Il Pizzetto, con i suoi 1879 metri di altitudine, rappresenta una meta affascinante per gli amanti delle escursioni invernali, specialmente per chi desidera esplorare la Valle Anzasca, nel cuore delle Ossola. Questa ciaspolata, che offre un'esperienza indimenticabile al cospetto della maestosa parete est del Monte Rosa, richiede un minimo di allenamento per essere goduta appieno.

Informazioni Tecniche e Logistiche
La zona interessata dall'escursione è l'Ossola, in particolare la Valle Anzasca, situata in Piemonte. Il punto di partenza è Bannio, da cui si sale sopra il paese, iniziando l'avventura da circa 850 metri di quota.
Dati dell'escursione:
- Dislivello: 1000 m
- Difficoltà: E (Escursionistico)
- Durata approssimativa: 5 ore
- Equipaggiamento necessario: Abbigliamento da escursione invernale, ciaspole e bastoncini.
Punto di Ritrovo e Organizzazione:
L'appuntamento con la guida è fissato per le ore 9:00 in località Pontegrande, nel Comune di Bannio Anzino. Per raggiungere il luogo, si può uscire dalla superstrada della Val d'Ossola a Piedimulera e proseguire sulla strada della Valle Anzasca in direzione Macugnaga. Dopo circa venti minuti di tragitto, si arriva a Pontegrande. Qualora il punto di ritrovo non fosse comodo, è possibile contattare la guida per concordare un'alternativa più agevole.
È richiesto un numero minimo di 7 partecipanti per garantire lo svolgimento della gita. Il pranzo è previsto al sacco. Il costo dell'escursione è di 30 euro a persona. È importante sottolineare che il percorso potrà subire modifiche in base alle condizioni ambientali, al fine di assicurare la massima sicurezza del gruppo.
Descrizione del Percorso
Il percorso si snoda attraverso un itinerario suggestivo che parte da Bannio. L'itinerario dettagliato prevede tappe significative:
- Bannio (quota di partenza)
- Alpe Provaccio (1130 m)
- Alpi Rausa di Bannio e di San Carlo
- V.la Samonini (1638 m)
- Il Pizzetto (1879 m)

Dalla località Bannio, si segue la strada carrozzabile che conduce all'Alpe Soi. Dopo circa un chilometro, si parcheggia l'auto a bordo strada, facendo attenzione a non creare intralci, e si inizia la salita lungo la gippabile che porta all'Alpe Provaccio. Quest'ultima, in passato, ospitava una piccola stazione sciistica, i cui resti, come alcuni skilift, sono ancora visibili.
Da qui, il cammino prosegue su prati e pascoli, alternando tratti boschivi di faggio e abete nella parte bassa, e larici nella porzione più elevata. Si segue un ampio costone che funge da divisione tra la Valle Anzasca e la valle secondaria del torrente Olocchia. Attraversando gli alpeggi di Rausa di Bannio e di San Carlo, si raggiunge una prima cima. Questa è collegata al Pizzetto da una facile cresta, parzialmente coperta da larici. Dalla cima si apre un magnifico belvedere sul versante ossolano del Monte Rosa.
Il rientro avviene seguendo lo stesso sentiero dell'andata.
Riflessioni sull'escursionismo invernale
L'esperienza di questa ciaspolata evoca riflessioni sull'evoluzione dello sci alpinismo e dell'escursionismo invernale in generale. Se negli anni '80 la stagione sciistica iniziava più tardi e proseguiva più a lungo, con condizioni di neve spesso ottimali e sicure, oggi l'aumento della pratica sportiva e l'innovazione delle attrezzature portano a iniziare le uscite con le pelli di foca già alla prima neve. Questo può comportare condizioni di minor sicurezza sui percorsi classici e una più difficile reperibilità di neve "sciabile".
Nonostante ciò, il Pizzetto si conferma una meta eccellente sia in estate che in inverno, priva di pericoli significativi anche in periodi di forte innevamento e alto rischio valanghe. Il percorso, svolgendosi interamente nel bosco lungo una splendida dorsale, è adatto sia ai ciaspolatori che agli sciatori. Sebbene lo sviluppo sia notevole rispetto al dislivello, l'escursione, pur essendo lunga, non risulta particolarmente faticosa. In inverno, tuttavia, è richiesto un buon allenamento, soprattutto per gli sciatori, poiché la discesa potrebbe rivelarsi più impegnativa della salita.
ALPE DEVERO, VAL D'OSSOLA !
Un'esperienza concreta: l'escursione di un giovedì di febbraio
Un resoconto di un'escursione specifica, svoltasi in un giovedì di febbraio con tempo splendido, descrive un gruppo di undici persone, di cui cinque equipaggiati con sci e sei con ciaspole. Partendo da Bannio, si è seguita la strada per l'Alpe Soi, parcheggiando all'altezza dell'Alpe La Piana (quota 908 m). Si è percorso il tracciato innevato della strada che conduce all'Alpe Balm Cima.
Superate le case su uno stretto sentiero, i ciaspolatori hanno avuto un primo vantaggio. Si è quindi raggiunta la zona degli impianti sciistici di Provaccio, ormai dismessi, suscitando un senso di nostalgia per i tempi passati. Risalendo la vecchia pista di discesa, si è entrati nel suggestivo bosco di abeti, raggiungendo l'Alpe Loro (quota 1333 m) dopo circa 1 ora e 15 minuti dalla partenza.
Da qui, il panorama si apre, magnificato dall'eccezionale innevamento e dalla presenza imponente del Monte Rosa. Proseguendo in direzione sud-ovest, con una salita dolce, si sono superati gli alpeggi di Rausa di Bannio (1367 m) e Rausa di San Carlo (1486 m), arrivando a Villa Samonini (1638 m) dopo circa 2 ore.
Sempre immersi nello splendido bosco, ci si è diretti gradualmente verso sinistra, affrontando una salita un po' più ripida e faticosa per la mancanza di traccia, fino a raggiungere la cresta. Questa, con leggeri saliscendi, conduce alla vetta del Pizzetto (1879 m) in circa 3 ore dalla partenza. Il battimento della pista è stato reso possibile grazie all'impegno di uno dei partecipanti, esperto e abituato alla fatica.
Il panorama dalla cima è stato descritto come "mozzafiato", con abbondante neve e un'atmosfera quasi surreale, un "paradiso a due passi" nonostante la modesta altitudine e la vicinanza delle nebbie della pianura.

Durante il rientro a Villa Samonini, è stata effettuata una lunga pausa pranzo, godendo della neve che quasi completamente ricopriva le baite più basse. La discesa ha offerto neve di varia consistenza: gelata, crostosa, molle, a seconda del pendio, dell'esposizione e della quota. Per i ciaspolatori, questa è stata un'ordinaria amministrazione, mentre gli sciatori hanno assistito a uno "spettacolo pirotecnico" di tuffi nella neve.
Accesso alla Valle Anzasca e al Pizzetto
Per raggiungere la Valle Anzasca, si utilizza l'autostrada A26 Genova-Gravellona Toce, seguendo le indicazioni per il confine di Stato. Si consiglia di lasciare l'auto circa 200 metri dopo la frazione Riscillone, tenendo presente che la disponibilità di parcheggi è limitata.
Da lì, si segue una strada sterrata che conduce all'Alpe Balmo. Da questo punto, con un percorso libero, è possibile dirigersi verso l'Alpe Provaccio (1130 m), dove si incontra l'arrivo della seggiovia dismessa. Proseguendo lungo le piste da sci, si raggiunge l'Alpe Loro. Da lì, si percorre la dorsale del Pizzetto, superando l'Alpe Rausa di Bannio, la Rausa di San Carlo (1486 m) e Villa Samonini (1630 m).
Un'altra possibile via di accesso prevede la risalita della Valle Anzasca, deviando per Bannio Anzino, poi Bannio e infine la località Fontane. In questo caso, si può notare la presenza di numerosi partecipanti intenti a prepararsi con ciaspole e attrezzature, segno della popolarità del Pizzetto come meta escursionistica. In alcuni tratti, il bosco può essere privo di neve, ma ai primi casolari essa inizia a comparire, con diverse opzioni di equipaggiamento, dalla camminata semplice all'uso di ramponcini o ciaspole. Il tracciato compatto rende la salita agevole fino alla cima, dove si possono incontrare numerosi escursionisti, godendo di una splendida giornata soleggiata e di un panorama eccezionale a 360 gradi.
