Ciaspolata alla Cima delle Lobbie: Un'Avventura Invernale tra Panorami Mozzafiato e Sfide Tecniche

La ciaspolata alla Cima delle Lobbie, pur non presentando difficoltà tecniche estreme una volta superato il traverso iniziale, richiede una buona capacità di orientamento e consapevolezza dell'ambiente montano invernale. La sicurezza è prioritaria, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o meteo incerto, rendendo la presenza di una guida alpina un consiglio prezioso per chi non conosce a fondo la zona.

Descrizione del Percorso e Tempi di Percorrenza

Il percorso si articola in diverse tappe, con tempi di percorrenza variabili a seconda della direzione e delle condizioni. La discesa al rifugio Città di Trento al Mandrone richiede circa 1 ora e 15 minuti, mentre per raggiungere il rifugio Ai Caduti dell’Adamello alle Lobbie si impiegano quasi tre ore. Al ritorno, il tempo per scendere al rifugio Città di Trento al Mandrone si riduce a circa due ore, mentre la salita al passo Presena richiede circa due ore e mezza.

Salvo il traverso iniziale, che può risultare insidioso se non battuto, l'itinerario non presenta particolari difficoltà tecniche. Tuttavia, è fondamentale saper riconoscere la linea da seguire, evitando i pendii più ripidi che, in un'area caratterizzata da dossi e avvallamenti, possono nascondere pericoli.

Consigli di Sicurezza e Preparazione

La ciaspolata è assolutamente da evitare in caso di scarsa visibilità o previsioni meteo incerte. Si consiglia vivamente di affrontarla con l'ausilio di una guida alpina, a meno che non si conosca perfettamente la zona e l'ambiente invernale.

Panorama invernale con montagne innevate e cielo azzurro

Panorama e Punti di Interesse

Il paesaggio che si apre durante la ciaspolata è di rara bellezza. L'orizzonte meridionale è dominato da imponenti vette come il Crozzon di Lares e il Corno di Cavento, dalla vedretta della Lobbia, dalle Lobbie stesse e dalla vedretta del Mandrone. È importante notare che la cima dell'Adamello, alta 3556 metri, non è visibile da questo percorso, e non va confusa con il Corno Bianco, che raggiunge quasi i 3500 metri.

Giunti al rifugio Mandrone, inizia la parte più suggestiva del percorso. Una lunga traversata su quella che d'estate è un'immensa distesa post-glaciale, composta da pietraie e sfasciumi, conduce alle porte del ghiacciaio, specificamente alla vedretta del Mandrone. La traccia sale gradualmente, sulla destra orografica della vedretta, fino a raggiungere la base dell'ampio vallone situato a valle del rifugio Ai Caduti dell’Adamello, comunemente noto come "il rifugio delle Lobbie".

Veduta panoramica del ghiacciaio del Mandrone con il rifugio in lontananza

Il Bosco dell'Alevé: Un Tesoro Naturale

Il Bosco dell'Alevé rappresenta il più esteso popolamento di pino cembro (Pinus cembra) delle Alpi occidentali e d'Italia. Si estende per circa 825 ettari, per lo più "in purezza", sul versante soleggiato della Valle Varaita, tra i 1600 e i 2500 metri di quota, nei comuni di Sampeyre, Casteldelfino e Pontechianale. Il nome "Alevé" deriva probabilmente dal termine occitano "elvou", con cui viene chiamata questa suggestiva conifera.

Il pino cembro si distingue per i suoi ciuffi di cinque aghi e per il portamento degli alberi, caratterizzato da rami robusti e incurvati verso l'alto. Una parte di questo bosco offre un ambiente ideale per le escursioni sulla neve. I terreni non eccessivamente ripidi e la fitta copertura boschiva riducono notevolmente il rischio di valanghe. La presenza di rifugi ha inoltre favorito la frequentazione dei percorsi che li collegano al fondovalle.

La mulattiera U08, che collega i rifugi Alevé, Grongios Martre e Bagnour, è molto battuta. La traccia è larga ed evidente, ma il fondo compatto o gelato, a causa dell'elevato numero di escursionisti, rende consigliabile l'uso di ciaspole o ramponcini da escursionismo per evitare scivolate.

Accesso alla Val Varaita

Per raggiungere la Val Varaita, partendo da Saluzzo o Cuneo, si percorre la SR 589 fino a Costigliole Saluzzo, da dove inizia la strada per la valle. Entrando nel territorio di Brossasco, si nota la Porta di Valle, un punto di riferimento importante per ottenere informazioni sulla valle. Proseguendo lungo il fondovalle si attraversano Frassino (sede dell'Ufficio turistico), Sampeyre e si arriva a Casteldelfino. Qui la valle si divide: si lascia a sinistra il ramo per Bellino e si prosegue verso Pontechianale.

Itinerario nel Bosco dell'Alevé

L'escursione parte dal rifugio Alevè (1582 m), situato sulla strada provinciale poco prima della frazione Castello e del lago di Pontechianale. Dal parcheggio, si percorrono pochi passi sulla strada verso il rifugio e si imbocca la mulattiera U08, che si alza in diagonale verso est. La salita iniziale è decisa e offre una splendida vista sulla diga e sul lago di Pontechianale. È possibile fare una breve digressione a sinistra per raggiungere un ripiano panoramico con panchine e tavolo.

A monte del rifugio, si lascia a sinistra il sentiero della variante di ritorno e a destra la traccia innevata per Villaretto. Il percorso si snoda a mezza costa, quasi in piano, all'interno del bosco verso sud-est, offrendo scorci sul crinale che separa la Val Varaita dalla Valle Maira, culminante nella cima del Pelvo d'Elva. Si attraversa la Grangia Baciasot, si supera un vallone a mezza costa, e poi il sentiero si abbassa diagonalmente verso sud, conducendo a un bivio (1813 m).

Il sentiero battuto risale un valloncello tra i pini cembri, con a destra il pendio scosceso della Roccio Russo e a sinistra dossi innevati, in uno degli angoli più suggestivi del Bosco dell'Alevé. Il ripiano con il lago e il rifugio, circondato dal bosco di cembri, è un luogo ideale per una sosta o per il pranzo. In alternativa, si può proseguire lungo la mulattiera che da Pian Caval scende verso est, raggiungendo la baita Peiro Grongetto (1857 m, 15 min), dove si chiude l'anello.

Variante di Discesa Suggerita

L'accompagnatore naturalistico Daniele Orusa propone un'interessante variante di discesa, percorribile quando la traccia è battuta. Dal rifugio Bagnour si scende al bivio di Pian Caval (1948 m). Qui si abbandona la mulattiera più frequentata e si prende a destra, sulla traccia pianeggiante che, a mezza costa verso nord-ovest, conduce verso il Vallone di Vallanta. Proseguendo diritto per pochi metri si arriva a una struttura per l'avvistamento dei camosci.

Tornati al bivio, si segue il sentiero che scende lungo la Costa Piatta verso sud-ovest, e dopo un breve tratto si piega a sinistra (sud), sul sentiero che conduce a Villaretto. Lungo il percorso si effettua un suggestivo passaggio attraverso una roccia spaccata, per poi giungere al rifugio Grongios Martre (1745 m, 30 min).

Sentiero nel bosco di pini cembri con neve

Esperienze Invernali sull'Adamello

L'inverno 2024-25 ha visto la realizzazione di un sogno: raggiungere l'Adamello con le racchette da neve, un'esperienza arricchita dalle emozioni panoramiche e dalla preparazione atletica, resa possibile dalla collaborazione con le guide di Pinzolo, Mountain Friends. Senza la loro competenza tecnica, raggiungere la cima di Cresta Croce, affrontare la cresta sommitale e il ripido pendio alla sua base, o gestire un'imprevista nevicata con visibilità ridotta, sarebbe stato estremamente complesso.

Il percorso è iniziato con la salita al passo Presena (2959 mslm) tramite cabinovia dal passo Tonale. Da qui, indossate le ciaspole, si è scesi al rifugio Città di Trento al Mandrone. In condizioni di buona visibilità, la discesa è stata relativamente tranquilla, ma il giorno del rientro ha evidenziato quanto possa essere insidiosa in assenza di traccia o in presenza di nebbia.

Al rifugio, il cielo si è aperto, regalando uno splendido sole e un panorama indimenticabile. La giornata è proseguita con la salita alla cima di Cresta Croce, dove Papa Giovanni Paolo II pose una croce in pietra locale. L'ascesa, che ha richiesto l'uso di ciaspole e ramponi, è stata leggermente tecnica ma di grande soddisfazione, con un affascinante contrasto tra il bianco della neve e il grigio delle nubi, illuminato da un sole che faceva risplendere il Crozzon di Lares e il Corno di Cavento.

Panorama spettacolare delle Alpi video 4k

Altre Esperienze e Itinerari Invernali

Il testo fornisce anche un elenco dettagliato di possibili escursioni invernali, ciaspolate e attività alpinistiche, con indicazioni su difficoltà, tempi di percorrenza, attrezzatura necessaria e accompagnatori. Questi itinerari spaziano da facili passeggiate a percorsi più impegnativi, offrendo una vasta gamma di opzioni per gli amanti della montagna in ogni stagione.

Esempi di Escursioni e Ciaspolate:

  • Ciaspolata in notturna al Dosso Rotondo con cena alla Baita dello Sciatore: Difficoltà EAI, 6 ore A/R, attrezzatura: ciaspole e ramponi.
  • Ciaspolata al Rif. De Marie al Volano: Uscita tranquilla ad anello, 4 ore e 30 minuti, attrezzatura: ciaspole, ramponi o ramponcini.
  • Dosso Toricla (1838 m): Grande panorama sul gruppo dell’Adamello, 5 ore A/R, attrezzatura: media montagna.
  • Piz Tri (2308 m): Vista spettacolare a 360°, 6 ore A/R, attrezzatura: media montagna.
  • Rifugio M. Gheza (2085 m): Classico ritrovo annuale, 3 ore solo andata, attrezzatura: media montagna, ciaspole, ramponi o ramponcini.
  • Passo Erbigno (1982 m): Giro ad anello con possibilità di salire al Monte Campione, 5 ore e 30 minuti A/R, attrezzatura: media montagna.
  • Pizzo Corzene (2196 m): Splendido panorama sulle pareti rocciose della Presolana, 6 ore e 30 minuti A/R, attrezzatura: media montagna.
  • Cima Menna (2300 m): Stupendo panorama a 360°, 7-8 ore A/R, attrezzatura: escursionismo alta montagna.
  • Porta di Stabio (2505 m): Percorso in Val di Stabio, 7 ore A/R, attrezzatura: media montagna.
  • Festa al Rifugio Gheza: Tradizionale appuntamento annuale, 5-6 ore A/R.
  • Cima Venerocolo (3323 m): Vista affascinante sull'Adamello e catena delle Lobbie, 10 ore A/R, attrezzatura: alta montagna.
  • Val Viola: Escursione naturalistica, 1° giorno 3 ore, 2° giorno 3 ore e 30 minuti, attrezzatura: media montagna.
  • Giro del Confinale: Dal rifugio Forni al rifugio Quinto Alpini, 1° giorno 7 ore, 2° giorno 7 ore e 30 minuti, attrezzatura: alta montagna.
  • Dolomiti di Brenta: Giro alpinistico ad anello, 1° giorno 3 ore, 2° giorno 8-9 ore, attrezzatura: alta montagna, casco, imbrago, set da ferrata.
  • Passo delle Graole (2810 m): Giro ad anello lungo i sentieri della Grande Guerra, 8 ore, attrezzatura: media montagna.
  • Monte Sobretta (3270 m): Facile ascensione con panorama a 360°, 6-7 ore A/R, attrezzatura: alta montagna.
  • Cima Cadi (2606 m): Panorama sulla Presanella e Val di Viso, 6-7 ore A/R, attrezzatura: alta montagna.
  • Laghi Cupetti (2390 m): 3 ore e 30 minuti solo andata, attrezzatura: media montagna.
  • Passo della Porta (2215 m) - Presolana Orientale: Discesa verso la Cappella Savina, 7 ore e 30 minuti A/R, attrezzatura: media montagna, set da ferrata, imbrago, casco (max 10 partecipanti).
  • Piz di Olda (2513 m) - Pian della Regina (2626 m): Percorso su vecchia strada militare e crinale pietroso.

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