Alex Honnold è universalmente riconosciuto come il più grande free soloist al mondo. La sua audacia e le sue imprese ridefiniscono i limiti dell'arrampicata estrema.
L'impresa sul Freerider: un traguardo storico
La mattina di sabato 3 giugno, Alex Honnold ha compiuto un'impresa leggendaria: la scalata in free solo della via Freerider, un percorso di 7c lungo 900 metri su El Capitan. Questa via, già di per sé estremamente difficile e con poche ripetizioni all'attivo, è stata affrontata da Honnold con una determinazione e una maestria senza precedenti, completando la scalata in meno di 4 ore.

La preparazione meticolosa di Honnold
Per raggiungere questo obiettivo, Alex Honnold ha dedicato un anno intero alla preparazione. I suoi allenamenti si sono svolti su difficili vie di arrampicata in diverse parti del mondo, tra cui Europa, Cina, Stati Uniti e Marocco. Già nel novembre 2016, Honnold aveva tentato una scalata in free solo del Freerider, ma aveva rinunciato dopo meno di un'ora. Questo precedente tentativo sottolinea la complessità e la pericolosità della via.
La mentalità del campione: espandere la zona di comfort
Dopo aver conquistato il Freerider, Honnold ha condiviso la sua prospettiva: «Anni fa, quando pensai per la prima volta al free solo del Freerider, c’erano una mezza dozzina di punti che mi facevano pensare “oddio, questo fa paura”, ma poi ho allargato la mia comfort zone fino a quando quegli obiettivi che sembravano totalmente folli sono diventati possibili». Questa dichiarazione evidenzia la straordinaria capacità di Honnold di gestire la paura e di superare i propri limiti percepiti.
Le sfide tecniche e fisiche del Freerider
La via Freerider è caratterizzata da un percorso tortuoso, ricco di zig zag, che segue diverse fessure e crepe, alcune ampie, altre minime. Durante la salita, Honnold ha dovuto affrontare passaggi impegnativi come camini, camminare in equilibrio su strettissime cengie e superare singoli fino al 7c. Ha dimostrato un incredibile autocontrollo nel percorrere centinaia di metri da solo, eseguendo complicate sequenze di arrampicata dove anche il minimo errore poteva avere conseguenze fatali.

Il dibattito sulla scalata in free solo su El Capitan
La comunità dei climber americani ha a lungo discusso sulla possibilità di scalare El Capitan in free solo. Solo altre due persone si sono pubblicamente dichiarate interessate a tentare un'impresa simile. Tra queste, Michael Reardon, tragicamente scomparso nel 2007 a seguito di un incidente durante un'arrampicata in Irlanda. La capacità di Honnold non risiede solo nelle sue abilità tecniche e fisiche, ma soprattutto nella sua eccezionale forza mentale e nella sua capacità di controllare la paura.
Reazioni e riflessioni sull'alpinismo estremo
Come spesso accade per imprese di tale portata, l'impresa di Honnold ha suscitato sia ammirazione e attestati di stima, sia voci critiche. Alcuni sostengono che il free solo non dovrebbe essere considerato una strada valida nell'alpinismo del XXI secolo. Tuttavia, per i comuni arrampicatori, è difficile giudicare o "patentinare" stili alpinistici differenti, sia esso il free solo in cui Honnold eccelle, o lo speed climbing, specialità in cui il compianto Ueli Steck è stato leader mondiale. Resta un profondo senso di ammirazione e stupore di fronte a tali dimostrazioni di coraggio e abilità, lasciando aperta la domanda: qual è il prossimo passo?
