Demolizione e ricostruzione di impianti di risalita: progetti in corso

Il tema della demolizione e successiva ricostruzione di impianti di risalita obsoleti sta diventando sempre più centrale nei piani di sviluppo della mobilità montana e turistica. Diversi progetti in Italia vedono la rimozione di vecchie funivie e seggiovie, spesso chiuse da decenni, per far spazio a nuove infrastrutture più moderne ed efficienti. Un esempio concreto è la funivia di San Genesio a Bolzano, il cui impianto a monte è già stato smantellato, mentre la stazione a valle, risalente al 1937, è prossima alla demolizione.

vista aerea della funivia di San Genesio con la stazione a valle da demolire

La funivia di San Genesio: un progetto di rinnovamento

La funivia di San Genesio, chiusa dal novembre 2020, è un esempio di come infrastrutture storiche necessitino di un profondo rinnovamento. L'annuncio della demolizione della stazione a valle, prevista per febbraio, è stato dato da Joachim Dejaco, direttore generale della STA (Strutture Trasporto Alto Adige). Questo intervento segna l'inizio di un progetto più ampio che porterà alla realizzazione di una nuova funivia, con l'obiettivo di aumentare significativamente la capacità di trasporto e ridurre i tempi di percorrenza.

Dettagli del nuovo progetto

Il nuovo impianto a San Genesio sarà una funivia a due cavi, dotata di due cabine da 45 posti ciascuna. Questo design consentirà un aumento della capacità di trasporto del 95% rispetto al precedente, con un transito previsto di 350 persone all'ora e tempi di percorrenza ridotti del 25%, attestandosi a poco più di sei minuti. Il progetto prevede inoltre lo spostamento della stazione a valle di circa quattro metri verso la strada e l'eliminazione della stazione intermedia precedentemente prevista.

render della nuova stazione a valle della funivia di San Genesio

Finanziamento e impatto economico

Il costo totale della nuova funivia di San Genesio ammonta a circa 39,7 milioni di euro, di cui 31,5 milioni destinati ai lavori e 8,2 milioni all'amministrazione. Un contributo significativo, pari a 37,5 milioni di euro, proviene dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il restante finanziamento sarà coperto da fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e da fondi provinciali.

Le nuove stazioni: design e funzionalità

La stazione a valle del nuovo impianto, progettata dallo studio di architettura Marco Sette, presenterà un basamento in calcestruzzo con inerti di pietra locale, una copertura a verde e un rivestimento in ferro corten. Gli spazi interni saranno distribuiti su più livelli, includendo biglietteria, sala d'attesa, servizi, ascensori per biciclette e un'area tecnica. All'esterno è prevista una piazza pubblica alberata. La stazione a monte, parzialmente interrata, offrirà una vista panoramica sull'Adige attraverso una grande vetrata, con una terrazza-belvedere. Entrambe le stazioni saranno dotate di parcheggi per biciclette, mentre la stazione a valle ospiterà anche un parcheggio per auto da 60 posti.

vista della terrazza panoramica della stazione a monte della funivia di San Genesio

Riqualificazione di impianti sciistici abbandonati

Parallelamente ai progetti di ammodernamento, si assiste anche alla riqualificazione di aree sciistiche abbandonate da decenni. Un caso emblematico è quello dell'area sciistica Fiorentini-Le Fratte nel comune di Arsiero, in provincia di Vicenza, che sarà oggetto di un importante intervento di riqualificazione paesaggistica e turistica.

Il progetto "Fiorentini-Le Fratte"

Il piano di sviluppo turistico "Fiorentini-Le Fratte" mira a rilanciare lo sci alpino in un'area che versa in stato di abbandono da oltre 20 anni. L'intervento, del valore di circa 33,5 milioni di euro, prevede lo smantellamento degli impianti esistenti e la costruzione di nuove infrastrutture, con l'obiettivo di collegare le piste con l'Alpe Cimbra. Il progetto rientra in un piano più ampio dell'Unione montana Alto Astico e coinvolge i comuni di Lastebasse, Arsiero e Tonezza del Cimone.

Sfide e opportunità

L'area sciistica, situata tra i 1.400 e i 1.850 metri di quota, presenta sfide legate all'innevamento naturale, rendendo necessaria la dotazione di sistemi di innevamento programmato. Per garantire la disponibilità di acqua per i cannoni da neve, è prevista la creazione di un bacino di 42 mila metri quadrati con una capacità di 100 mila metri cubi d'acqua. Il progetto mira a valorizzare il territorio, considerato di pregio naturalistico, e a creare un'offerta turistica integrata.

panorama delle montagne della zona di Arsiero, con indicazione delle aree sciabili

Un nuovo collegamento con l'Alpe Cimbra

Una delle novità del progetto è il collegamento, anche gestionale, con la SkiArea dell'Alpe Cimbra. Questo permetterà a FolgariaSki di garantire solidità operativa e di espandere il demanio sciabile. L'iniziativa si inserisce in un contesto di grandi opere infrastrutturali, come il rifacimento della telecabina Francolini verso Sommo Alto, a dimostrazione di una volontà di rilancio turistico attraverso investimenti significativi.

Gli impianti sciistici restano chiusi - Cartabianca - 16/02/2021

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