Funivia del Monte Faito: Sicurezza, Incidenti e Storia

A quasi un mese dal drammatico incidente della funivia del Monte Faito, in cui una cabina è precipitata al suolo, il Comune di Castellammare di Stabia interviene nuovamente per garantire la sicurezza pubblica. Il provvedimento segue le prime ordinanze di urgenza emesse il 19 aprile scorso e amplia il perimetro d’azione includendo nuove particelle catastali lungo via Pantanella, giudicate a rischio per possibili ulteriori movimenti incontrollati dei cavi d’acciaio della funivia.

«La situazione di potenziale pericolo è rilevabile come attuale e concreta», si legge nel testo dell’ordinanza, che richiama l’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali, consentendo ai sindaci di intervenire con atti contingibili e urgenti in caso di gravi minacce per l’incolumità pubblica. Un’ordinanza che rafforza la risposta delle istituzioni a un episodio su cui restano accesi i riflettori della magistratura.

Vista panoramica del Monte Faito con la funivia in lontananza

L'Incidente del 17 Aprile 2025

Un grave incidente ha avuto luogo a Castellammare di Stabia giovedì 17 aprile 2025, poco dopo le ore 15. Un cavo della funivia del Monte Faito si è spezzato, lasciando due cabine sospese nel vuoto. A bordo c'erano circa 16 persone, tra passeggeri e personale.

La cabina più vicina alla stazione sul monte, sulla quale c'erano cinque persone, si è sganciata, cadendo in un dirupo. I soccorritori sono riusciti a portare in salvo alcune delle persone presenti, ma ci sono state vittime e si è cercato ancora una persona.

Schizzo o ricostruzione dell'incidente della funivia del Monte Faito

Dettagli dell'incidente e operazioni di soccorso

Per cause ancora da accertare, il cavo trainante dell'impianto della funivia, che dalla stazione della Circumvesuviana in otto minuti porta sulla vetta del monte Faito, si è sganciato ed è precipitato a terra, finendo la sua corsa su un traliccio dell'Enel in località Quisisana e sulla gru di un cantiere nella zona collinare. Le operazioni di recupero sono state rese più difficili a causa della fitta nebbia presente, che ha ridotto la visibilità.

Dopo l'incidente, la stazione di Castellammare di Stabia è stata chiusa, con l'interruzione della tratta ferroviaria tra Pioppaino e Sorrento.

Vittime e dispersi

Quando il cavo si è spezzato, il sistema di sicurezza ha bloccato le due cabine che erano in viaggio: nella prima c'erano 11 persone e nella seconda 5 (in tutto 14 passeggeri e 2 addetti dell'impianto).

Chi si trovava nell'ultima cabina partita ha potuto fare ritorno alla stazione di partenza in un paio d'ore, grazie alle funi di sicurezza con imbracatura presenti a bordo. Queste undici persone sono tutte in salvo.

Per le altre, quattro turisti e un operatore, a bordo della cabina che era già vicina alla stazione di monte la situazione è stata più drammatica. La cabina, avvolta nella nebbia, è rimasta bloccata nel vuoto e le comunicazioni si sono presto interrotte. Per gli elicotteri dei Vigili del Fuoco e tutti gli altri soccorritori raggiungerli non è stato facile. Solamente dopo le 18 è stato appurato che la cabina si era sganciata, cadendo in un dirupo: quattro persone hanno purtroppo perso la vita.

Il Precedente Incidente Mortale

La funivia, inaugurata nell'estate del 1952, era già stata protagonista di un altro incidente mortale nel 1960. All'altezza del primo pilone, la cabina nel tratto discendente si è sganciata dai cavi di traino, finendo sui binari della ferrovia. Morirono 4 persone, tra cui un bambino di soli 9 anni e il conducente.

Illustrazione d'epoca o foto storica della funivia del Monte Faito

Il Monte Faito: Storia, Natura e Importanza

Il Monte Faito è una montagna facente parte della catena montuosa dei Monti Lattari, alta 1.131 metri. Ha accesso sia da Castellammare di Stabia che da Vico Equense ed è inoltre raggiungibile con l’omonima funivia dalla stazione di Castellammare di Stabia.

Il monte Faito, formato prevalentemente da rocce di tipo calcareo, deve il suo nome alle faggete che crescono rigogliose sulle sue pendici: ci sono diversi faggi che hanno oltre quattrocento anni di vita e raggiungono una circonferenza di oltre sei metri. Sono inoltre presenti altri tipi di alberi come lecci e castagni e piante come l'orchidea ad un bulbo, epipogio e la Pteride di Creta, specie non molto frequenti in Italia.

Aspetti Storici e Tradizioni

Secondo la tradizione, sul monte Faito si raccolsero in preghiera i santi Catello e Antonino, a cui apparve l'arcangelo Michele. Nei secoli scorsi, la montagna fu sfruttata per la produzione di legno: fu proprio grazie a questa importante risorsa che nel 1783 il re Ferdinando I delle Due Sicilie poté costruire a Castellammare di Stabia il cantiere navale, il quale si riforniva di legname proveniente proprio dai boschi del Faito per la costruzione delle navi.

Altra importante funzione che aveva la montagna riguardava la produzione di ghiaccio: durante la stagione invernale, infatti, ampi fossati venivano riempiti con strati di neve e foglie, che con il passare del tempo, divenivano ghiaccio da poter utilizzare soprattutto durante la stagione estiva per la conservazione dei cibi.

Sviluppo Turistico e Infrastrutture

L'importanza del Faito, soprattutto come località turistica, crebbe notevolmente dalla seconda metà del XX secolo, quando furono costruiti numerosi alberghi e villette residenziali, oltre a un centro sportivo con piscina. Nel 1950 venne ultimata la costruzione del nuovo santuario di San Michele Arcangelo, mentre nel 1952 il monte fu collegato a Castellammare di Stabia da una funivia, che copre l'intero percorso in otto minuti.

Monte Faito film documentario, regia Lello Lenguito

Escursioni e Preparazione

Vengono organizzate escursioni con direttori come Raffaele Luise e Liborio Liguori. Durante il percorso vi saranno spiegazioni sulla storia delle "nevere" del Faito e sulla flora locale.

L'equipaggiamento necessario per le escursioni include:

  • Scarpe da trekking (in alternativa scarpe sportive con suola con scanalature aderenti)
  • Abbigliamento escursionistico “a strati” (abbigliamento “a cipolla”)
  • Giacca a vento o mantellina antipioggia
  • Bastoncini telescopici
  • Acqua

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