Cima Colbricon: Escursione nel Gruppo del Lagorai

Introduzione alla Cima del Colbricon

La Cima del Colbricon rappresenta una delle mete più affascinanti del Gruppo del Lagorai. Questa montagna offre un connubio unico tra la bellezza selvaggia delle sue rocce porfiriche e i vivaci colori dei laghi alpini circostanti. L'itinerario per raggiungerla è considerato impegnativo, ma ricompensa gli escursionisti con un'esperienza autentica e immersiva nella natura più incontaminata, risultando ideale per chi possiede un'adeguata preparazione ed esperienza.

Vista panoramica sulla Cima Colbricon e sui Laghi di Colbricon

L'Itinerario: Dai Laghi di Colbricón alle Forcelle del Lagorai

Il percorso ha inizio nei pressi del Passo Rolle, da cui si accede rapidamente ai suggestivi Laghi di Colbricón. Questi laghi, incastonati tra lussureggianti boschi di larici e abeti, creano un'atmosfera tipica del Lagorai, caratterizzata da profondo silenzio, natura intatta e ampi spazi aperti.

Dai laghi, l'itinerario prosegue con una salita verso il Passo Colbricón (m 1908), addentrandosi in un ambiente progressivamente più aperto e roccioso. Il sentiero, seguendo il tracciato che conduce alla Forcella Ceremana, offre viste spettacolari sulle cime porfiriche e sulle vallate sottostanti, regalando scorci indimenticabili.

Laghi di Colbricon con le montagne circostanti

L'Ultimo Tratto verso la Vetta

Superata la Forcella Ceremana, il cammino si dirige verso la Forcella Colbricón, un sorprendente altopiano che ospita anche un piccolo laghetto alpino. Dopo aver aggirato a sud il lago superiore, si perviene al Passo Colbricon (m 1908). Di fronte, in direzione ovest, il sentiero 348 si inerpica molto ripidamente sul fianco orientale del monte Colbricon.

Il percorso prosegue lungo un canale sassoso e attraversa un'ampia pietraia. Successivamente, si abbandona il sentiero principale per seguire una traccia secondaria che attraversa l'ampia pietraia alla base del monte Colbricon, contrassegnata da ometti e segni bianco-rossi. Si sale fino a una selletta seguendo un sentierino di guerra (anch'esso segnalato da ometti), per poi riprendere a salire più direttamente verso la vetta.

L'ascensione alla Cima Colbricon (2602 m) richiede un passo fermo e dimestichezza nel muoversi su fondi infidi e instabili, con passaggi su roccia di 1° grado che necessitano di attenzione. La vetta offre un panorama eccezionale che spazia dal Catinaccio, al Latemar, alla parete sud della Marmolada, alle Pale di San Martino e alla vicina Cavallazza.

Sentiero roccioso che conduce alla vetta del Colbricon

La Discesa

La discesa dalla vetta avviene seguendo gli ometti e i segnavia, con alcuni passaggi di 1° grado. Si prosegue in direzione ovest lungo il segnavia 349 verso le Cime di Ceremana, scendendo sul versante di San Martino di Castrozza. Si scende per un tratto lungo le piste da sci, fino a ritrovare il sentiero (segnavia 348) che, attraversando la Val Bonetta, riporta al Passo Colbricon (1908 m).

In alternativa, dopo la discesa dalla vetta, si può procedere liberamente in discesa su ampie e levigate balconate rocciose in direzione del sentiero CAI 349, senza ripassare dalla Forcella Colbricon, per poi raggiungere il Rifugio Colbricon. In quest'ultimo tratto si attraversano i famosi laghetti Colbricon.

Informazioni Tecniche e Dettagli dell'Itinerario

L'escursione alla Cima Colbricon è classificata come EE (Escursionisti Esperti), con passaggi di 1° grado. Il dislivello totale è di circa +1000 metri. Il tempo di percorrenza è stimato in circa 7 ore. Si consiglia di iniziare l'escursione abbastanza presto, soprattutto durante i mesi più affollati, per godere della tranquillità della zona del Passo Rolle.

L'itinerario si snoda principalmente lungo i sentieri CAI 348 da Malga Rolle ai laghi Colbricon e rifugio omonimo, e CAI 349 dal lago superiore a Forcella Colbricon.

Dati Tecnici dell'Escursione:

  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) con passaggi di 1° grado
  • Dislivello: +1000 m
  • Tempo di percorrenza: 7 ore
  • Punto di partenza: Malga Ces (1600 m) o Malga Rolle (1910 m)
  • Punto di arrivo: Passo Rolle
  • Quota massima: Cima Colbricon (2602 m)
  • Quota minima: Tognazza (1880 m)
Mappa dell'itinerario con traccia GPS

Cenni Storici: Il Colbricon nel Contesto della Grande Guerra

La montagna del Colbricon è stata teatro di aspri combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale, in particolare nel luglio 1916. Le truppe italiane e austriache si scontrarono in questa zona, portando alla conquista di importanti postazioni come la cima Cavallazza, il passo Colbricon e la cima del Colbricon orientale. Nel 1917 si ricorse alla guerra di mine, con l'impiego di esplosivi che modificarono il paesaggio. Nonostante le vittime e le perdite territoriali, le posizioni rimasero sostanzialmente invariate fino all'ottobre 1917, quando l'esercito italiano si ritirò a seguito della disfatta di Caporetto.

Durante l'avvicinamento alla cima, è possibile scorgere resti di trincee, barricamenti, frammenti di filo spinato, schegge di granata e piccole grotte utilizzate per appostamenti militari, testimonianze silenziose di un passato bellico.

Flora e Fauna: Un Ecosistema Unico

L'ambiente del Colbricon ospita una flora e una fauna particolari. Tra le specie vegetali degne di nota, si segnala la presenza della Sassifraga della Val Fassa (Saxifraga depressa), una specie endemica. Nei pressi della vetta, si possono osservare piccoli fiorellini a petalo bianco raccolti in grappoli, tipici della flora d'alta quota. In particolare, è presente la Listera cordata (Orchide selvaggia), una specie rara e protetta, di cui una delle poche stazioni italiane si trova nel Lagorai.

Fiore di Sassifraga depressa in alta montagna

Il Panorama Dalle Vette

Dalla cima del Colbricon, il panorama è straordinario e offre una prospettiva unica sul Gruppo del Lagorai e sulle vicine Dolomiti. Si possono ammirare il Catinaccio, il Latemar, la maestosa Marmolada con la sua parete sud, e le iconiche Pale di San Martino. La posizione isolata e decentrata del Colbricon regala un'ottima visuale sul versante occidentale del gruppo delle Pale di San Martino, creando un marcato contrasto tra le scure rocce granitiche del Lagorai e le pallide colorazioni delle Dolomiti.

Laghi di Colbricon e Cima Cavallazza (2324m) - da Malga Rolle

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