Nuova cabinovia a Frontignano: un investimento per il rilancio turistico di Ussita

Sono iniziati i lavori di cantierizzazione per la realizzazione della nuova cabinovia di Frontignano, un progetto ambizioso del valore complessivo di 16,7 milioni di euro, finanziato in parte con fondi del PNRR. Questo importante investimento mira a rinnovare gli impianti sciistici della località, collegando Frontignano al Canalone e al rifugio Cornaccione, situato a 1950 metri di altitudine.

vista panoramica della zona montana di Frontignano con i cantieri della nuova cabinovia in corso

La demolizione dei vecchi impianti e l'inizio dei lavori

Le prime operazioni sul campo prevedono la rimozione delle vecchie seggiovie, considerate obsolete e non più rispondenti ai moderni criteri di sicurezza ed economicità. Il sindaco di Ussita, Silvia Bernardini, ha sottolineato l'importanza di questo momento: "Finalmente, dopo anni di carte, riunioni, incontri e discussioni, siamo arrivati ad iniziare i lavori di cantierizzazione del nuovo impianto del Canalone". Le ruspe sono già all'opera per smantellare la seggiovia biposto "Arboretti - Malghe del Cornaccione".

L'intervento non si limita alla semplice sostituzione degli impianti, ma rappresenta una riqualificazione complessiva dell'area del Canalone, concepita per offrire un'esperienza di fruizione della montagna più sicura, inclusiva e ordinata, adatta a tutte le stagioni.

Smantellamento delle seggiovie esistenti

Nei giorni scorsi è avvenuta la consegna parziale dei lavori di smantellamento delle seggiovie "Selvapiana" e "Cornaccione", che servivano il settore del Canalone, e della quadriposto "Ginepro", utilizzata per il settore Saliere. La decisione di optare per una cabinovia risponde a precise esigenze di sostenibilità e inclusività, con un impianto dimensionato per una pressione sostenibile sull'area servita.

Un progetto per destagionalizzare e promuovere un nuovo modello di turismo

L'entusiasmo per il progetto è condiviso da Francesco Cangiotti, gestore degli impianti sciistici di Frontignano, che vede in questa opera il vero rilancio della stazione, destinata a tornare ad essere la prima delle Marche. La nuova cabinovia garantirà una continuità di innevamento sul canalone per oltre 90 giorni all'anno e un utilizzo dell'impianto in tutte le stagioni.

schema tecnico della nuova cabinovia con i suoi componenti principali

Caratteristiche tecniche e impatto ambientale

Il progetto prevede la demolizione di tre impianti di risalita obsoleti: le seggiovie Om05 (Vallone di Selvapiana), Om07 (Arboretti-Malghe del Cornaccione) e Om08 (Pian della Croce-Memoria dei Fascinari). Il costo dell'intervento di demolizione supera 1 milione di euro, rappresentando la prima fase di un progetto più ampio. La sistemazione della viabilità di cantiere è stata affidata alla ditta Cagnini Costruzioni srl di Muccia per un importo di 98.000 euro. L'intervento complessivo mira all'eliminazione della quasi totalità delle vecchie installazioni dismesse, inclusa la vecchia funivia che attraversa la Val di Bove.

Lavorazioni spettacolari con elicottero

L'11 ottobre 2025, i lavori sulla nuova cabinovia hanno visto il montaggio dei primi sei sostegni, trasportati da uno speciale elicottero Super Puma. Questo mezzo aereo ha anche provveduto a sgomberare i materiali dei vecchi impianti, tra cui seggiovia monoposto e biposto, skilift in Val di Bove e rottami a monte della funivia. Con la posa di sei dei diciannove sostegni previsti, la nuova linea ha iniziato a prendere forma, sostituendo le obsolete seggiovie "Selvapiana", "Cornaccione" e "Ginepro".

Come funzionano le seggiovie e cabinovie ad ammorsamento automatico

Martin Zanluchi, responsabile del progetto per la ditta Doppelmayr, ha descritto l'operazione come "molto complessa e realizzata nella massima sicurezza", evidenziando la difficoltà di accesso alla zona più ripida. La collaborazione con la ditta Heli Austria e l'utilizzo dell'elicottero Super Puma sono stati fondamentali per il trasporto, il montaggio e il fissaggio dei sostegni, oltre al recupero dei rottami. L'operazione ha richiesto un grande coordinamento, dato il peso delle parti meccaniche trasportate (fino a 3500 kg).

La nuova cabinovia: accessibilità, sostenibilità e inclusività

Una volta ultimato, l'impianto di risalita sarà composto da cabine da 10 posti, per un totale di 49 veicoli. La cabinovia avrà un dislivello di 558 metri e una lunghezza inclinata di 2.069 metri, con una potenzialità massima di trasporto di 1.200 persone all'ora (estensibile fino a 1.800). Il tempo di percorrenza sarà di 7 minuti e 35 secondi.

La scelta di una cabinovia ad ammorsamento automatico è motivata principalmente dalla volontà di rendere il servizio di trasporto sicuro, efficace e agevole per persone con disabilità, anziani, persone con mobilità ridotta e famiglie, in ogni periodo dell'anno. Questo approccio mira a favorire la destagionalizzazione e a sostenere l'economia delle aree interne delle Marche.

La nuova cabinovia potrà trasportare persone, biciclette e carrozzine, consentendo a tutti di godere della montagna. L'impegno complessivo di spesa si aggira intorno ai 17 milioni di euro, suddivisi tra fondi del PNC complementare al PRNN, fondi dell'Ordinanza 109 del Decreto USR e fondi di bilancio del comune di Ussita.

Una visione per il futuro di Ussita e dell'Appennino

La sindaca Silvia Bernardini ha definito questa giornata "storica" per il paese, sottolineando l'emozione nel vedere prendere forma un progetto in cui si credeva fortemente. Un progetto a lungo termine volto a riportare Ussita al suo antico splendore, liberando le montagne da impianti impattanti e realizzando una struttura fruibile tutto l'anno, non legata esclusivamente allo sci.

Il Commissario Straordinario Sisma, Sen. Guido Castelli, ha evidenziato come i lavori rappresentino un segnale di un Appennino che "guarda al futuro anche in alta quota". La nuova cabinovia è vista come un'opera moderna e sostenibile, frutto di un lavoro di squadra per creare un nuovo modello di turismo montano, capace di generare valore dodici mesi all'anno per escursionisti, famiglie, persone con disabilità e sportivi. Si tratta anche di una riqualificazione paesaggistica, che sostituisce strutture obsolete con un impianto tecnologico e innovativo, contrastando l'abbandono delle aree interne.

vista del cantiere della nuova cabinovia con i montatori al lavoro

Superamento delle sfide post-sisma e rilancio del territorio

Il progetto della nuova cabinovia si inserisce in un contesto di ricostruzione post-sisma, con l'obiettivo di restituire attrattività a luoghi feriti e favorire un turismo destagionalizzato capace di generare sviluppo economico e sociale. Il Presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli, ha sottolineato come questo intervento sia fondamentale per il rilancio di un comprensorio che rappresenta un "fiore all'occhiello delle Marche e del centro Italia".

La sindaca Bernardini ha ricordato un protocollo d'intesa firmato 25 anni fa, che prevedeva la coesistenza tra il comprensorio sciistico e l'area a tutela integrale del Parco, con la rimozione degli impianti più impattanti. Questo progetto è emblematico della volontà della comunità montana di rispettare l'ambiente e rilanciare l'economia locale.

L'area del rifugio Cornaccione verrà sviluppata sopra la stazione di arrivo della cabinovia, restituendo spazi naturalistici al parco. La stazione a monte è stata rimodulata per integrarsi al meglio nel paesaggio naturale, minimizzando l'impatto visivo e ambientale.

Controlli rafforzati e iniziative per la comunità

In concomitanza con i lavori, sono stati rafforzati i controlli nel fine settimana per evitare che si verifichino episodi di violazione della proprietà privata e messa a rischio della sicurezza, come accaduto in precedenza con l'accesso non autorizzato agli impianti. La sindaca Bernardini ha condannato fermamente tali comportamenti, sottolineando i rischi legati alla presenza di ghiaccio e temperature sotto lo zero.

Parallelamente, il Comune di Ussita sta lavorando alla riqualificazione di una piccola chiesa, scoperta dopo il terremoto, che diventerà un simbolo per la comunità e un luogo di culto. Questo progetto, supportato dall'Arcivescovo Massara, rappresenta un passo verso la normalità e la rinascita per gli abitanti di Ussita.

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