La scomparsa di Fulvio Cimarolli, avvenuta il 15 marzo, ha lasciato un vuoto nel cuore di molti. Da tempo combatteva contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), una grave malattia neurodegenerativa che lo aveva progressivamente immobilizzato, ma non aveva spento la sua vivacità intellettuale e il suo spirito combattivo. Fulvio, originario di Bondone, è ricordato non solo per la sua forza d'animo di fronte alla malattia, ma anche come un pioniere dello snowboard in Italia.

Uno Snowboarder di Talento e Innovatore
Nei primi anni Duemila, Fulvio Cimarolli si era affermato come una figura di spicco nell'ambiente dello snowboard. La sua passione per questo sport era profonda, e la sua abilità gli permise di compiere imprese notevoli. Come riportato sul sito dell'associazione a lui dedicata, Fulvio fu il primo in Italia a eseguire e documentare un "Double Cork", una manovra acrobatica di grande spettacolarità e complessità nel mondo dello snowboard freestyle.
Nonostante non avesse iniziato a praticare lo sport in giovane età, Fulvio riuscì a raggiungere traguardi significativi, dimostrando talento e dedizione. La sua impresa del "Double Cork" rimane una testimonianza della sua audacia e della sua capacità di spingersi oltre i limiti.

La Diagnosi e la Lotta contro la SLA
Nel 2012, la vita di Fulvio cambiò drasticamente con la diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica. La malattia progredì rapidamente, costringendolo su una sedia a rotelle e limitando la sua capacità di comunicare e muoversi. Nonostante il corpo fosse compromesso, la sua mente rimase lucida e la sua volontà di vivere e di contribuire non venne mai meno. "Una mente lucida intrappolata in un corpo fuori uso", come descritto dagli amici, definisce la difficile condizione che Fulvio dovette affrontare.
La notizia della sua malattia sconvolse la comunità e i suoi cari, che si attivarono immediatamente per offrirgli supporto. Amici stretti come Luca Averoldi e William Bresciani furono tra i primi a mobilitarsi per raccogliere fondi destinati alle sue cure.
La Nascita dell'Associazione "Fulvio Cimarolli Onlus" e l'Impegno Solidale
La profonda amicizia e la volontà di aiutare Fulvio portarono alla nascita di un comitato, che in seguito divenne l'Associazione Fulvio Cimarolli Onlus. L'obiettivo iniziale era raccogliere fondi per sostenere le cure mediche dello sportivo.
Tuttavia, nel 2014, Fulvio stesso espresse il desiderio di destinare parte delle donazioni raccolte ad altre cause, in particolare per aiutare bambini affetti da malattie invalidanti come la sclerosi e l'autismo. Questo nobile intento trasformò l'associazione in un veicolo di solidarietà più ampio, volto a supportare persone con gravi problemi di salute e difficoltà economiche.

L'associazione ha continuato a portare avanti l'eredità di Fulvio, organizzando numerosi eventi e iniziative benefiche in provincia di Brescia e non solo. Un esempio concreto del loro impegno è stato il progetto di Terapia Multisistemica in Acqua (TMA), avviato dal 2015. Attraverso questa terapia, si è osservato come i soggetti affetti da autismo reagissero positivamente agli stimoli psicomotori in ambiente acquatico. Il progetto, partito da Salò e poi esteso a Brescia, ha coinvolto decine di famiglie, offrendo un momento di crescita per i bambini e di sollievo per i genitori.
Il Ricordo degli Amici e della Comunità
Gli amici di Fulvio lo ricordano con profonda commozione e gratitudine. Le parole di Luca Averoldi e William Bresciani, membri fondatori dell'associazione, esprimono il legame indissolubile che li univa a lui: "Noi restiamo qui, più forti grazie a te, questi 10 anni vissuti al tuo fianco ci hanno fatto diventare persone migliori, più mature, più predisposte all’amore per il nostro prossimo."
La comunità di Bondone e dintorni, così come il mondo dello sport, si sono stretti attorno alla famiglia di Fulvio. La squadra di calcio della Condinese, guidata dal presidente Thomas Galante e dal dirigente Fabio Bagattini, aveva organizzato una partita in suo nome, devolvendo l'incasso alla famiglia. Anche la squadra di calcio dell'Eridio lo aveva visto protagonista come centrocampista.
La cerimonia funebre si è tenuta il 17 marzo nella chiesa di Bondone, officiata da don Andrea Fava, e trasmessa in diretta su Youtube tramite il canale Cedis, permettendo a un vasto pubblico di partecipare a distanza. Fulvio ha lasciato la vita terrena all'età di 49 anni, ma il suo spirito e il suo messaggio di forza, passione e solidarietà continueranno a vivere attraverso l'associazione che porta il suo nome e le innumerevoli vite che ha toccato.
