Carlo Janka ha iniziato la sua carriera sciistica con la stessa determinazione con cui solitamente affronta le competizioni. Dopo l'allentamento del lockdown, l'atleta svizzero, in attesa di tornare sulla neve, ha alternato allenamenti a secco a prove di partenza dal cancelletto su una rampa in materiale sintetico, allestita dalla Neveplast quattro anni prima. Janka è un ragazzo normale, privo di atteggiamenti da superstar, la cui carriera è segnata da un prima e un dopo, intervallati da infortuni e problemi fisici con cui il suo immenso talento ha convissuto per circa dieci anni.
Nonostante le difficoltà, Carlo Janka afferma che lo sci per lui continua a essere divertimento puro: "Nonostante gli infortuni e gli stop forzati, l'adrenalina è la stessa che provavo da ragazzino. Quando correvo con lo sci club Obersaxen. Se non ti diverti più non puoi sperare in buon risultato." Questo atteggiamento positivo gli consente di affrontare la difficile situazione attuale con coraggio e resilienza.
Janka ha voluto inviare un saluto speciale alla Lombardia e a Bergamo, esprimendo vicinanza e inviando energia in un momento particolarmente complicato per l'Italia. Sottolinea l'importanza della pazienza, del coraggio e della forza per superare le crisi, credendo fermamente che dietro ogni crisi si nasconda un'opportunità.

Una Carriera Costellata di Successi e Sfide
Considerato l'erede di Hermann Maier per la sua partenza da predestinato e la sua versatilità in tutte le discipline, Carlo Janka, a 33 anni e da poco padre della piccola Ellie, ha mantenuto un posto di rilievo tra gli atleti dello squadrone svizzero. Ha vissuto il periodo di lockdown con la sua famiglia, mantenendo la situazione sotto controllo e riprendendo gli allenamenti solo il 4 maggio, non appena consentito. In questa fase iniziale della preparazione, si è concentrato, come sempre, sulla preparazione atletica.
La prima trasferta sulla neve è stata programmata per la prima settimana di agosto, con la speranza che la situazione epidemiologica fosse sotto controllo. Il progetto del set up Neveplast prevedeva inizialmente due partenze parallele: una più ripida (circa 45% di pendenza) e una più piana. Dal 2019 è rimasta solo quella più piatta, ritenuta più funzionale. La pista, lunga circa 80 metri, è dotata di due sistemi di rilevazione cronometrica per misurare la velocità in due punti.
L'intuizione di contattare l'azienda bergamasca Neveplast, leader nella produzione di piste da sci artificiali, è stata di Pius Berni e Jorg Roter, rispettivamente allenatore di Carlo e suo coach nel 2016. Niccolò Bertocchi, AD di Neveplast, ha sottolineato l'importanza dell'intermediazione del partner svizzero Borer nella realizzazione del progetto e l'orgoglio di vedere Janka e gli atleti dello Swiss Ski Team allenarsi sulla loro pista.
L'Importanza della Partenza dal Cancelletto
Carlo Janka considera la partenza dal cancelletto un aspetto cruciale nello sci, dove la differenza viene spesso fatta da pochi secondi, se non centesimi. Una buona partenza è fondamentale in tutte le discipline, anche se in gigante e slalom la sua importanza è leggermente minore rispetto alla discesa. Una partenza compromettente in discesa può avere conseguenze molto più negative.
La rampa Neveplast si è rivelata uno strumento prezioso per migliorare la sua performance in partenza. L'utilizzo di una moto elettrica per il ritorno alla partenza ha permesso di effettuare numerosi test in una sola giornata, cosa impensabile in estate sul ghiacciaio. Janka riconosce Neveplast come un ottimo prodotto che simula al massimo la sciata sulla neve.

Stili di Partenza e Approccio Agonistico
Esistono diverse scuole e stili nell'uscire dal cancelletto. Mentre Hermann Maier era famoso per le sue partenze esplosive, altri preferiscono un'uscita meno aggressiva. Janka ritiene che la partenza debba essere esplosiva ed efficiente allo stesso tempo. Questo approccio è condiviso da molti suoi compagni di squadra e giovani atleti degli sci club locali, con un picco di frequentazione delle piste Neveplast tra maggio e settembre.
Negli ultimi anni, Janka ha deciso di concentrarsi sulle discipline veloci, come la Discesa e il Super G, dove la partenza è diventata prioritaria. È un sostenitore della diffusione della cultura dello sci tra i bambini, ritenendo che chiunque riesca ad avvicinare più persone a questo sport meriti attenzione, dato che il movimento sciistico in generale non sta attraversando un periodo facile, con un numero decrescente di sciatori.
Le piste Neveplast sono considerate ideali per imparare a sciare, specialmente per bambini e principianti. La nascita della figlia Ellie nel settembre 2019 ha portato a un cambiamento nelle priorità e negli obiettivi di Janka, come spesso accade per gli atleti dopo la nascita di un figlio, che può coincidere con un risveglio agonistico. Janka, ripartendo dalle buone sensazioni della stagione precedente, punta a una maggiore costanza.
Il Legame con le Origini e il Futuro
Janka mantiene un forte legame con le sue origini, ricordando Pius Berni come il suo primo allenatore e un punto di riferimento. Questo legame è un privilegio, potendo contare su un coach appassionato e professionale.
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Ritiro e Eredità Sportiva
Carlo Janka ha deciso di chiudere la sua carriera per motivi di salute, scegliendo Wengen, località che gli ha regalato numerose soddisfazioni e tre vittorie, come luogo per salutare il mondo dello sci. Oltre a Pirmin Zurbriggen, Janka è l'unico svizzero ad aver vinto il "triplete", ottenendo undici vittorie in quattro discipline di Coppa del Mondo e vincendo consecutivamente in supercombinata, discesa libera e slalom gigante per tre giorni. Problemi ricorrenti alla schiena lo hanno tuttavia limitato.
Lo sciatore grigionese, attivo in gare FIS dal dicembre 2001, ha esordito in Coppa Europa nel gennaio 2004 e ottenuto il suo primo podio nel dicembre 2005. Il suo esordio in Coppa del Mondo è avvenuto nel dicembre 2005, seguito dalla medaglia di bronzo nello slalom gigante ai Mondiali juniores. Il primo podio in Coppa del Mondo è arrivato nel novembre 2008, con la prima vittoria in slalom gigante nel dicembre dello stesso anno, seguita dalla prestigiosa supercombinata di Wengen. A fine stagione, si è classificato settimo nella classifica generale e vincitore della Coppa del Mondo di combinata.
Durante il fine settimana del 4-6 dicembre 2009, Janka ha ottenuto una storica tripletta a Beaver Creek, vincendo supercombinata, discesa libera e slalom gigante, un'impresa eguagliata solo da Jean-Claude Killy nel 1967 in tre soli giorni. Alla sua prima Olimpiade, Vancouver 2010, ha conquistato la medaglia d'oro nello slalom gigante. Ai Giochi di Soči 2014 si è classificato tra i primi dieci in diverse discipline. Nel gennaio 2015 ha vinto una combinata a Wengen, e ai Mondiali di Vail/Beaver Creek si è piazzato tra i primi dieci in diverse gare. L'ultima vittoria in Coppa del Mondo è arrivata nel febbraio 2016 in supergigante.
La sua ultima gara in Coppa del Mondo è stata la discesa del Lauberhorn. Janka ha totalizzato undici vittorie in Coppa del Mondo, inclusa la medaglia d'oro olimpica nello slalom gigante.
