Introduzione alla Marmolada e a Punta Penia
La Marmolada, con la sua vetta più alta, Punta Penia, che raggiunge i 3343 metri sul livello del mare, è la cima più imponente del gruppo montuoso omonimo e rappresenta la vetta più elevata di tutte le Dolomiti. Conosciuta come la "Regina delle Dolomiti", la sua maestosità è caratterizzata da un imponente ghiacciaio sul versante settentrionale e da una parete sud altrettanto spettacolare, nota come Parete d'Argento. Questo vasto massiccio, situato al confine tra la provincia di Trento e quella di Belluno, presenta una lunga cresta con numerose elevazioni, tra cui il Gran Vernel (3.205 m), il Piccolo Vernèl (3.098 m), Punta Penia (3.343 m), Punta Rocca (3.309 m), la Marmolada d’Ombretta (3.230 m), la Marmolada di Serauta con il Monte Serauta (3.069 m) e il Piz Serauta (3.035 m).
Il nome "Marmolada" potrebbe derivare dal greco "marmar", che significa "splendere", in riferimento al suo ghiacciaio, un tempo molto più esteso di quanto lo sia oggi. Curiosamente, la Marmolada non è composta da roccia dolomitica, ma da calcare; la mancata dolomitizzazione è attribuita alla vicinanza di vulcani che circa 250 milioni di anni fa hanno impedito la sostituzione del calcio con il magnesio nelle soluzioni saline. La sua forma in pianta ricorda una sorta di grande piovra con tentacoli che si estendono in varie direzioni.

Come Raggiungere Punta Penia: Le Vie d'Accesso
Per conquistare la vetta di Punta Penia, esistono principalmente due percorsi, entrambi impegnativi e adatti a escursionisti esperti con attrezzatura adeguata (difficoltà EEA):
- Via Normale: Questo itinerario procede lungo il versante settentrionale, attraversando il ghiacciaio.
- Via Ferrata della Cresta Ovest: Un percorso più tecnico che si snoda sulla cresta occidentale del massiccio. Questa via ferrata, la più antica delle Dolomiti (realizzata nel 1903 da Vincenzo Fersuoch), offre un'alternativa e un accesso più sicuro rispetto alla progressione sul ghiacciaio.
Entrambe le vie richiedono un ottimo allenamento, notevole resistenza fisica e mentale, assenza di vertigini, dimestichezza con le vie ferrate e l'ambiente alpinistico, oltre a un'adeguata attrezzatura tecnica.
Itinerario Dettagliato: Via Ferrata della Cresta Ovest
L'itinerario qui descritto segue la via ferrata della Cresta Ovest, una delle opzioni più frequentate per raggiungere Punta Penia partendo dal versante del Passo Fedaia.
Punto di Partenza: Passo Fedaia
Il punto di partenza consigliato è il Passo Fedaia (2.057 metri), un valico alpino che collega la Val di Fassa all'Agordino. Si percorre la strada sulla diga del lago artificiale Fedaia e si parcheggia l'auto nei pressi di dove un tempo sorgeva la cabinovia per il Pian dei Fiacconi. Attualmente, la cabinovia non è più in funzione dal 2020, rendendo necessario l'accesso a piedi dal lago.
Dall'area di parcheggio nei pressi del rifugio Cima Undici (2.057 m), si imbocca il sentiero CAI 606. Si parte subito in salita, attraversando un ambiente caratterizzato da pino mugo e grosse rocce bianche che rivelano la natura glaciale della Marmolada. Fino a qualche anno fa, era possibile utilizzare una storica cestovia per raggiungere il Pian dei Fiacconi (2.626 m), risparmiando circa 600 metri di dislivello. Oggi, il percorso a piedi è l'unica opzione.

Avvicinamento al Ghiacciaio del Vernel
Una volta raggiunto il bivio, si seguono le indicazioni per la Forcella Marmolada, puntando a ovest verso il Gran Vernel. Il sentiero si trasforma in un lungo saliscendi, superando costoni rocciosi e rocce montonate. Questo primo tratto non presenta particolari difficoltà, ma richiede attenzione nel seguire gli ometti in pietra e le tracce di vernice.
Si prosegue fino ad approdare nella valletta detritica situata tra la Marmolada e il Vernel. Qui si possono incontrare piccoli nevai. L'ascesa continua fino a raggiungere la base del ghiacciaio del Vernel. A seconda delle condizioni, potrebbero essere necessari ramponi e piccozza per attraversare questo tratto. La pendenza del ghiacciaio è elevata, ma con attenzione si attraversa rapidamente.

La Ferrata della Cresta Ovest
Una volta superato il ghiacciaio, ci si trova sui roccioni dove è necessario prepararsi per la via ferrata. L'attacco della Ferrata della Cresta Ovest, la più antica delle Dolomiti, si trova sul fianco orientale del Piccolo Vernel. Questa via è stata tracciata nel 1903 per offrire un percorso alternativo e più sicuro rispetto al ghiacciaio.
La ferrata non presenta grosse difficoltà tecniche, ma il contesto in cui è inserita è estremamente impegnativo. Lungo il percorso si incontrano una serie di cambre metalliche, placche inclinate, tratti su ghiaione e cenge rocciose. È fondamentale prestare attenzione, soprattutto in presenza di ghiaccio o neve (verglas), che può rendere appigli e rocce estremamente sdrucciolevoli. La progressione avviene alternando tratti attrezzati con cavi metallici, staffe, scalette e pioli, a brevi passaggi su facili roccette. La via si snoda sulla cresta occidentale e su alcuni tratti della parete nord.

Un punto particolarmente insidioso può essere un tratto verticale da affrontare sfruttando una fenditura tra le rocce con l'ausilio di pioli, che richiede una buona tecnica e uso delle braccia. Gli ultimi tratti si sviluppano nuovamente sul filo di cresta, conducendo verso il nevaio sommitale.
Il Nevaio Sommitale e la Vetta
Una volta raggiunto il punto in cui la via ferrata lascia spazio al nevaio sommitale, si tira un sospiro di sollievo. La progressione sul nevaio può variare a seconda delle condizioni annuali. Se il nevaio è in buone condizioni, si può raggiungere Punta Penia direttamente da esso. Altrimenti, si prosegue lungo le rocce di cresta, seguendo gli ometti che guidano all'ascesa.
Gli ultimi metri verso la croce di vetta, a oltre 3.000 metri di quota, richiedono un ultimo sforzo. L'emozione e l'adrenalina aumentano, spazzando via la fatica. Arrivare sulla cima di Punta Penia (3.343 m) è un'esperienza indescrivibile, con un panorama insuperabile sui principali gruppi dolomitici che si estendono ai propri piedi: Gruppo del Sella, Sassolungo, Sassopiatto, Catinaccio, Alpe di Siusi, Civetta, Pelmo, Antelao, Sorapiss, Cristallo, Tofane e molti altri.

Il Rifugio Capanna Punta Penia
Sulla vetta di Punta Penia sorge il Rifugio Capanna Punta Penia. Questo rifugio, ancorato alla roccia con tiranti d'acciaio, offre un punto di ristoro e, per chi lo desidera, la possibilità di pernottare. Le condizioni di pernottamento prevedono camerata con letti a castello, coperte e piumoni (è necessario il proprio sacco lenzuolo e ciabatte), con bagno esterno e senza acqua corrente. È consigliabile verificare l'effettiva apertura e contattare il gestore prima dell'escursione, specialmente per le prenotazioni.
Il rifugio è un punto di arrivo fondamentale, e il panorama che si gode da qui è tra i più spettacolari delle Dolomiti. Dormire a questa altitudine, spesso al di sopra delle nuvole, può essere un'esperienza memorabile.
Opzioni per la Discesa
La discesa da Punta Penia richiede la stessa attenzione e cautela dell'ascesa, essendo ugualmente faticosa e potenzialmente insidiosa.
1. Discesa dal Ghiacciaio della Marmolada
Questo percorso prevede la discesa lungo la cresta Schena de Mul fino a raggiungere la dorsale rocciosa sottostante. Da qui, un sentiero attrezzato con circa 150 metri di discesa su facili passaggi di I° grado conduce direttamente al ghiacciaio sottostante. I passaggi su roccia possono presentare insidie in caso di neve o ghiaccio, e potrebbero essere necessari ancoraggi a spuntoni di roccia o pioli metallici. È importante prestare attenzione, soprattutto se si smuovono sassi.
Una volta sul ghiacciaio, si procede con cautela, legati in cordata e con piccozza, zigzagando tra i crepacci, facendo attenzione alla crepaccia terminale che può essere aperta in anni con scarsi apporti nevosi. Si raggiunge infine il parcheggio al Passo Fedaia.

2. Discesa dalla Via Ferrata della Cresta Ovest
L'alternativa è ripercorrere a ritroso la Via Ferrata della Cresta Ovest. Questo comporta di affrontare nuovamente i tratti attrezzati in discesa, il che può risultare meno agevole e potenzialmente più rischioso rispetto alla salita. Questa opzione è da considerare se le condizioni del ghiacciaio non sono ottimali o se si preferisce evitare la progressione su ghiaccio.
Considerazioni Tecniche e Attrezzatura
L'ascesa a Punta Penia, specialmente tramite la via ferrata, richiede attrezzatura tecnica specifica:
- Imbragatura da ferrata
- Set da ferrata omologato
- Casco
- Scarponi da montagna robusti
- Abbigliamento tecnico a strati
- Occhiali da sole e protezione solare
- Guanti (preferibilmente da ferrata)
- Lampada frontale (utile per partenze anticipate)
- Kit di pronto soccorso
- Acqua e cibo energetico
Per chi affronta il ghiacciaio, sono indispensabili:
- Ramponi
- Piccozza
- Corda da alpinismo
- Eventuali dispositivi di assicurazione
È fondamentale informarsi sulle condizioni meteorologiche e nivologiche prima di intraprendere l'escursione e, se possibile, affidarsi a una guida alpina esperta.
La Marmolada nella Storia
La Marmolada è stata teatro di importanti eventi storici, in particolare durante la Prima Guerra Mondiale. Le sue pareti e i suoi ghiacciai furono teatro di combattimenti e la roccia fu scavata per creare gallerie e postazioni militari. La "Città di ghiaccio", un complesso di tunnel e caverne all'interno del ghiacciaio, ospitava fino a 200 soldati austriaci, protetti dagli attacchi italiani. Oggi, i reperti lasciati dai soldati testimoniano questa triste storia di freddo, sofferenza e morte.
