parte di Gabriele Tadini. Le perizie tecniche hanno successivamente confermato che la fune era danneggiata, ma che i controlli non avevano evidenziato criticità.
La relazione finale della commissione di indagine del Ministero dei Trasporti ha puntato il dito sul "fattore umano" e sui problemi legati alla gestione e manutenzione dell'impianto.
La Rinascita della Funivia
Nonostante la tragedia, è in corso un progetto per la ricostruzione e la riapertura della funivia del Mottarone, con un finanziamento di 15 milioni di euro. L'obiettivo è quello di riattivare l'impianto entro l'estate 2025, con l'intento di onorare la memoria delle vittime e offrire un nuovo futuro alla località.
