Copenaghen: l'inceneritore che diventa una pista da sci e un parco urbano

Il nuovo inceneritore di Copenaghen, noto come CopenHill o Amager Bakke, si distingue per il suo impatto ambientale ridotto e per un concetto innovativo che integra un impianto di termovalorizzazione con un centro sportivo e ricreativo. La sua caratteristica più iconica è la pista da sci situata sul tetto, circondata da alberi e sentieri, che mira a dimostrare la possibilità di unire la gestione dei rifiuti con la sostenibilità ambientale e la vita urbana.

Schema generale dell'impianto CopenHill con pista da sci sul tetto

CopenHill: un impianto di termovalorizzazione all'avanguardia

CopenHill è un impianto di termovalorizzazione progettato per produrre energia elettrica e calore per il riscaldamento della città, affrontando al contempo la gestione dei rifiuti. Inaugurato il 30 marzo 2017, l'impianto ha comportato un investimento di circa 670 milioni di dollari e si prevede che gestirà 400.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani all'anno. Il suo design, curato dallo studio Bjarke Ingels Group (BIG), include un tetto inclinato di 85 metri, che funge da pista da sci artificiale per tutto l'anno, pista da trekking e parete da arrampicata.

L'impianto è progettato per produrre fino a 63 MW di elettricità e 157-247 MW di teleriscaldamento. Grazie a innovativi sistemi di filtraggio, le emissioni di zolfo dovrebbero ridursi del 99,5% e quelle di azoto di circa il 90%, posizionando CopenHill come uno degli impianti di termovalorizzazione più puliti al mondo secondo il governo danese.

Una caratteristica distintiva è il camino, che non emette scarichi continui ma produce "sbuffi discontinui" ad anelli di vapore acqueo.

Il centro sportivo e ricreativo integrato

L'impianto è circondato da un'area verde e da un centro sportivo che si estende fino alla sommità dell'edificio. Questo progetto ambizioso mira a trasformare Copenaghen in un centro per sport montani, offrendo diverse attività:

  • Sci e snowboard: Piste da sci di varie pendenze, adatte a tutti i livelli, si sviluppano intorno all'edificio e sulla sua copertura. Sono previste anche piste per lo slalom, un parco per lo stile libero e un'area dedicata ai bambini, il tutto servito da impianti di risalita.
  • Arrampicata: La facciata principale ospita una parete di arrampicata alta 85 metri, una delle più alte al mondo, larga 10 metri. È progettata per simulare una parete di montagna naturale, con diversi ostacoli e percorsi.
  • Trekking, Running, Training: Sulla copertura inclinata, ai margini delle piste da sci, si trovano aree verdi boscose che offrono percorsi per attività all'aperto.
Vista panoramica dell'impianto CopenHill con la pista da sci in funzione.

Critiche e sfide: la complessità della gestione dei rifiuti

Nonostante l'innovazione e l'impatto visivo positivo, il progetto CopenHill ha sollevato critiche e messo in luce le sfide della gestione dei rifiuti. Alcuni hanno evidenziato come l'impianto possa essere sovradimensionato rispetto ai reali bisogni della città. Inizialmente, il comune di Copenaghen aveva persino considerato un progetto più piccolo, ma investimenti milionari hanno ostacolato la modifica.

Una questione cruciale è stata la necessità di importare rifiuti per garantire il pieno funzionamento e la sostenibilità economica dell'impianto. Nel 2020, Amager Bakke ha trattato circa 599.000 tonnellate di rifiuti, includendo 160.000 tonnellate di biomassa e 57.000 tonnellate importate, principalmente dal Regno Unito. Questa dipendenza dall'importazione ha portato il governo danese a rivedere le politiche, annunciando una riduzione della capacità di incenerimento e uno stop all'import di rifiuti entro il 2030.

Le associazioni ambientaliste hanno sollevato preoccupazioni riguardo alle emissioni, sottolineando che, sebbene avanzati, i sistemi di filtraggio potrebbero non catturare tutte le particelle e le diossine. L'incenerimento, in particolare di plastica, contribuisce alle emissioni di CO2, e la Danimarca brucia il 29% dei propri rifiuti domestici, influenzando il raggiungimento degli obiettivi europei di emissioni.

Inoltre, l'impianto ha affrontato guasti tecnici, come un incendio nel 2021 che ha causato danni significativi e incidenti precedenti, tra cui uno nel 2017 dovuto a un errore di progettazione. Questi eventi hanno comportato costi aggiuntivi e hanno sollevato dubbi sulla reale affidabilità e sostenibilità a lungo termine.

Roma come Copenaghen: è giusto costruire un termovalorizzatore?

Lezioni dalla Danimarca: verso un futuro di "rifiuti zero"?

L'esperienza di Copenaghen, pur essendo un esempio di integrazione tra infrastrutture industriali e spazi urbani, è vista da alcuni come un monito. L'isola di Bornholm, ad esempio, ha scelto nel 2019 di avviare la dismissione del proprio vecchio inceneritore entro il 2032, puntando a una politica di "rifiuti zero".

La Danimarca sta affrontando un dibattito acceso sulle proprie politiche energetiche e climatiche. Mentre il ricorso alla discarica è limitato, il tasso di riciclo, sebbene in crescita, non è ancora sufficiente a compensare l'impatto dell'incenerimento. La tendenza all'importazione di rifiuti per alimentare gli inceneritori è una costante che preoccupa gli ambientalisti, i quali sostengono che l'unica vera soluzione verso emissioni zero passi attraverso la riduzione dei rifiuti alla fonte.

Il caso di Copenaghen evidenzia come, nonostante gli sforzi tecnologici e le ambizioni di sostenibilità, la gestione dei rifiuti rimanga una sfida complessa, con implicazioni economiche, ambientali e sociali che richiedono un'attenta valutazione e strategie lungimiranti.

Infografica comparativa sui tassi di riciclo e incenerimento in Danimarca.

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